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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/11/16 in tutte le aree
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Appena acquistato : Scudo 1901 Vittorio Emanuele III ....... ovviamente in cartolina :rofl: p.s. Notate si tratta del primo conio ! :blum:6 punti
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Ciao a tutti, noto con interesse che il viceregno sta andando di moda, quindi come faccio a non contribuire alle discussioni? Questa è una monetina abbastanza difficile da reperire bella per diversi motivi. Carlino di Filippo IV c.d. Antitosatura Fabrizio Biblia maestro di zecca e Costantino Di Costanzo maestro di prova5 punti
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Vorrei segnalare la mostra attualmente esposta al Museo Bottacin di Padova a palazzo Zuckermann. Si tratta di una mostra celebrativa dei 150 anni di vita del Museo. Sono esposte molte monete, oggetti della collezione di Nicola Bottacin (di cui c'è anche un ritratto) e altri oggetti che illustrano il secolo e mezzo di attività del Museo. Per chi non l'avesse ancora vista, merita la visita la bolla d'oro di Michele Steno ancora appesa al documento che concedeva la cittadinanza veneziana agli abitanti della città di Zara. Bellissime anche le oselle. L'ingresso alla mostra è gratuito e la mostra dura fino al 13 marzo. Consiglio vivamente una visita... Arka4 punti
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Questa invece è la moneta del sole e delle stelle....ma anche la moneta del 3, 3 soldi, 3 soli al dritto, 3 soli al rovescio e poi diverse stellette nel nimbo... Moneta rara... R2 sia per Crippa che per MIR ha un peso che varia dai 2,90 gr. a 3,63 con un diametro di 24 mm. Qui inizia la serie dei grossi di maggior valore e con lo stemma al dritto di Filippo Maria, particolarmente significativo il sole sul petto di Sant'Ambrogio la cui figura ormai è in continua evoluzione anche per simboli presenti.... Ora aspetto voi .... :blum: e quando arriverà il turno del grosso o berlinga che indubbiamente mi è sempre piaciuta....4 punti
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Di solito i bambini nella loro beata innocenza non danno peso ai soldi e quindi al valore economico degli oggetti o altre cose che esse siano. Le monete, soprattutto quelle con secoli e secoli di storia, ma direi tutte, hanno il loro fascino e il loro mistero e se poi, come dici tu, non valgono nulla, io ti dico no, il valore storico che loro hanno è incommensurabile. Se poi cercavi il tesoretto, non puoi di certo paragonarti ai bambini... In ogni caso Boa Sorte o Buenas sorte.... Lo spirito del vero collezionista è quello di sapere e conoscere e non certo di monetizzare..... W le monete belle o brutte che siano.....4 punti
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Di esso quel tempo ancora...le nuove monete di quest'anno! Spero di vedere degli altri reperti dal 2016 qui. Ecco uno dei due centesimi 2016d ottenuti ieri a pranzo, le monete prima 2016 che hanno percorso la mia strada. Prendo atto che sono in anticipo rispetto al 2014 (15 marzo) o 2015 (24 febbraio). E in una di quelle cose strane—ho visto il mio primo 2016 moneta ieri in un ristorante 50 miglia di distanza, ma questa mattina, presso il gas pompa, sul terreno era un penny portafortuna. Ho scelto it up e abbastanza sicuro, un altro d 2016. (Ma graffiato e intaccato da un lato, dove era stato guidato nella pavimentazione di auto di passaggio). :) v. --------------------------------------------------------- It’s that time again…this year’s new coins! I hope to see others’ finds from 2016 here. Here’s one of two 2016d cents gotten yesterday at lunch, the first 2016 coins that have come my way. I note that they’re earlier than in 2014 (15 March) or 2015 (24 February). And in one of those odd things—I saw my first 2016 coin yesterday at a restaurant 50 miles away, but this morning, at the gas pump, on the ground was a lucky penny. I picked it up, and sure enough, another 2016d. (But scratched and nicked on one side, where it had been driven into the pavement by passing cars.) :) v.3 punti
