Classifica
Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/23/15 in tutte le aree
-
In occasione di questa data voglio inviare un abbraccio virtuale a tutto il forum ringraziandolo per la compagnia, gli insegnamenti e l'amicizia che mi ha dimostrato in tante occasioni. Ciao9 punti
-
pronti con il 1968,ne avevo una che mi piace molto del 1967,se possibile la posto dopo :) Messico 25 pesos USA mezzo dollaro Austria 25 shilling5 punti
-
Con quest'ultima scheda riepilogativa ho concluso. Ciao Illyricum ;)5 punti
-
1968 Egitto- Piastra in occasione dell'inaugurazione della diga di Assuan4 punti
-
______________ 1968 Germania federale 5 Marchi Argento .625 150° anniversario della nascita di Friedrich Wilhelm Raiffeisen 500° anniversario della morte di Johannes Gutenberg3 punti
-
3 punti
-
3 punti
-
3 punti
-
Stando alla "documentazione" che si può recuperare online, Regno e Repubblica dovrebbero ricadere sulla stessa branca della Numismatica (ovvero monetazione contemporanea) e avere quindi le stesse metriche di giudizio anche per quanto riguarda la conservazione. Prendendo quindi ad esempio le definizioni di Wikipedia (per quanto fallaci) leggo che: SPL: splendido, moneta che ha circolato pochissimo e in cui tutti i rilievi sono integri BB: bellissimo, moneta che ha circolato e in cui i rilievi maggiori presentano segni di usura, ciò nonostante la moneta risulta perfettamente leggibile Anche se mi rendo conto che è impossibile riassumere in poche righe una disciplina plurisecolare, secondo la mia opinione in questo caso siamo più vicini a SPL che a BB, visto che i rilievi sono integri (e non ho dubbi che se stessimo parlando di un 10 centesimi VEII nelle medesime condizioni le opinioni sarebbero quasi unanimi). Inoltre la metà destra delle foto è frutto di una post elaborazione al computer, in cui ho volutamente messo in mostra tutti i difetti possibili aumentando contrasto e saturazione. Il marchingegno, che chiamerò per i posteri "Flusso Canalizzatore" (come? è già preso? ah...), procede abbastanza bene, anche se i risultati non mi soddifano ancora... Più sotto allego schema progettuale (scusate la rozzezza del modello ma non ho avuto il tempo di farlo in scala). Concludo dicendo che se insisto ogni tanto è solo per imparare qualcosa di più, visto che se dopo 6 mesi di "studio" ancora non riesco a distinguere un BB da un SPL ad un mercatino beh, dovrei dedurre che "Le monete non portano altro che guai. Mi occuperò del secondo grande mistero dell'universo: le donne!" :)3 punti
-
Ricordo che sul C.N.I. Milano è solo disegnata, e in totale per ENRICO VII DI LUSSEMBURGO per la Zecca di Milano sono 6 le monete coniate. Posto an'altra aquila che vola per Milano3 punti
-
1968 MACAU 10 Avos (centavos) lega nichel-ottone 100 Avos = 1 Pataca3 punti
-
I compilatori del CNI hanno descritto in modo sistematico tutte le varinati presenti nella collezione reale e, in più, le varianti presenti nelle collezioni, publiche e private e negli articoli e cataloghi del tempo, ma riportate come vennero allora descritte dai vari compilatori e collaboratori. Da questo insieme scaturiscono numerosi errori e doppioni. Nel nostro caso specifico il n°35 è presente nella collezione reale (SM) mentre il n°44 sarebbe conservato ai Civici Musei di Brescia (M. Br.) per cui la sua descrizione derivò sicuramente da uno scambio epistolare fra curatori del museo e compilatori del CNI. Come tu stesso fai notare entrambe le descrizioni portano ad uno stesso risultato .VIRGILIVS(stella)MAR(stella)MAN(rosone). - Nel 35 il punto è riportato dopo il rosone; - nel 44 il punto è descritto prima di