monete75 Inviato 14 Dicembre, 2009 #1 Inviato 14 Dicembre, 2009 Ciao a tutti, gredirei avere il vostro parere sullo stato di conservazione di questa moneta da 8 Lire della Repubblica Ligure. Allego le foto: Un saluto Cita
Fufieno Inviato 14 Dicembre, 2009 #2 Inviato 14 Dicembre, 2009 Molti graffi, REPUBBLICA LIGURE non si vede un granchè, neanche EGUAGLIANZA. Direi q.MB. Saluti. Cita
oento Inviato 14 Dicembre, 2009 #3 Inviato 14 Dicembre, 2009 Salve! Secondo me per questa tipologia di moneta dell'Anno I della Rep. Ligure siamo intorno al qBB. Cita
picchio Inviato 15 Dicembre, 2009 #5 Inviato 15 Dicembre, 2009 Personalmente gli strappi di conio non li considero in alcuna maniera influenti sulla conservazione, al più il gusto all'acquisto. Nei parametri di grading, si determina lo stato di usura e gli elementi accidentali posteriori alla coniazione. Come lo stato di conservazione è indipendente dalla tipologia della moneta, in particolare modo nella monetazione decimale. Considero la moneta un bel BB. Non mi piace la patina, a gusto personale, si direbbe eccessivamente spessa. Cita
Scudo1901 Inviato 23 Dicembre, 2009 #6 Inviato 23 Dicembre, 2009 Anche a mio parere un q. BB. Strana patina..... Cita
rick2 Inviato 23 Dicembre, 2009 #7 Inviato 23 Dicembre, 2009 anche secondo me i graffi della moneta sono ininfluenti per la gradazione , tutte queste monete venivano rifilate dopo la coniazione e graffiate. di solito lo si vede nelle piastre napoletane e nei talleri di ragusa . secondo me e qSPL con difetti di tondello provocati dalla zecca che non dovrebbero influire sulla gradazione. ciao Cita
Giov60 Inviato 23 Dicembre, 2009 #8 Inviato 23 Dicembre, 2009 (modificato) Vabbè che da una foto si può dire poco, ma giudicare qMB o qBB una moneta del genere mi sembra ... quantomeno riduttivo! Il rovescio presenta alcune debolezze, ma sembra bello (basta guardare bacche e foglie), anche il diritto presenta debolezze e graffi di conio (più frequenti nei primi anni di emissione), ma la foto (sovraesposta e sfuocata) non rende certo giustizia alla moneta. Azzarderei un qSPL. La patina non può essere giudicata (sembrerebbe mancante in alcuni punti del D, ma può essere un'impressione). Vorrei sapere da monete75 che grado di conservazione ritiene pertinente (o a quale grado la moneta è stata proposta/venduta). Modificato 23 Dicembre, 2009 da Giov60 Cita
oento Inviato 24 Dicembre, 2009 #9 Inviato 24 Dicembre, 2009 Salve Questi giorni rivedendo monete passate in alcune aste, il giudizio qBB mi sembra un pochino stretto, molti particolari sia al D che al R sono ancora ben visibili, però mi mettono in difficoltà le mancanze sulle diciture Repubblica Ligure e Uguaglianza per dare un parere più corretto (naturalmente in base alla mia esperienza. Cita
rick2 Inviato 24 Dicembre, 2009 #10 Inviato 24 Dicembre, 2009 il problema e che la moneta e uscita dalla zecca in quello stato , con le diciture deboli , non per usura ma per tondello carente la numismatica USA te la giudicherebbe AU o UNC , uncirculated perche effettivamente la moneta non ha circolato , mentre quella europea considera la moneta nel suo apparire globale e da li deriva la classificazione BB purtroppo se c era un difetto di coniazione non e che ci puoi fare molto . poi ho anche notato che molte case d aste usano giudizi troppo restrittivi in casi di questo tipo , penso per non avere rogne secondo me BB e troppo restritivo pero come ben sai la gradazione e anche soggettiva Cita
Giov60 Inviato 25 Dicembre, 2009 #11 Inviato 25 Dicembre, 2009 Non so se sia già stato affrontato da qualche parte in questi forum il problema della classificazione delle monete. Tuttavia, a voler essere sintetici, concordo sul fatto che il FDC dovrebbe comprendere non solo il fatto che la moneta non sia circolata, ma anche che sia "fior del conio" ovverosia impressa in maniera perfetta. Ne deriva che non esistono monete veramente FDC tra quelle del Regno d'Italia e precedenti oppure che il termine FDC dovrebbe essere considerato in maniera non troppo stretta, quasi convenzionale rispetto all'epoca e alle caratteristiche dell'emissione. Cita