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Era da tempo che la desideravo questa moneta poi per una cosa o per l'altra andavo su altre tipologie ... ora finalmente è fra le mie mani ... Cosa dite approvate :) ?? Genova Fase dei Dogi biennali Scudo Stretto del 1679 Peso : 38,19g Materiale : Argento Esemplare , come molti di quest'anno , coniati al torchio ma, sprovvisti della legenda sul taglio ...3 punti
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Il 10 febbraio 1945, nel campo di concentramento di Dachau moriva Giovanni Palatucci: facciamo luce su tale figura; se qualcuno ha notizie o testimonianze in merito ad azioni di salvataggio ad opera di Giovanni Palatucci si prega di renderle pubbliche, naturalmente anche se si hanno perplessità sulle azioni di salvataggio si chiede di pubblicarle, magari allegando elementi che ne testimonino la certezza. Giovanni Palatucci Giovanni Palatucci nacque a Montella, un paese in provincia di Avellino, il 31 maggio 1909 da Felice e Angelina Molinari. Visse in un ambiente familiare profondamente religioso, grazie anche all'esempio dello zio Giuseppe Maria Palatucci, che fu nominato Vescovo di Campagna (SA). Studiò presso il Ginnasio "Dionisio Pascucci" di Dentecane di Pietradefusi e poi presso il Liceo Classico "Pietro Giannone" di Benevento per conseguire la maturità a Salerno nel 1928. Nel 1930 svolse il servizio militare a Moncalieri come allievo ufficiale di complemento. e nel 1932 conseguì la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Torino. Nel1936 giurò come volontario vice commissario di pubblica sicurezza e fu trasferito a Genova come vice Commissario di pubblica sicurezza. L'anno dopo fu inviato, come vice Commissario, alla Questura di Fiume e qui assunse l'incarico di Questore reggente e responsabile dell'ufficio stranieri. A seguito dell'entrata in vigore delle leggi razziali del 1938 e con le massicce deportazioni degli anni seguenti perpetrate dai nazisti inizia il suo apostolato. Si adoperò a fornire documenti falsi a moltissimi ebrei. Altri furono inviati dallo zio Vescovo, a Campagna, nel Cilento, altri ancora furono protetti in vario modo. Riuscì ad organizzare veri esodi di intere comunità. Si dice che nel marzo del 1939 rifiutò una promozione a Caserta e deviò un treno pieno di ebrei destinati ai campi di concentramento, salvando all'incirca 500 ebrei. Un calcolo approssimativo ha stimato in più di 5000 il numero di persone che Giovanni Palatucci aiutò a salvarsi durante tutta la sua permanenza a Fiume. Nel novembre 1943 la città di Fiume, pur facendo parte della Repubblica Sociale Italiana, entrò a far parte della “Zona d'operazioni del Litorale adriatico”, per cui passò direttamente sotto il controllo delle truppe tedesche e così il comando militare della città passò al capitano delle SS, Hoepener, ma Giovanni Palatucci, pur sapendo i rischi che correva, volle rimanere nel Litorale e fece sparire gli archivi contenenti le informazioni sugli ebrei fiumani, salvando così più persone possibili; si preoccupò anche dell'istituzione di uno "Stato Libero di Fiume", per far sì che questo territorio, che correva il rischio di dover venir ceduto dall'Italia alla Jugoslavia, mantenesse una sua indipendenza. Il Console svizzero di Trieste, suo caro amico, gli offrì un passaggio sicuro verso la Svizzera, ma Giovanni Palatucci fece andare al suo posto la sua giovane compagna ebrea. Questa temeraria attività non sfuggì ai nazisti, così, la notte del 13 settembre 1944, il tenente delle SS Helbert Kappler ne fece perquisire l’abitazione, in cui venne trovata copia del piano riguardante lo Stato libero e autonomo di Fiume. Con l’accusa formale di cospirazione ed intelligenza con il nemico fu arrestato e inviato nel carcere Coroneo di Trieste. Il 22 ottobre venne trasferito nel campo di lavoro forzato di Dachau. Quando il brigadiere di pubblica sicurezza Pietro Capuozzo apprese dell’estradizione di Giovanni Palatucci a Dachau, con un collega della polizia ferroviaria raggiunse i carri piombati e, camminando su e giù per la banchina, discuteva animatamente col collegava nella speranza che