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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/17/15 in tutte le aree

  1. Ciao ragazzi, vi presento l'ultimo regalino che mi sono fatto... da solo :) Mi ha colpito per la conservazione che di solito lascia molto a desiderare per questa emissione e così ho deciso di fare una piccola follia e di condividerla con voi
    3 punti
  2. @@francesco77 io mi sento di ringraziare te, per l'amore e la dedizione e la sensibilità dedicata all'organizzazione di questo convegno, dalla cura nei minimi dettagli all'attenzione alla scelta delle date per evitare la sovrapposizione con altri convegni (purtroppo gli organizzatori di Riccione hanno -seppur involontariamente- un pò turbato l'affluenza organizzando il convegno all'ultimo istante...) e ancora, dalla scelta della location non in un capannone industriale periferico ma bensi nel centro città, facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo, ai vari rinfreschi .. sembrava un matrimonio :rofl: alla scelta della security che ha svolto ancora una volta un lavoro eccellente sventando qualsiasi iniziativa malevola sul nascere. e infine e non ultimo all'altissima qualità degli espositori .. certamente una scelta di qualità e quantità superiore ad un convegno locale non c'è stata nessuna nota spiacevole, se non il maltempo.. ma per questo nessuno poteva farci nulla, neanche tu! :blum: :blum: per concludere un grande convegno organizzato da un grande staff composto da grandi uomini, con grandi cuori grazie di tutto. Impaziente di poter partecipare al prossimo convegno. F.
    3 punti
  3. Nessuno colleziona Liangpiao (粮票) cinesi? Beh, prima di tutto, cosa erano i Liangpiao? Forse quasi tutti voi ne avrete visto almeno uno.. sono quei biglietti piccoli piccoli cinesi, con immagini di contadini, ponti, opere agricole, treni, operai.. spesso confusi con banconote ma in realta’ sono dei buoni di razionamento emessi fino ai primissimi anni 2000. I Liangpiao hanno una storia molto lunga, esistevano gia’ in epoca Qing a causa delle varie carestie che rendevano necessario il razionamento degli alimenti, soprattutto riso, cereali, olio e carne di maiale o pollame. Ritornano in auge negli anni 20 a causa delle devastazioni causate dalla guerra civile tra i vari signori locali, soprattutto nel nord e nord est, poi di nuovo a causa dell’invasione giapponese. Ma e’ dagli inizi anni 50 in poi, a causa dei disastri economici causati dal “balzo in avanti” , dalle carestie, e dalle centinaia di migliaia di morti, che vengono usati massicciamente, e anche forzatamente. Se all’inizio i liangpiao erano simili a tessere razionarie personali, dove il possessore era intitolato a una determinata razione di questo o quel bene in questi o quei determinati giorni, col tempo assumono un valore piu’ generico (non vengono piu’ emesse a titolo personale, ma ognuno puo’ usarli) e l’aspetto di piccole banconote, curate graficamente e molto colorate. Molti neofiti infatti li scambiano per banconote, ma in realta’ i valori indicati non sono monetari (in alcuni casi pero’ si), ma quasi sempre espressi in jin (1 jin = 0.5 kg), mi (metri), litri, o numero di polli, maiali, o di ogni altro bene ottenibile. I piu’ famosi esempi sono i “buoni del riso”, quelli esteticamente piu’ belli e diffusi, espressi, come detto, in Jin o anche in Kg. Ma furono emessi anche per l’acquisto di stoffa (in genere di dimensioni piccole e poco attraenti), carburante, olio da cucina, bestiame, ecc. Insomma, per l’acquisto di TUTTI i beni necessari alla sussistenza. Ne furono emessi a decine di migliaia di tipi e tipologie diversi. Ogni provincia, citta’, o villaggio li emetteva ed erano validi soltanto sul territorio di competenza di dove venivano emessi. Esistevano anche quelli validi su tutto il territorio nazionale, o quelli validi solo per l’esercito o la marina. Insomma, tantissimi, e ancor oggi nessuno sa esattamente quanti (poi vedremo il perche’). Il funzionamento e lo scopo e’ variato parecchio da zona a zona e da periodo a periodo. All’inizio, come dicevo, servivano per razionare beni di consumo come il riso, cereali e stoffe, limitati a causa della guerra contro il Giappone prima, e la