rick2 Inviato 27 Dicembre, 2009 #12 Inviato 27 Dicembre, 2009 concordo con te su queste monete il vero FDC come inteso dalla numismatica europea non esiste secondo me e meglio usare la gradazione nordamericana che usa l UNC per definire monete nello stato in cui sono uscite dalla zecca (anche se con graffi e tondelli difettosi) cmq il soggetto rimane molto opaco ciao Cita
oento Inviato 27 Dicembre, 2009 #13 Inviato 27 Dicembre, 2009 Salve Concordo con voi sul fatto che alcune (o molte) monete sono uscite dalla zecca gia in questo stato, e pertanto non risulta facile dare un giudizio obbiettivo sul loro stato di conservazione, (almeno per me). Cita
picchio Inviato 31 Dicembre, 2009 #14 Inviato 31 Dicembre, 2009 Il fior di Conio per questa monetazione esiste, esistono esemplari scevri di strappi di conio, particolarmente per l'ultimo anno di coniazione quando furono rifatti i conii e non riadattati, che poi non compaiano sovente sul mercato è una differente questione. Il 1798, primo anno di coniazione ha spesso gli strappi dovuti all'assestamento della strumentazione di conio, come pure il 1799 avendo riadattato i conii dell'anno precedente, anno difficilissimo per reperire esemplari diaciamo .... speciali. Nel 1804 la cosa è più frequente, tanto che se ne trovano anche con i fondi speculari. Genova disponeva già da alcuni anni di ottime macchine per la coniazione di monete di buona lega d'argento e di oro. La selezine delle paste metallifere era molto curata, e vi lavorarono eccellenti incisori, che poi ritroviamo a Milano durante il regno d'Italia. Le monete hanno l'orlatura e la ghiera di contenimento in fase di coniazione, ne più e ne meno per quello che accadrà con le monete di Casa Savoia. Cita
picchio Inviato 31 Dicembre, 2009 #15 Inviato 31 Dicembre, 2009 Questo esemplare pur non essendo fior di conio, non ha strappi. Cita
Giov60 Inviato 31 Dicembre, 2009 #16 Inviato 31 Dicembre, 2009 Il fior di Conio per questa monetazione esiste, esistono esemplari scevri di strappi di conio, particolarmente per l'ultimo anno di coniazione quando furono rifatti i conii e non riadattati, che poi non compaiano sovente sul mercato è una differente questione. Il 1798, primo anno di coniazione ha spesso gli strappi dovuti all'assestamento della strumentazione di conio, come pure il 1799 avendo riadattato i conii dell'anno precedente, anno difficilissimo per reperire esemplari diaciamo .... speciali. Nel 1804 la cosa è più frequente, tanto che se ne trovano anche con i fondi speculari. Genova disponeva già da alcuni anni di ottime macchine per la coniazione di monete di buona lega d'argento e di oro. La selezine delle paste metallifere era molto curata, e vi lavorarono eccellenti incisori, che poi ritroviamo a Milano durante il regno d'Italia. Le monete hanno l'orlatura e la ghiera di contenimento in fase di coniazione, ne più e ne meno per quello che accadrà con le monete di Casa Savoia. Parli di "strappi di conio": la discussione è collaterale, ma non mi sembra così diretto il rapporto tra i cosiddetti graffi (o stappi) e le attrezzature di conio. E' possibile che si tratti di "limate" sui tondelli per riportare il peso alla norma in caso di eccedenza? Cita
Liutprand Inviato 31 Dicembre, 2009 #17 Inviato 31 Dicembre, 2009 Strana patina, comunque considerando la tipologia, direi BB. Cita