Giovanni lo sentisse e potessero così salutarsi per l’ultima volta. A un tratto gli cadde un bigliettino tra i piedi e sentì la voce di Palatucci: «Capuozzo, accontenta questo ragazzo. Avverti sua madre che sta partendo per la Germania. Addio» e raccolse il bigliettino con indicate la famiglia e la via di Trieste. Nel campo di concentramento di Dachau Giovanni Palatucci divenne il numero 117826, e qui, a soli 36 anni, morì, il 10 febbraio 1945, circa due mesi prima della liberazione del campo: il 29 aprile 1945, i prigionieri sopravvissuti vennero liberati dagli americani. Nel 1952 lo zio vescovo Giuseppe Maria Palatucci raccontò che il nipote durante la sua permanenza a Fiume, contravvenendo agli ordini dei nazifascisti di deportare 5000 ebrei istriani ad Auschwitz, li fece trasferire nel campo di internamento di Campagna. Nel campo di Campagna venne allestita una biblioteca e una sinagoga, nella quale si recavano anche il vescovo e il podestà. Gli ebrei familiarizzarono anche con i loro carcerieri e si consentì di stampare un breve bollettino ciclostilato del campo, in lingua tedesca, e di costituire una piccola orchestra; uno dei prigionieri fu addirittura invitato dal vescovo Giuseppe Maria Palatucci a suonare l'organo in chiesa la domenica. Il 17 aprile 1955, venne concessa a Giovanni Palatucci la Medaglia d’Oro alla memoria dall’Unione delle Comunità Israelitiche d’Italia con la seguente motivazione: «Commissario all’Ufficio stranieri della Questura di Fiume, tanto operò in favore degli ebrei e di altri perseguitati, che venne arrestato dai nazisti nel settembre 1944 e deportato in Germania. Le sevizie e le privazioni del campo di sterminio, a Dachau, ne troncarono, alla vigilia della liberazione, la mirabili esistenza. Se al suo nome nello Stato d’Israele sono state dedicate una via ed una foresta, gli ebrei d’Italia vogliono anch’essi onorarne il ricordo». Il 12 settembre 1990 lo Yad Vashem lo riconobbe Giusto tra le nazioni. Il 15 maggio 1995 la Repubblica italiana gli conferì la Medaglia d'oro al merito civile con la seguente motivazione: «Funzionario di Polizia, reggente la Questura di Fiume, si prodigava in aiuto di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l'arresto e la deportazione. Fedele all'impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali continuava, malgrado l'occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all'arresto da parte della Gestapo e alla sua deportazione in un campo di sterminio, dove sacrificava la giovane vita». Il 21 marzo 2000 il Vicariato di Roma emesse un Editto per l'apertura del processo di beatificazione di Giovanni Palatucci, avvenuta formalmente il 9 ottobre 2002. In occasione della cerimonia ecumenica Giubilare del 7 maggio 2000, Papa Giovanni Paolo II lo annoverò tra i martiri del XX secolo. Nel 2004 si concluse la fase diocesana del processo di canonizzazione e fu proclamato Servo di Dio. Il 29 maggio 2009 l'Italia emesse un francobollo commemorativo in suo onore. Il 29 maggio 2011 la comunità montellese di Norristown gli dedicò un monumento murale. Nel 2013 il Centro Primo Levi avanzò alcuni dubbi sulla corretta ricostruzione storica delle vicende legate a Giovanni Palatucci, così a seguito di questa ricerca la figura di Palatucci fu rimossa dalla esposizione al Museo dell'Olocausto di Washington e lo Yad Vashem e il Vaticano iniziarono a esaminare la nuova documentazione emersa. Già nel 1995 furono avanzati dubbi sulla corretta ricostruzione storica delle vicende legate alla figura di Palatucci. In favore di Palatucci nel giugno 2013 decise di testimoniare l'anziana Renata Conforty i cui genitori furono tratti in salvo proprio dal questore di Fiume, a cui si aggiunsero numerose testimonianze di salvataggi individuali rilasciate dagli stessi ebrei che furono salvati.3 punti