VIRGILIVS; ma, essendo la legenda circolare e senza soluzione di continuità....il risultato finale è lo stesso... Più controversa ed interessante rimane invece la questione della reale attribuzione di questa monetina anonima e/o delle sue varianti più significative. Da alcuni (CNI in testa) viene attribuita esclusivamente a Francesco II Mentre altri (Margini, e se non erro Giannazza) ne ipotizzano la collocazione in periodi molto posteriori: Ferdinando Gonzaga. Di tutto ciò ne trovi corretta citazione nella relativa pagina del catalogo on-line http://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-FR2/3 saluti Mario3 punti
-
Infatti, secondo me, si sta snaturando il tema della discussione che avevo aperto. Forse sarebbe il caso di chiuderla qui per evitare una "deriva".....3 punti
-
Buona serata E' proprio di poche settimane fa l'annuncio sul Giornale della Numismatica, dell'uscita del libro "L'area monetaria veronese. Verona e Tirolo". http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=6912 Monetazione importante quella di Verona che ha non pochi estimatori ed appassionati ..... e poi è così prossima alla veneziana dei primi tempi, che non è eludibile. Un plauso agli Autori e in particolare a Federico ... Lamonetiano da lunga data. saluti luciano2 punti
-
L' Imperatore Claudio tanto moralmente disprezzato e maltrattato dai suoi influenti parenti a causa delle sue problematiche fisiche e pare anche mentali , quando divenne Imperatore alla morte di Caligola fu considerato dai contemporanei ed anche dai postumi un ottimo successore di Augusto , secondo per qualita’ solo a lui , nell’ ambito della famiglia Giulia Claudia . Come riporta Svetonio nella sua vita , Claudio in gioventu’ fu tenuto in disparte dagli impegni politici a causa della sua presunta quasi infermita’ mentale e fisica professata dai suoi stessi parenti : dallo stesso Augusto , anche se , si disse , sorpreso dalle capacità oratorie del nipote , ma comunque non gli diede nessun incarico pubblico né lo inserì tra gli eredi principali nel proprio testamento , lasciandogli appena 800.000 sesterzi alla propria morte ; dalla madre Antonia che addirittura lo definiva : “mostro in forma umana , non completato , ma solo abbozzato dalla natura” oppure quando , per definire qualcuno , soleva dire : “piu’ sciocco di mio figlio Claudio” ; dalla nonna Augusta ; dalla sorella Claudia Livilla la quale deplorava pubblicamente la possibilità che divenisse imperatore come cosa indegna e ingiusta per il popolo romano ed infine da Tiberio che lo tenne lontano dal potere . La sua famiglia non perdeva occasione per dimostrare di non averne grande stima di lui , mentre il popolo romano al contrario , pare lo tenesse in una qualche considerazione , infatti alla morte di Augusto l' Ordine Equestre lo elesse come proprio patrono e il Senato romano propose di ricostruire a spese pubbliche la sua casa distrutta da un incendio , inoltre di permettergli di partecipare alle sedute del Senato , tutte proposte che Tiberio respinse . Ritiratosi , fino all’ Impero , quasi a vita privata , si dedico alla sua passione per la storia in generale e in particolare della civiltà etrusca , fu un loro appassionato studioso , forse incoraggiato in questo dalla moglie di origine etrusca Plauzia Urgulanilla ; compose infatti un' opera monumentale sugli Etruschi scritta in greco e suddivisa in venti libri dal titolo Τυρρηνικά , Tyrrhenikà , nei quali , tra le altre cose , identificava il sesto re di Roma , Servio Tullio , con il re etrusco Macstrna , latinizzato Mastarna , personaggio rappresentato nella famosa Tomba di Vulci , fu anche studioso della lingua etrusca ritenuta fin da allora , oscura . Purtroppo questa monumentale opera di Claudio sugli Etruschi risulta perduta in epoca medievale , chissa’ se un giorno verra’ ritrovata . Scrisse inoltre una storia su Cartagine , una difesa di Cicerone , alcuni trattati sul gioco dei dadi e sull' alfabeto latino ed etrusco , purtroppo tutti testi andati perduti .2 punti