picchio Inviato 31 Dicembre, 2009 #18 Inviato 31 Dicembre, 2009 Parli di "strappi di conio": la discussione è collaterale, ma non mi sembra così diretto il rapporto tra i cosiddetti graffi (o stappi) e le attrezzature di conio. E' possibile che si tratti di "limate" sui tondelli per riportare il peso alla norma in caso di eccedenza? Solitamente lo strappo di conio si generava per il movimento improprio del tondello in fase battitura, la ghiera di contenimento permetteva una leggera basculazione della moneta, infatti abiamo questa problematica in un periodo abbastanza limitato, dalla metà del '700 sino al 1820. Quasi sempre il problema si manifesta al centro ed ai lati. Ore se la questione fosse un alleggerimento cvolontario del peso o del tondello non verrebbe alleggerito al centro oppure sull'effige del sovrano in quanto (e ci dobbiamo relazionare a qui tempi) sarebbe stato un delitto di "lesa maestà". Notiamo sulla monetazione toscana che l'alleggerimento del tondello è sembre marcata ed ai lati della moneta, alleggerimento deturpante che appare come un colpo di lima molto netto. In secondo luogo l'alleggerimento fatto con gli "strappi" porterebbe via una quantità di metallo nobile assai risibile e vi necessiterebe una fermezza della mano degna di "Barnard". In più ai tempi avevano la pesatura del tondello ante coniazione eccellente con uno scostamento dal legale quasi nullo. Cita
Giov60 Inviato 31 Dicembre, 2009 #19 Inviato 31 Dicembre, 2009 Grazie delle spiegazioni. Ho sempre trovato nebulosa la spigazione dei graffi, e in articoli recenti si ipotizzava quanto ho riferito (anche se non mi ha mai convinto). Cita
picchio Inviato 31 Dicembre, 2009 #20 Inviato 31 Dicembre, 2009 Di nulla, Ad esempio, i graffi o strappi come a mio giudizio sarebbe più corretto chiamarli, compaiono nel momento stesso in cui si passa dalla battitura a martello a quela a bilanciere. Nella zecca di Milano, ad esempio durante la monetazione di Maria Teresa, con i vecchi conii a martello, il problema non sussiste, ed a rigor di logica l'alleggerimento del tondello sarebbe dovuto avvenire con una raspa. Con le nuove macchina a Milano nel 1777 vengono provate le nuove monete provviste di ghiera di contenimento o virola, ed immediatamente appaiono gli strappi di conio. Con il perfezionamento dei macchinari gli strappi di conio tendono a svanire. Più frequenti sulle monete di grande modulo, che evidentemente avevano maggiori difficoltà di sganciamento dalla virola. C'è un libro che ho ricevuto in regalo sulla monetazione estense, dove vengono spiegati i processi di coniazione molto chiaramente, purtroppo non ricordo il nome, ma è una pubblicazione abbastanza recente. Gli strappi per altro non sono omogenei in tutta la monetazione, molto dipendeva anche dalla produzione e dalla frequenza di battitura, chiaramente più la produzione era estesa e più la moneta poteva essere soggetta a problemi in fase di espulsione. Quindi troviamo gli strappi soprattto dove le macchine venivano stressate per usare una forma moderna: Milano durante il Regno d'Italia, ma molto di meno a Bologna e Venezia. La produzione di Napoli dal 1735 a Ferdinando IV, altro periodo di grande produzione monetale. Non ci sono nella monetazione papale del tempo in quanto mi pare usassero un differente tipo di bilanciere che aveva minore capacità produttiva. Ci sono in molte monete coniate dalle Repubbliche a cavallo delle campagne napoleoniche in Italia. Spariscono praticamente con i moti del 1821. Singolare il caso della monetazione di Firenze, sin quando sono stati coniati i grandi moduli, tipo i dena e francesconi da ludovico I e con la reggenza sono sostanzialmente assenti, mentre con Felice ed Elisa Baciocchi, che per volere di Napoleone dovettero introdurre il sistema decimale, riappaiono assai numerosi sulle monete da 5 franchi. Cita
oento Inviato 31 Dicembre, 2009 #21 Inviato 31 Dicembre, 2009 Buongiorno Signor Picchio Interessante la spiegazione dei graffi o strappi di conio, anche per me era una cosa poco chiara. Cita
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