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Apro questa nuova discussione per trattare delle medaglie dedicate alle figure di numismatici italiani ed esteri. In particolare postero' le medaglie della collezione dell'amico Blaise Colgo l'occasione per inserire come primo esemplare una medaglia recente , creata per festeggiare i cinquanta anni del Circolo Numismatico delle Valli di Lanzo e i cinquanta anni di Presidenza del Prof. Attilio Bonci , noto numismatico piemontese esperto nella monetazione sabauda Materiale : Bronzo Peso : 228,4 gr. Diametro : 78 mm. Opus : G. Grava Tiratura 20 pezzi numerati Giuseppe Grava , pittore e scultore trevigiano, si è formato a Milano, frequentando la Scuola d’arte del Castello Sforzesco e diplomandosi in scultura medaglistica nel 1966. Parallelamente approfondisce la tecnica dell’acquerello partecipando all’attività dell’Associazione Italiana Acquarellisti, di cui è tra i fondatori. Durante la permanenza a Milano partecipa a numerose mostre. Dalla fine degli anni Settanta la sua attività si svolge nella natia Revine, in provincia di Treviso. Qui estende i suoi interessi artistici all’incisione, all’affresco, al graffito e al tromp l’oeil con Luigi Marcon, presso la Scuola di Cibiana. La realizzazione di medaglie rimane tuttavia una parte cospicua della sua attività artistica. La sua presenza, come pittore e come scultore, a esposizioni nazionali ed internazionali è notevole. Nel 1981 e nel 1984 partecipa alle mostre tenutesi a Udine su iniziativa della “Triennale italiana della medaglia d’arte”. Del 1983 è la mostra a Bietingheim, in Germania. Svariate sono le partecipazioni alle mostre internazionali promosse dalla “Federation internazionale de la Medaille” , a Firenze, Stoccolma ed Helsinki, cui va aggiunta quella alla VIII Rassegna internazionale della medaglia ad Alessandria d’Egitto. (tratto da http://www.johnsonsrl.it/web/Artisti.aspx ) p.s. Alcuni esemplari di questa medaglia sono ancora disponibili preso il segretario del circolo di Lanzo2 punti
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Ciao a tutti! Prendendo spunto da un paio di discussioni attuali che mi hanno ricordato una pratica molto in voga in passato, cioè la "Damnatio memoriae", ho riflettuto sul fatto che nessuno dei nostri avi romani o i più recenti manganelli o falci e martelli è riuscito completamente nel suo intento... una qualcosina è pur sempre sopravvissuta! Riferendomi alla lista riportata da https://it.wikipedia.org/wiki/Damnatio_memoriae vi invito a giocare con me e a postare ciò che avete di "rotondo e metallico" dei suddetti soggetti che hanno scampato l'oblio! Inizio io con un denario dell' affascinante Julia Mamaea Ego tamen non obliviscar tui! Io non mi dimenticherò di te! Njk2 punti
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Altro grosso di Filippo Maria, però da 2 soldi. Crippa 3/A ( C ) - MIR 152/1 ( C ) Sopra lo stemma si trova il segno identificativo dell'emissione: un globetto (come in questo caso), una stellina o nulla.2 punti
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Salve a tutti, per la mia collezione ho realizzato un piccolo database (mySQL + php) in cui registro tutte le informazioni, in modo da poter fare ricerche, ordinare, ecc. Per ogni moneta posso così visualizzare una scheda, di cui un esempio lo trovate qui sotto. La parte finale con le informazioni sulla provenienza, costo, ecc. è visualizzata solo se si inserisce una password, così che di default viene visualizzata solo la parte numismatica (es.: se voglio far consultare il catalogo a qualcuno senza mostrare le altre informazioni). Che ne pensate? Avete qualche suggerimento su cosa aggiungere? Volutamente non ho inserito valutazioni sulla qualità (BB, SPL, ecc.) e sulla rarità (C, R, R2, ecc.) perché non mi sento abbastanza esperto e dovrei fidarmi di quanto riportato dal venditore, che so essere in qualche modo soggettivo. Scusate gli inglesismi, avevo cominciato a fare il sito in inglese, ma poi per le monete italiane viene poco naturale scrivere tutto in inglese. Saluti, Luca2 punti