guerra civile coi Nazionalisti poi. Circolavano a fianco della moneta ufficiale, lo Yuan, e soltanto nelle provincie piu’ disastrate o economicamente svantaggiate. Con l’inizio del “balzo in avanti” e la creazione delle comuni agricole, l’uso si diffonde in tutta la Cina. La qualita’ della vita peggiora giorno dopo giorno e i beni diventano sempre piu’ scarsi e inaccessibili. Il razionamento forzato diventa quindi obbligatorio in molte zone, anche per ragioni “politiche”: chi ha piu’ degli altri viene accusato di essere un imboscatore, borghese, e capitalista. Lo scopo delle comuni e’ quello di rendere tutti i cittadini uguali, con lo stesso ammontare di beni strettamente necessari, senza creare persone che hanno piu’ o meno degli altri. Insomma, tutti si devono accontentare della solita razione o della solita’ quantita’ di beni decisa dalle varie sezioni locali del partito, dai quadri, e dalle comuni. Comunque, dopo la fine del balzo in avanti, che tanta miseria e morte ha causato, si passa a un periodo transitorio dove viene premiata la produttivita’, fedelta’, e correttezza morale. I liangpiao vengono quindi usati, oltre a controllare il razionamento, anche come “buoni fedelta’”. Chi ha lavorato meglio e di piu’ ha diritto a avere razioni extra di questo o quel bene. Ricordiamo comunque che la moneta ufficiale circola ancora, anche se sempre piu’ limitatamente e accessibile a sempre meno persone. Le cose peggiorano con la rivoluzione culturale, quando in molte comuni viene de facto abolito il denaro, soprattutto in quelle piu’ radicali e estremiste del nord-est. Da interviste e racconti che ho raccolto da chi ha vissuto quell’epoca, pare che in molte zone i liangpiao venivano quindi usati adesso come unico pagamento e unico mezzo per ottenere beni e servizi, diventando de facto moneta circolante. Non che il denaro vero servisse a molto in altre comuni, dato che veniva razionato quasi tutto per creare cittadini perfettamente uguali in ideologia, fede e possesso di beni. Anzi, la frase “possesso di beni” risulta fuori luogo dato che tutto apparteneva alla comunita’, e quindi le uniche cose personali che uno poteva ottenere erano il cibo, vestiti, medicinali. Ma anche questi erano razionati in modo che nessuno non potesse averne piu’ del necessario o piu’ di altri. Soltanto nelle citta’ o centri piu’ sviluppati, come Shanghai, Pechino, Qindao, Tianjin ecc o nelle regioni avvantaggiate economicamente, esiste ancora un uso ampio e diffuso della moneta, ma si tratta di posti dove le guardie rosse hanno meno controllo, e la vita, anche se comunque ancora precaria e con molte limitazioni, continua con un’apparenza di quasi normalita’, se di normalita’ si puo’ parlare nella Rivoluzione Culturale. Dopo la fine della rivoluzione culturale, e con il boom demografico voluto da Mao, la timida apertura a forme di economia privatizzata, l’apertura al “capitalismo”, l’inizio del progresso economico cinese, le migliorate condizioni di vita e la richiesta sempre piu’ alta di beni alimentari e di sussistenza, fanno si che i razionamenti diventino ancora piu’ intensi, a causa della scarsa disponibilita’ dei beni stessi e dell’aumento demografico. La moneta ufficiale torna a circolare nei posti dove era stata –piu’ o meno ufficialmente- abolita, ma la situazione rimane precaria: stipendi troppo bassi, prezzi dei beni troppo alti, diffusione di beni alimentari o di necessita’ a macchia di leopardo, e fenomeni di mercato nero molto diffusi. Sono anni difficili per la Cina, di anarchia sociale e malcontento, che precedera’ l’apertura economica che portera’ alle conseguenze che tutti conoscono. I liangpiao vengono ancora massicciamente usati fino all’inizio degli anni 90, soprattutto in quelle provincie ancora molto sottosviluppate rispetto alle zone costiere, mentre nelle zone gia’ sviluppate o in via di sviluppo, scompaiono gradualmente nei primi anni 80. Comunque, tra alti e bassi economici, terranno botta nelle ultime localita’ “povere” fino ai primissimi anni 2000 (mi pare il piu’ recente che ho sia del 2003). Con la mutata situazione economica cinese e un maggiore benessere diffuso, il loro uso diventa inutile e anacronistico e scompare, anche con sollievo