-
La ANS inaugura il nuovo database interamente dedicato alle monete Macedoni, chiamato Pella: http://numismatics.org/pella/ Piu' di 10.000 monete macedoni inserite seguendo la catalogazione e la numerazione del Price. Le monete sono quelle delle collezioni del British Museum, dell'ANS e del Muenzkabinett di Berlino. Sono presenti anche link tra gli oggetti e l'Inventory of Greek Coin Hoards online (http://coinhoards.org). Un sito che farà felici tutti gli appassionati di Macedoni e di Alessandro Magno ;) Ulteriori notizie: http://numismatics.org/NewsEvents/PELLA2 punti
-
Non saprei ma visto che i 10 soldi della Repubblica Ligure pare che siano stati coniati solo con la data 1798 e 1799 e i successivi 10 soldi sono stati coniati nella seguente Repubblica Genovese "Napoleonica" nel 1814 (che pesavano 2,10 gr) potrei ipotizzare una coniazione "d'emergenza" poco prima di Napoleone, con peso adeguato del momento, utilizzando i coni eseguiti da Geronimo Vassallo (...l'archipenzolo), il capo incisore della zecca genovese che nel 1808 si era trasferito alla zecca di Milano, senza modificare l'anno sul conio utilizzato.2 punti
-
Ciao. @@antvwaIa Va però riconosciuto, per onestà intellettuale, che l'intervento di Druso Galerio n. 204 non è "confessionale" ma esclusivamente storico. M.2 punti
-
Caro Illy, la questione è un po' diversa. Se per secoli l’Europa occidentale non ebbe un facile accesso alla cultura classica conservata nell’impero bizantino è proprio perché le conquiste arabe avevano reso la navigazione nel mar Mediterraneo estremamente insicura per i cristiani. Molti riconoscono agli arabi il merito di aver fatto da tramite delle innovazioni giunte in Europa dall’Oriente, come i numeri con lo zero, erroneamente detti “arabi” ma in realtà nati in India; la carta, inventata in Cina e diffusa in Spagna dagli arabi durante la metà del XII secolo; o il gioco degli scacchi, sviluppato anticamente tra l’India e la Persia e pervenuto in Occidente all’epoca delle prime crociate. Va osservato tuttavia che, essendo l’impero arabo situato a metà strada tra la Cristianità europea e le civiltà orientali, ogni novità proveniente dall’Asia doveva necessariamente passare dal Medio Oriente musulmano per raggiungere l’Europa, ma difficilmente si può attribuire all’islam il merito di questo accidente geografico. Occorre piuttosto chiedersi come mai il mondo islamico, pur trovandosi in una posizione geografica ideale, a contatto con tutte le maggiori civiltà mondiali dell’epoca, non coltivò nessuna delle innovazioni che si svilupparono nella più isolata Europa medievale, come la stampa (la cui introduzione nelle terre islamiche venne impedita praticamente fino al diciannovesimo secolo), le nuove tecniche di coltivazione, la ruota idraulica, i mulini a vento, gli orologi meccanici, gli occhiali, la partita doppia, la notazione musicale, le università o gli ospedali (il primo ospedale, costruito a Baghdad ai tempi del califfato Abbaside, fu opera del cristiano nestoriano Gabrail ibn Bahtisu, così come la prima scuola di medicina fu fondata a Gundeshapur, in Persia, dai cristiani assiri). È chiaro che la cosiddetta “scienza islamica” aveva poco o nulla a che fare con l’islam, ma era