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@@petronius arbiter la mia osservazione è di natura squisitamente oggettiva e come ho sottolineato nel post non voglio fare polemiche ne voglio essere strumentalizzato a fini politico-polemici. Penso che non ci siano problemi quando si dice che nei lager lavorassero come servizio d'ordine e bassa manovalanza (cioè il lavoro più sporco e non nel senso di igiene) guardie lettoni, ucraine e croate. Quando si vuole indicare con precisione gli autori di un reato non significa altro che indicare gli autori del reato stesso, punto. Senza aggiungere se, ma e però. Dato che si parla di foibe ritenevo che si potesse parlare degli autori. Quando si parlerà di altri crimini abominevoli commessi da italiani od altri popoli non esiterò a nominarli ed effettuare una disamina analitica. Comunque sia i fanatici da quelle parti sono sempre abbondati ed il vizietto delle buche e delle fosse comuni lo hanno avuto anche negli anni '90. (sempre essenzialmente commessi da miliziani paramilitari nullatenenti e fanatici idealisti, che con improbabili scuse etniche volevano solo derubare il vicino di casa)2 punti
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su questo siamo perfettamente daccordo...nulla da obiettare....lo schifo che si pone in essere in guerra non risparmia nessun esercito..compreso quello dello Stato Pontificio, con buona pace della Chiesa. Dove sta la differenza dici? Semplice...che non mi pare che poi da noi alla morte di questo o quel carnefice siano venuti dalla Jugoslavia ai funerali e soprattutto nessuno di quel paese ha dato loro onorificenze. Noi, in età repubblicana, abbiamo dato a Tito il c...e lo sapete bene...così come venne dato il posteriore a Stalin, che di certo non era meglio di Hitler, Franco e Mussolini... Tanto per fare un raffronto...quando mio bisnonno lo mandavano al confino...andava a Ponza e tornava vivo e vegeto...in quelle altre nazioni...non tornavi più...tanto per non fare nomi...mio bisnonno, anarchico...Tonghini Fernando, inquisito dal Tribunale Speciale Fascista, venne da questi assolto per reati per i quali non ci voleva nulla a condannarlo...quindi, ritengo che malgrado lo schifo di una dittatura, almeno una certa giustizia veniva osservata...non credo avvenisse in Jugoslavia URSS Spagna e Germania. Ma per il resto...la guerra, il terrorismo, il razzismo, i genocidi...sono le peggiori peculiarità dell'essere umano e non possiamo neanche paragonarci alle belve: quelle uccidono per mangiare, l'uomo per il gusto di fare violenza Del resto, in tempo di guerra, non si guarda tanto per il sottile se si arruolano carcerati per reati efferati. E oggi che accadrebbe? Provate ad immaginare in caso di guerra quanti violenti da stadio o criminali vari, grazie ad una uniforme, si dedicherebbero al loro sport preferito, la violenza appunto,.2 punti
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A leggere certi post precedenti, sembrerebbe quasi che nel '45 noi italiani ce ne stessimo buoni e tranquilli a casa nostra, intenti alle nostre oneste occupazioni che non facevano male a nessuno, e quei "cattivoni" dei comunisti titini ci siano piombati addosso all'improvviso e senza motivo, uccidendo e rubandoci la terra. A me sembrava di ricordare un'altra storia, una storia in cui noi per primi eravamo piombati addosso agli jugoslavi, noi per primi avevamo annesso i loro territori, noi per primi avevamo dato il via ai massacri Bilancio delle vittime slovene durante l'occupazione italiana: Ostaggi civili fucilati .............................…n. 1.500 Fucilati sul posto.......................................n. 2.500 Deceduti per sevizie..................................n. 84 Torturati e arsi vivi………………………....n. 103 Uomini, donne e bambini morti nei campi di concentramento……………………..… n. 7.000 Totale …………………………………........n. 13.087 Non so se questi numeri siano più alti o più bassi di quelli delle vittime delle foibe, non mi interessa, non è sul numero dei morti che si misura la gravità di una colpa, uno solo sarebbe già stato troppo, da una parte e dall'altra. Però, servono a capire che, se è vero che le vittime delle foibe non se la sono cercata (la vittima, per definizione, è sempre incolpevole, sennò non sarebbe vittima), è l'Italia come nazione che se l'è cercata, e che sì, era probabilmente inevitabile, dopo quanto accaduto prima...chi semina vento raccoglie tempesta. Tutto questo non per offendere la memoria dei nostri morti, nè per sminuire la gravità delle foibe, le nostre colpe