di tutti, senza troppi clamori o troppi rimpianti verso il 2002-2003. Le nuove generazioni cinesi non hanno mai visto o sentito parlare dei Liangpiao. Quando li faccio vedere ai miei studenti universitari, mi accorgo che non ne hanno la minima idea di cosa erano stati o di cosa avevano rappresentato. Relegati per molto tempo al rango di carta straccia, distrutti a carrellate piene, venduti a chili per pochi centesimi, snobbati, ignorati e anche dimenticati, adesso sembra che stiano tornando di moda tra i collezionisti. Se fino a pochi anni fa si trovavano a prezzi infimi, roba tipo 1 euro per un centinaio di pezzi, adesso le quotazioni stanno andando su, soprattutto per esemplari della Rivoluzione Culturale con le citazioni del libretto rosso di Mao. Gli esemplari precedenti, quelli del “balzo in avanti” cominciano ad avere prezzi notevoli, soprattutto se in buone condizioni (difficilissimi da trovare a causa anche della carta poverissima su cui erano stampati che si sbriciola letteralmente). Ci sono anche molti collezionisti che collezionano soltanto i liangpiao emessi nelle province a forte minoranza etnica (Tibet, Xinjiang, Qinghai, Gansu, Inner Mongolia), graficamente molto belli e con scritte in arabo, mongolo, tibetano che ne impreziosiscono l’aspetto (e il valore). Purtroppo, come dicevo prima, i giovani non sono interessati a queste cose. I “vecchi” sono relativamente pochi, e i piu’ esperti ormai sono nel mondo dei piu’. Dato l’enorme numero di liangpiao emessi, in un numero spropositato di localita’, spesso difficili da identificare, il grandissimo numero di tipologie e usi diversi, la difficolta’ di reperire esemplari a causa della carta di qalita’ pessima ecc… e’ quasi impossibile farne una catalogazione completa. Qualche anno fa furono pubblicati cataloghi.. il meglio forse era quello dedicato ai “buoni del riso”. Anche se non completo (mancavano moltissimi esemplari) dava comunque una prima catalogazione “generica” dei buoni del riso. Lo stesso era stato fatto per i “buoni della stoffa”, ma purtroppo cio’ non era stato seguito dalla catalogazione degli altri tipi di liangpiao (olio, carburante, carni, ecc…) Purtroppo questi cataloghi, oltre ad essere lacunosi come quasi tutti i “pionieri”, non elencavano le emissioni locali, ma solo quelle a livello nazionale, provinciale o di citta’ consistenti. Le piccole localita’ erano ignorate. Esistono anche altri cataloghi piu’ specialistici, ma tutto sommato sono pochi e si limitano a una ristretta area geografica, come per esempio tutti i liangpiao della sola citta’ di Shanghai, o della sola provincia del Fujian, o soltanto della provincia del Henan. Insomma, non una panoramica completa. Inoltre, questi cataloghi pubblicati quasi 15 anni fa riportavano valutazioni molto basse, ma adesso sono aumentate anche del 300-1000% in piu’. Purtroppo questi autori sono ormai vecchi (se non gia’ defunti) e non sono stati pubblicati ulteriori cataloghi o aggiornamenti. Esiste un bollettino in formato tabloid diffuso tra i collezionisti, che e’ solo una una sale list e “listino di borsa” con aumenti e diminuzioni, ma senza foto o articoli di approfondimento. Sebbene la stragrande maggioranza si trova ancora a prezzi molto bassi, e’ difficile trovarli al di fuori della Cina. Ovviamente la preferenza va a esemplari FDS, ma essendo i cataloghi non aggiornati, i prezzi possono essere molto ‘elastici”, giungendo fino a propri esempi di sciacallaggio. Quel che si trova al di fuori della Cina sono gli esemplari piu’ economici esistenti, ma quasi sempre in serie incomplete (una serie poteva avere fino a 12-15 esemplari, come i francobolli o le notgeld). Trovare serie complete non e’ difficilissimo, ma bisogna innanzitutto sapere di quanti pezzi e’ composta tale serie, e qui incominciano le difficolta’ a causa proprio della mancanza di una catalogazione accurata. Io ne ho un 7000-8000 pezzi.. non li colleziono tutti ovviamente perche’ richiederebbe troppo tempo, e poi molti sono esteticamente brutti. Mi limito soltanto a qualli graficamente piu’ belli, in particolare a quelli incisi e illustrati dagli artisti di stato che hanno illustrato anche le banconote ufficiali. Beh, che dire, posto qualche immagine!