invece il risultato dell’amalgama delle avanzate conoscenze dei greci, degli indiani, dei persiani, degli ebrei e dei cristiani orientali, che i dominatori islamici sfruttarono in maniera parassitaria. La breve fioritura culturale dei primi secoli di dominio islamico si ebbe quasi esclusivamente grazie all’eredità pre-islamica di una regione che rimase, per parecchio tempo, a maggioranza non islamica. Col passar dei secoli, man mano che i musulmani diventavano numericamente maggioritari nelle terre da loro conquistate, anche la creatività culturale andò definitivamente spegnendosi. In conclusione, chi parla di “età d’oro” dell’islam commette un errore di prospettiva storica, perché ai tempi della conquista araba il Medio Oriente era già più avanzato dell’Europa devastata dalle invasioni barbariche. Questa superiorità non iniziò con l’introduzione dell’islam: al contrario, cessò con essa. La tanto vantata grandezza islamica rappresentò in realtà il crepuscolo finale delle progredite civiltà pre-islamiche mediorientali. Tuttavia, malgrado fossero diventati più rari e difficoltosi, i legami con Bisanzio non si interruppero mai del tutto. Anche nel corso dell’Alto Medioevo circolavano in Occidente numerosi manoscritti antichi e molte persone erano in grado di leggerli, tanto che Pipino il Breve si fece spedire da Papa Paolo I la “Retorica” di Aristotele e altri testi greci. Con la ripresa politica ed economica successiva all’anno 1000 i cristiani latini furono in grado di ripristinare dei contatti più intensi con i propri cugini orientali, entrando così in possesso delle opere originali greco-romane senza necessità di intermediazioni arabe. Il domenicano Guglielmo di Moerbeke tradusse una quantità enorme di opere di Aristotele, Archimede, Erone di Alessandria, e molte altre furono tradotte dai monaci di Saint-Michel. Infine, dopo la conquista turca di Costantinopoli del 1453, molti studiosi greci fuggirono verso Occidente, favorendo l’ulteriore diffusione della cultura classica nell’Italia rinascimentale. Va aggiunto inoltre che quasi tutti i traduttori arabi non erano musulmani ma “dhimmi” cristiani, come l’assiro Johannitius (in arabo Hunayn ibn Ishaq, 809-873) o il giacobita Yahya ibn’Adi (893-974), e che le traduzioni arabe delle opere greche furono scelte in maniera molto selettiva. Praticamente tutti i maggiori pensatori della cosiddetta “epoca d’oro” dell’islam, come Rhazi (865-925), Farabi (870-950), Avicenna (980-1037), Averroè (1126-1198), furono osteggiati o perseguitati dalle autorità politiche e religiose musulmane. Nel libro “L’incoerenza dei filosofi” l’influentissimo teologo musulmano Al-Ghazali (1058-1111) attaccò il razionalismo greco e l’idea stessa di causa ed effetto, e ne concluse che la conoscenza scientifica è impossibile. I testi politici, ad esempio, non furono mai tradotti in arabo perché considerati incompatibili con l’islam. Non è un caso che la “Politica” di Aristotele, che Guglielmo di Moerbeke aveva tradotto in latino nel 1260, sia stata pubblicata per la prima volta in lingua persiana solo nel 1963. Riguardo poi le Crociate, visto che si parla molto di constestualizzazione storica dei fatti, esse andrebbero considerate come guerre DIFENSIVE, in opposizione ad un'espansione islamica veemente e continuata, che a tenaglia ha assaltato l'europa per secoli spingendosi da un lato fino ai Pirenei, dall'alto, più tardi, fino ai Balcani e poi a Vienna. Non si capisce a che titolo gli Stati Cristiani non avrebbero dovuto difendersi da quella che era una vera e propria pulizia etnica e religiosa; i miti della tolleranza andalusa e sicula