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Scoperta a Pompei una «nuova villa dei Misteri»: riemerge lo spettacolare affresco gigante dedicato a Dioniso. Risale al 40 a.C.


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Inviato

Ritrae baccanti rappresentate come danzatrici ma anche cacciatrici e satiri che suonano il doppio flauto. Gli archeologi l'hanno battezzata la «casa del Tiaso». 

Scavi di Pompei, trovato un affresco gigante in una villa: è una megalografia di un corteo per Dioniso

La megalografia ritrovata a Pompei

 

A più di 100 anni dalla scoperta della Villa dei Misteri un nuovo grande affresco getta luce sul mistero di Dioniso nel mondo classico. In una grande sala per banchetti, scavata nelle ultime settimane nell’area centrale di Pompei, nell’insula 10 della Regione IX, in una domus è emerso un fregio di dimensioni quasi reali, ovvero una megalografia, cioè dipinto a grandi figure, che gira intorno a tre lati dell’ambiente. Il quarto era aperto sul giardino.

Il fregio mostra il corteo per Dioniso, il dio del vino: ci sono baccanti rappresentate come danzatrici. Ma anche come cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di animali nelle mani. E poi giovani satiri con le orecchie appuntite che suonano un doppio flauto, mentre un altro compie un sacrificio di vino in stile acrobatico. Gli archeologi hanno battezzato la domus con il fregio «casa del Tiaso», proprio in riferimento al corteo di Dioniso.

 
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
  • Il grande affresco dionisiaco di Pompei con baccanti e satiri
Al centro della composizione c'è una giovane donna con un vecchio sileno che impugna una torcia una torcia: si tratta di una inizianda, ovvero una donna mortale che tramite un rituale notturno sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce promettendo lo stesso ai suoi seguaci. Un dettaglio curioso consiste nel fatto che tutte le figure del fregio sono rappresentate su piedistalli. Come fossero statue, mentre al tempo stesso movimenti, carnagione e vestiti le fanno apparire come fossero vive.

«Siamo nel cosiddetto secondo stile pompeiano - rivela il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel - il fregio può essere datato agli anni 40 e 30 avanti Cristo. Questo significa che nel momento dell’eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei, il fregio dionisiaco era già presente da un secolo sulla parete. La megalografia è in una sala banchetti e apre un nuovo dibattito sui rituali per Dioniso. Al centro non c'è il dio come nella Villa dei Misteri, ma c'è una donna. Che si ritrova al centro di questo corteo. Ed è l'unica che guarda al centro verso la sala. Abbiamo di fronte una iconografia di iniziazione».

 
Per il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, questa megalografia rappresenta una novità assoluta «sul più contemporaneo dei dei», appunto Dioniso. «Zuchtriegel è un fuoriclasse circondato da fuoriclasse - ha detto il ministro - immaginate come sarà questo posto tra un secolo. Noi non ci saremo, ma ci sarà qualcuno che parlerà del ritrovamento di questo ciclo di affreschi. Questo è uno squarcio di luce su un aspetto importante. Tengo a sottolineare l’importanza di una novità, sul più contemporaneo degli Dei, Dioniso».
 
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Inviato

Molto bello, ieri sera ho visto sul 1 canale RAI un bel servizio di Alberto Angela su tutte queste nuove scoperte.


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