    2 punti
  4. Buongiorno, posto una graziosa devo credo fine '800 in bronzo con leggere tracce di doratura, misure mm.40X30 compreso appicagnolo, peso gr. 12,70, appena sopra all'esergo S.J
    2 punti
  5. Buongiorno a tutti. Oggi festeggio 32 anni di matrimonio che devo dire sonom letteralmente volati. Ci sono stati alti e bassi, abbiamo 2 splendidi figli e risposerei mia moglie
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  6. Molto probabilmente è un denaro di Corrado I della zecca di Brindisi. Nel campo del diritto si dovrebbe leggere la scritta " CO - R" su due righe.
    2 punti
  7. Buona serata Tutte belle, per carità, anche con il segnetto sul bordo, anche con lo sfrisino sul muso del leone o la patina non molto omogenea.... Fate ciò che vi consiglia il cuore; ma se trascurate il cuore, appena sopra c'è il portafoglio e quando si privilegia quest'ultimo, è tutta un'altra cosa :pleasantry: Ma volete mettere quelle che avete postato in confronto alla mia? Non c'è paragone :dirol: E' vero, l'ho già postata qualche tempo fa .... forse l'anno scorso :pardon: ma non è importante; spesso le discussioni si sedimentano e "annegano" sotto centinaia di altre che si sovrappongono. Va beh, dicevo .... La mia "parla" ... come ribadì anche picchio! Quindi ve la ripropongo. da notare il maldestro tentativo di restauro ... questa moneta era spillata e probabilmente attaccata alla giacca o gilet di qualche patriota; quanta storia ..... se potesse parlare ..... tanta, tanta, tanta :cray: un caro saluto luciano
    2 punti
  8. Visto che siete stati così gentili da citarmi, allora vi segnalo l'articolo dove ho affrontato specificatamente il tema, poi ripreso in modo cursorio nel lavoro sul Regnum Italiae: L’aumento di diametro nelle monete: soltanto un fatto di natura tecnica?, “Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche”, XXVIII (1999), pp. 347-356. Purtroppo non ho un pdf di questo lavoro. Nonostante i 16 anni trascorsi nessuno che io sappia ha commentato la mia ipotesi, a parte la gentile ripresa nel sito "Moneta e civiltà" citato da dabbene. No, ad essere sinceri, Cécile Morrisson mi ha bacchettato in un Survey perché non ho citato un paio di suoi articoli il cui tale allargamento e la conseguente curvatura del tondello, in alcune serie bizantine, veniva spiegata con la necessità tecnologica di compensare l'indurimento del metallo conseguente al peggioramento della lega, onde evitare fratture sul bordo, immagino. In realtà non li ho citati, come poi ho spiegato nel lavoro sul Regnum Italiae, proprio perché mi occupavo di monete che venivano prodotte sempre più larghe pur mentenendo perfettamente le caratteristiche originali di peso e di lega, perché proprio quello era il fatto da spiegare. Comunque, visto il silezio, io ho mantenuto quella opinione. Anzi, ne sono sempre più convinto Cari saluti, Andreas
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  9. Odjob...come si diceva nel 68' "siate realisti chiedete l'impossibile" così le 328 pagine sono diventate un po' di più...Un salutone Odjob e ben ritrovato da parte di nonno cesare
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  10. ci potrebbe essere qualche connessione con i denari riattribuiti dal Grierson da Milano a Venezia? intendo quelli per Berengario, Ugo e Rodolfo, oltre ai primissimi ottoniani. Anche lì si assiste ad un fenomeno a mio parere peculiare: i denari con il bordo largo rialzato (non scodellati) potrebbero avere un significato o un'origine parallela agli stampi larghi milanesi. Giustamente, come dice Andreas, non giustificabile con ragioni estetiche o soggettive ma da quel che intendo più prettamente economiche e inflazionarie -mi si passi il termine. Si vedono a volte denari veneziani con un bordo spropositato, di diversi millimetri oltre al conio, per es. quelli attribuibili agli Ottoni. Un esperimento durato comunque diversi decenni, mi pare di intuire, ma poi rientrato.