non giustificano quelle jugoslave, ma io credo che se si vuol raccontare la storia delle foibe, lo si debba fare con onestà intellettuale, non con partigianeria, partendo dal 1941, dall'occupazione italo-tedesca della Jugoslavia, e non dal 1945, dall'occupazione jugoslava della Venezia Giulia. Servirebbe a comprenderle meglio, e a meglio rispettare la memoria delle vittime, tutte. Allego, per chi vorrà leggerli, un paio di link http://www.storiaxxisecolo.it/deportazione/deportazionecampi1.htm http://dprs.uniroma1.it/sites/default/files/436.html petronius Per @@ARES III "questo GENOCIDIO in forma embrionale è stato essenzialmente condotto da partigiani-milizie di etnia serba , atei e di fede politica comunista, che all'epoca erano costituiti in maggioranza da fanatici nullatenenti, da criminali comuni e personaggi con un passato assai torbido." I nostri massacri in Slovenia, invece, sono stati per la maggior parte compiuti dall'esercito regolare, composto da soldati contadini e operai, e da ufficiali e generali di, presumo, buona istruzione e buona famiglia, tutti o quasi, soldati e ufficiali, probabilmente cattolici...mi spieghi dove sarebbe la differenza?2 punti
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Dx falsa sx autentica, per quella di dx risulta il conio poco impresso, segno di zecca approssimativo e firma dell'incisore un pò come viene.2 punti
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Il conio del diritto è in effetti lo stesso (V125 di Fischer-Bossert) ed è stato combinato con almeno quattro diversi conii del rovescio (R202-205), tre con l'ecista seduto a sinistra e uno a destra. Nelle due foto, quello con ecista a destra è R203 (= 270 del catalogo di Fischer-Bossert), mentre quello a sinistra è il successivo, R204 (= 271 di F-B). Quest'ultimo è noto in almeno 12 esemplari e presenta una evoluzione di due fratture di conio, dapprima una all'altezza dell'avambraccio e poi un'altra più sopra, all'altezza della spalla. Verso la fine della produzione, le due fratture arrivano a fondersi in una unica grande frattura, determinando la sua sostituzione con un nuovo conio, R205, di stile più scadente....2 punti
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Carissimo @@VictorLimaLima, ogni tanto nella vita, forse, bisognerebbe cercare di essere un po' meno venali...non ti scrivo per farti la "predica", perché non ne ho nessun diritto, ma vorrei farti notare come tu continui a fare richieste di identificazione, anzi di valutazione, perché a quanto pare quello che interessa è il valore, non la classificazione, senza un "per piacere", un saluto o un grazie (se non strappato con le pinze), come già altri ti hanno fatto notare, pretendendo però che altre persone, che spendono del proprio tempo, gratuitamente, per darti una mano (e che io sappia per un uomo non c'è qualcosa di più prezioso), ti rispondano invece in modo veloce e puntuale. Io non conosco la tua situazione economica, che forse potrebbe giustificare questa ricerca disperata del valore economico, ma di certo essa non influenza la cortesia ed il tatto. Tatto perché penso che a ciascuno dei membri di questo forum faccia un po' male vedere che i tondelli che tu possiedi, alcuni vecchi di quasi duemila anni, vengono considerati puramente in base ad il loro valore economico. Spero solo che, sapendo che non valgono praticamente nulla (economicamente), queste monete non finiscano buttate nella spazzatura, perché, ti assicuro, ci sono molte ma molte persone che dietro quei tondelli rovinati e quasi illeggibili ci vedono tanta storia. Ecco, tutto qua, ho finito, mi scuso per il lunghissimo sermone, forse noioso, ma avevo bisogno di dire la mia, Un saluto2 punti
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non chiedo di ringraziare, ma almeno comunicare se ha gradito il servizio... :whome:2 punti
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Questa è la seconda monetina che faceva parte del lotticino di cui parlavo nella discussione di ieri (Nove Cavalli) nella quale mi sono preso una lavata di testa da parte degli amici @@Rex Neap e @@vox79 Mezzo Carlino Filippo III PR 30c (GF-GI in monogramma) aggiungo il particolare delle sigle, che sembrerebbero GF-GF in monogramma, @@Rex Neap, che ne pensi?1 punto