erano appunto miti: le fonti storiche come il patto di Omar ci mostrano come la vita dei cristiani conquistati fosse sistematicamente e legalmente fatta di violenze, umiliazioni e estorsioni. L'Europa si è liberata dell'invasore turco circa 150 anni, fa non dimentichiamolo. E visto, come sopra, che "non bisogna fare di tutta l'erba un fascio", giova ricordare che le sanguinose colonizzazioni del Sud America furono portate avanti non dalla Chiesa Cattolica, ma dalle corone di Spagna e di Portogallo, che usarano la religione come instrumentum regni. Infine, la Chiesa Cattolica ha condannato ampiamente il Nazionalsocialismo, in più occasioni e in vari modi, e una banale ricerca su google basta a verificarlo. La versione contraria è una "leggenda nera" figlia della propaganda comunista dei tempi.2 punti
-
2 punti
-
Buona Domenica Potevamo farci mancare un grosso di Giovanni Soranzo non censito dal Papadopoli? Eccolo, con una croce formata da bisanti sotto il gomito destro ed un bisante sotto il gomito sinistro. Lo classifichiamo al nr. 20? e quindi aggiorniamo il nostro elenco Elenco di quelli trovati 1 - post 4/24/28/34/44/94/107/108/137 3 - post 3/2/106 6 - post 1/3/82 9 - post 154 10 - post 147 11 - post 146 12 - post 5/120 13 - post 104 17 - post 44 18 - post 148 20 - post 155 Mancano all'appello i tipi: 2 - 4 - 5 - 7 - 8 - 14 - 15 - 16 - 19 Luciano2 punti
-
lo scorso anno sono state trovate 5000 monete romane del II-III secolo sopra Locarno Quest'anno 4000 monete nella Svizzera interna.. NOn c'è che dire già gli antichi Romani portavano i soldi in Svizzera :rofl:2 punti
-
buonasera a tutti, desidero mostrare un acquisto fatto recentemente. niente di misterioso ma a parer mio bella da vedere. saluti riepo581 punto
-
con queste giornate di pioggia ci vuole un pò di sole... presa sempre da Ranieri il prezzo è stato abbassato proprio in questi giorni, in precedenza costava di più. Livorno Cosimo III, 1670-1723 Pezza della rosa 1701 Ar gr. 25,88 Gal. XLVIII,21; CNI 67; MIR 66/7 Il motto al rv. fu ideato dal bibliotecario del granduca, Francesco Rondinelli. Con questa impresa, Ferdinando II lanciò un messaggio ai suoi nemici: come la rosa, nonostante la sua grazia e bellezza, ha le spine che la proteggono contro chi vuole rovinarla, così il granduca, pur essendo di animo buono, non avrebbe esitato a rintuzzare qualsiasi offesa (Galeotti 1930, pag. 243). Pianta di rosa; sotto nel giro, LIBVRNI. bella patina conservazione Splendido saluti Fofo1 punto
-
Ciao! Mi sarebbe piaciuto davvero tanto esserci sabato per pranzare con voi, invece ci sarò solo venerdì pomeriggio..la prossima volta cercheró di scegliere il giorno giusto per il pranzo! È la mia prima volta a Verona, spero di avere l'occasione di conoscere qualcuno di voi venerdì! :)1 punto
-
Avevo parlato di Settimana Enigmistica alla fine del mio post # 31 e guardate l’ultimo rebus sul fascicolo di questa settimana La soluzione è: SOTTOMISE ALESSANDRO MAGNO L’IMPERO PERSIANO. Rebus profetico? Non so. Comunque io il mio rebus l’ho risolto :blum: . A voi risolvere quello della moneta. apollonia1 punto
-
1 punto
-
Non me la sento di dare un parere su quella che hai postato ora, @@eliodoro, da una foto in bassa risoluzione (e forse neppure lo darei se la foto fosse in alta risoluzione). Diverso il caso dell'esemplare di Deamoneta dove le caratteristiche che non convincono sono molte e piuttosto evidenti. Si tratta di una "monetazione" per la quale è sempre molto difficile dire se ci si trova davantu a un esemplare autentico o a una contraffazione moderna. Aiuta tantissimo conoscetre il pedegree della moneta. In archivio ne ho 9, ma non le darei tutte per buone. I numeri 7, 8 e 9 sono quelle del British Museum, certamente attendibili. Il fatto è che non sappiamo ancora chi contrassegnò questa serie di monete, né dove, né quando, né quale fosse il loro uso: sino a quando non riusciremo a rispondere a questi quesiti, resterà difficile distinguere ciò che è autentico da ciò che è contraffatto.1 punto