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Salve ragazzi, vorrei discutere con voi sul perchè le moneta medievali (tipo i denarini genovesi) sono così piccoli. Cosa è successo storicamente di così strano affinchè si stampassero monete così sottili e piccole? mancanza globale d'argento? Se si, visto che le quantità non scompaiono così dal nulla, chi le aveva? Dove era scomparso? e perchè sono, moltissime, tagliate ai bordi? tosate (mi pare si dica) Le tagliavano le persone comuni? se si che valore aveva quindi l'argento a quei tempi per togliere da monetine già così piccole quantità così piccolissime di metallo? Sono domande che mi chiedo da tempo, cercando di immedesimarmi in quel tempo. Grazie a chi risponderà, sicuro di aver proposto un quesito interessante per tutti :)1 punto
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Regno di Sassonia Giovanni I di Sassonia Giovanni I di Sassonia (1801-1873) fu Re di Sassonia e membro della casata di Westin. Divenne Re di Sassonia alla morte del fratello Federico Augusto II, avvenuta nel 1854. Durante il suo regno si giunse alla definizione di un trattato commerciale con la Francia (1862) e il riconoscimento del neonato Regno d'Italia. Dopo la sconfitta di Sadowa, la Sassonia si unì alla Confederazione della Germania del Nord Accanto alla politica Giovanni di Sassonia si occupò di letteratura. Sotto lo pseudonimo die 'Philalethes' („Amico della verità“) Giovanni tradusse la Divina Commedia di Dante. 2 Groschen (20 Pfennig) - Regno di Sassoni - 1856 (F)1 punto
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Salve a tutti, piccolo, insignificante contributo a questa bella discussione1 punto
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Salvo impegni fuori programma, disponibilità economiche e/o proibizioni da parte dei miei genitori, non mancherò certamente, senza dubbio ci sarò! ?1 punto
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Bhee... quello di Ranieri è un bellissimo BB ma.... credo che quello postato da @@joao89 non scenda sotto al qBB. @@joao89, riusciresti a postare foto più perpendicolari alla moneta?1 punto
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@@Layer1986...non girarci attorno...il potrebbe in questo caso e molti altri, quando si scrive di classificazione, non esiste !! Il GF/GF è scritto che nel PR non è riportato....la moneta è quella del post nr. 3 ed è GF/GI Per dare nache una risposta a @@claudioc47 che dovrà prendere appunti : Tosone a dx: 1) la PR 29a - MIR 215/1 è una GF - GI 2) la PR 29b e 29 c - MIR 215/ 2 e 3 ... sono la stessa moneta 3) la MIR 215/4 è GF/GI Tosone a sx: 4) la MIR 216/5 è GF/GI e corrisponde alla PR 30c dove c'è stato l'errore di catalogazione da parte degli autori. Fabrì...tu la tipologia PR 30 c la dovresti conoscere bene.... :crazy: perchè eè riportato che proprio su questi esemplari a volte c'è la corona di globetti/perline. :blum: .... e qui stiamo esaminando solo la tipogia con il tosone e con il volto giovanissimo di Filippo III di Spagna1 punto
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Faccio un passo indietro prima di continuare.... col pegione da 1 soldo e mezzo di Galeazzo II Visconti a Pavia con la rara e richiesta dai collezionisti variante con PAPPIA invece del consueto PAPIA al rovescio, moneta che al diritto personalmente ritengo iconograficamente straordinaria per dovizia e ricchezza di simbologie.1 punto
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Ciao, falsa,ma può essere interessante perchè sembra un falso d'epoca, almeno a giudicare da ciò che sembra un'argentatura della moneta.1 punto
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Io direi che quella di destra è falsa, invece per quella a sinistra non mi esprimo, aspetta persone più esperte di me.1 punto
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GIANCARLO VISCONTI GROSSO CRIPPA 1/A R/3 - TOFFANIN 144/1 RRR Variante inedita al diritto IOHANES KAROLVS VICECOMES NL 3C (N ribaltata) Cliccare sulla foto per ingrandire1 punto