-
1 punto
-
@@Maregno ...certo che mettersi a scrivere su di uno scudo con un pennarello....Chissà chi è stato! Per la serie: "Non ho nient'altro di meglio da fare nella vita"!! :(.... Cosa voglia dire, poi quella S...(o So?), lo sa il Signore. L'incipit di una parola buffonesca, come una presa in giro al Re?... ...Mi vengono in mente le contromarche delle piastre di Ferdinando II: "Ferdinandus II olim Dei gratia Rex!", che suonerebbe così: "Ferdinando II una volta per grazia di Dio re".. Si vedono anche dei graffi, per esempio tra lo scudo e il collare, oppure tra le foglie, che sembrano fatti apposta: come se qualcuno si fosse accanito con un punteruolo o qualcosa di simile...1 punto
-
Ehi si... in teoria.... poi se ti prende lo shopping compulsivo non capisco più nulla... ne ho presa anche una del 1825 L.... se lo scopre mia moglie che spendo così tanto....1 punto
-
1 punto
-
Particolare anche l'elemento "anello" impiegato in una zecca in cui i cunei andavano per la maggiore come segni identificativi delle varie emissioni.1 punto
-
Se lo fosse d'epoca, però bisognerebbe capire come fosse la situazione nel passaggio a Repubblica a Genova, se c'erano difformità o meno, so che c'era una buona variabilità dei pesi, qui e' molto in realtà ....forse @@dizzeta potrebbe dirci qualcosa in più....1 punto
-
41... Non mi sono spiegato bene, mi aggiungo anch'io a quelli prenotati da Biagio, prenotate anche per me1 punto
-
Sembrano voluti anche se non mi sembra di vedere nei pezzi conosciuti variantine per segni identificativi, sembra una eccezione.....su un tipo definito....1 punto
-
Francesco credo propri di sì, stesso incisore della precedente. Ci vediamo a Verona ...saluti1 punto
-
Il Re a quanto pare fece shopping su questa moneta da fine ottocento a inizio novecento 6 esemplari.....1 punto
-
1 punto
-
Ho portato esclusivamente argomentazioni storiche, non ho espresso la mia fede. Mi aspetto smentite di merito, non censure.1 punto
-
Di Redfield si era parlato qui http://www.lamoneta.it/topic/39342-storia-di-morgan/?p=453526 non io, ma @@villa66 ;) petronius :)1 punto
-
Biagio Ingrao I FALSI D'EPOCA NELLA MONETAZIONE SABAUDA Ed. 20101 punto
-
è un bottone,il materiale credo sia stagno.credo francese,ma potrebbe anche essere piemontese,periodo direi metà o fine 8001 punto
-
1967 Gran Bretagna 2 shillings Diametro, 28,3 mm1 punto
-
Hello! I bought a lot more than a year ago. It contained mostly Hungarian medieval coins. I thought this is a false foreign coin, because of the size and material. This time we used very small silver coins only. A few weeks ago I tought I try to identify and finally I made it. :D So yes, I am almost certain, this was found in Hungary! Szilard1 punto
-
effettivamente avete ragione, chiedo scusa, mi sono lasciato trasportare dal commento facile/inutile...1 punto
-
Buona giornata Nuova entrata .... finalmente! e quindi aggiorniamo il nostro elenco Elenco di quelli trovati 1 - post 4/24/28/34/44/94/107/108/137 3 - post 3/2/106 6 - post 1/3/82 9 - post 154 10 - post 147 11 - post 146 12 - post 5/120 13 - post 104 17 - post 44 18 - post 148 Mancano all'appello i tipi: 2 - 4 - 5 - 7 - 8 - 14 - 15 - 16 - 19 Luciano1 punto
-