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@@claudioc47.....questa moneta va messa in collezione solo quando nella parte bassa del dritto è evidente che non ci sia nulla, oppure le sigle ai lati del fiocco oppure ancora meglio, quando sotto HISP c'è un simbolo e/o una lettera, altrimenti......non prenderle !! Questo messaggio un pò per Tutti: di questa tipologia non esiste il solo PR 20 .....e PR 20a :crazy:1 punto
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Buona serata Opera meritoria quella di "rimpatriarla" :good: Complimenti per l'acquisto, il rilievo c'è, è centrata, i dettagli ci sono tutti ed anche belli (facce non deturpate o schiacciate) ... qualche foto del convegno, per noi provincialotti, potevi farle però. :blum: saluti luciano1 punto
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Facciamo anche qualche riflessione, le monete certamente ora sono lì....e parto dal fatto che i testi già con Giovanni Maria ( Crippa ) riportano il termine grosso, il MIR di Toffanin invece con Giancarlo Visconti. I pesi e i diametri non si discostano di molto dai valori precedenti, ma qualcosa nel tempo cambia invece nel titolo di questa moneta, facciamo un po' il punto : Con Bernabò e Galezzo II col grosso da 2 soldi abbiamo un titolo di 905 millesimi con gli stessi ma col pegione o grosso da 1 soldo e mezzo passa a 687 millesimi con Gian Galeazzo il pegione passa a 630 - 622 millesimi arriva con Giovanni Maria a 534 - 512 millesimi ( le grida assegnano a queste monete un valore di 1 soldo e mezzo pari a 18 denari, mentre per Gian Galeazzo era di 21 denari e per Barnabò e Galeazzo II di 22 denari ) Quindi discesa continua del titolo e del valore. Con Giovanni Maria lo svilimento è probabilmente da addebitare alla situazione disastrosa in cui versava il ducato e alla crisi politica e finanziaria. Quindi svilimento , passaggio a 18 denari, il termine torna a il grosso ( rimarrà il termine pegione nel tempo per il valore di 1 soldo e mezzo ) Con Filippo Maria si ritorna al grosso da 2 soldi con più tipologie tentando di migliorare le monete per il fino passando a dai 580 ai 630 millesimi raggiungendo l'apice di 905 millesimi con la moneta chiamata grosso o " berlinga ". Quindi cambiamenti monetari, di fino, di valore e anche di nomi delle stesse e poi con Filippo Maria anche iconografici.1 punto
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Il caso del denario in questione è da tenere bene a mente per non confonderlo con le fusioni. Foto a maggiore risoluzione aiuterebbero a capire meglio il fenomeno. È questo un tipico esempio di rideposizione dellargento, è tipico delle leghe con alta percentuale di fino. Il rame in lega è troppo poco per fare da protettivo al fino (nelle leghe si ossida sempre il metallo meno nobile a protezione di quello più nobile) quindi, se le condizioni chimico ambientali sono adeguate, inizia la mineralizzazione dell'argento che inizia a cedere ioni verso l'ambiente. Appena le condizioni chimico ambientali mutano o il processo elettrochimico tra moneta e ambiente va in stallo, il fenomeno cessa e le particelle di argento si ridepositano. Tale azione dona al tondello un aspetto tipo fusione ma solo perché è presente un sottile mantello instabile di argento ridepositato.1 punto
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Ho trovato una moneta con le legende come la tua.. quindi si tratterebbe del successore, FVLCO V Monnaies d’Antan, Mail Bid Sale N°9, Lot 776 Comté d'Anjou - Foulques V - Denier Foulques V (1109-1129). A/ + ANDEGAVENSIS. Monogramme de Foulques. R/ + FVLCO COMES. Croix Cantonnée d'un alpha et d'un oméga. TTB+. Bd.153 var (2f)-PA.1492 Ar ; 1.07 gr ; 18 mm Starting Price: 60 EUR Estimate: 80 EUR ...1 punto
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come mai hai resuscitato questa discussione di tre anni fa giusti???1 punto
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Qui di seguito la seconda parte... Sono introdotti gli aspetti generali della moneta che, dall'età repubblicana, acquisiscono sempre più aspetti peculiari.1 punto
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