Grande senso civico del contadino.. Purtroppo non avete idea di quanti tesoretti vengono alla luce in Italia...che scompaiono però in tutta fretta nei meandri del mercato clandestino...senza lasciare traccia...la nostra storia che se ne va.... Si, lo so...la colpa è anche delle istituzioni, della crisi globale....ma noi...quanto siamo poco inclini ad essere almeno un poco cittadini di un mondo che dovrebbe preservare ogni tipo di patrimonio culturale.1 punto
-
Come riportato sopra, ci troviamo al banco di R-R. Poi tutti assieme ci avviamo alla trattoria a piedi, è abbastanza vicina. Per il pranzo c'è pizza a metro oppure menù alla carta. Se non vado errato si paga alla romana. Il cibo è buono ma ancor più buona è la compagnia e la cordialità di tutti i forumisti.1 punto
-
Ciao è il marchio delle monete della ex collezione Gonzaga. Hanno applicato quella piccola aquiletta su tutte le monete facenti parte della collezione nel Rinascimento, a volte anche rovinandole un po' dal punto di vista estetico come in questo caso. Dal punto di vista collezionistico pero' l'aquiletta è molto apprezzata dai collezionisti, perchè dà alla moneta un pedigree già risalente al Rinascimento di fatto. Ulteriori dettagli: "The silver eagle collector’s mark found on the obverse of this and a number of other Roman imperial coins has generated much speculation regarding its owner. Originating with Cavedoni (Atti e Memorie Accademia di Scienze, Lettere, ed Arti [1825]), who based his assumptions on an earlier statement of Maffei and the vague assertion of Eckhel, this mark was assigned to the d'Este family, a wealthy and powerful Renaissance family from the Emilia-Romana region of Italy, whose badge included an eagle. Such an attribution contradicted earlier numismatists, including Spanheim (Dissertationes de praestantia et usu Numismatum antiquorum [1717]), who asserted it was the mark of the Gonzagas, the rulers of Mantua, a city with an important ancient Roman connection (it had been the poet Vergil's birthplace). In 1433, the Holy Roman Emperor Sigismund granted Gian Francesco Gonzaga (1395-1444), the first Marquis, with the privilege of new coat-of-arms, which contained an imperial eagle badge. This device was included on the town's silver coinage for the next two centuries. Simonetta and Riva (QT VIII [1979]) revisited the controversy, concluding the mark was that of the Gonzaga family. Such a mark served to inventory the piece to their collection, which, from the extant inventory, included a number of important Roman coins. Beginning in 1628, these coins were dispersed in order to fund the family's political and territorial ambitions. In their follow-up article (QT XII [1983]), Simonetta and Riva presented a heretofore unknown 1653-1654 French narrative (Voyage d'Italie curieux et nouveau [Lyons, 1681]), as further evidence of the Gonzaga connection. Writing of his visit to Mantua, the author, Jean Huguetan, speaks of the coin collection having already been dispersed; these coins, however, can be recognized "by a small eagle with which they have been stamped (à une petite aigle dont on les avoit marquées). This statement supports Spanheim's later one regarding similar coins (ex insculpta in iis, Gonzagarum insigni, Aquila) in the possession of the d'Este dukes of Modena. While the d'Este had since married into the Gonzaga and had acquired specimens in early dispersal of the Mantuan collection, they have no specific association with this collector’s mark."1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00
Lamoneta.it
La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.
Il network
Hai bisogno di aiuto?