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  11. A titolo di puro divertissement, vi propongo una curiosa annotazione sui Bisanti di Cipro tratta dal Gallicciolli (1795), che si può scaricare (insieme a mille altri pdf di storiografia veneziana) dal sito BSA. La teoria finale è davvero curiosissima, mi ha fatto sorridere: Bis Ante Interitum. Al di là delle considerazioni generali, si evince comunque che nel '700 si sapevano queste cose: 1) già allora si considerava il peso molto variabile dei pezzi, nonché la grande varietà di conii e/o punzoni. 2) l'anno 1570 era stato calamitoso per noi. Dopo oltre due secoli ancora se ne parlava. 3) viene citata la sola variante (più comune, come assodato anche in questa discussione) con Pressidio, anziché Praesidio. Questo ovviamente non prova niente né il contrario di niente, trattandosi di una citazione singola (statisticamente irrilevante). Certo che se fosse stato invece descritto il Praesidio, avrei dovuto rimangiarmi quanto supponevo riguardo alle rarità. 4) Nell'esergo, il pezzo visto dal Gallicciolli è a sua volta la versione "più" comune, con (stella) I (stella) anziché (stella) I . F (stella) e altre. 5) Infine, immancabilmente, l'interpretazione volutamente erudita del finale. Ridicola, certo, ma erudita :good: Una nota di positivismo: I pdf ricercabili (tramite Ctrl_F) sono ormai molto comuni anche per le opere di una certa età, con tutti i limiti del caso si intende, ma non si può capire la portata di questo se non facendo una ricerca per es. sui diarii del Sanudo completi, di un termine come "Monede".
    2 punti
  12. La Germania pure divenne una repubblica, ma il nuovo governo dovette fin da subito fronteggiare una tremenda crisi politica oltre che economica, della quale cercarono ripetutamente di approfittare gli estremisti di sinistra e di destra. In Baviera per un breve periodo fu proclamata una repubblica di tipo sovietico, mentre poco tempo dopo vi fu il famoso tentativo di golpe da parte di Hitler. La situazione economica si ristabilizzò verso il 1925, nel frattempo era stata necessaria una riforma della valuta, istituendo il Renten Mark, che poi verrà chiamato Reichsmark. Se Germania e Austria non se la passavano bene, non si può dire che la vittoria avesse portato grossi benefici ai vincitori. In Francia, Italia e in molti altri paesi vi fu una forte svalutazione. Questo fenomeno portò alla scomparsa delle monete in metallo prezioso dalla circolazione, poiché la gente se le teneva strette piuttosto che spenderle (valevano di più del loro nominale). In molti di questi paesi nella prima metà degli anni venti era comune vedere in circolazione dei "buoni" emessi direttamente dallo stato oppure emessi a nome di altri enti parastatali ma coniati dalla zecca di stato. Questi erano di fatto delle vere e proprie monete, in quanto non avevano validità limitata nel tempo o ristretta a un determinato territorio.
    2 punti
  13. A mio parere personale sono orribili, e non erano neanche le prime classificate: i bozzetti che vinsero il concorso furono esclusi a furor di popolo perchè ancora più brutti.
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  14. Dopo una lunga assenza dal forum, torno a scrivere per proporvi un po' di immagini di monete della mia collezione. Si tratta di monete comuni, ma che tutte assieme hanno una grande storia da raccontare. Il periodo fra le due guerre mondiali è uno dei miei periodi numismatici preferiti, proprio perchè i grandi mutamenti intercorsi in Europa e nel mondo hanno un riflesso nelle monetazioni dei vari paesi. Ma andiamo con ordine: finita la prima guerra mondiale le potenze vincitrici imposero all'Austria e alla Germania trattati di pace estremamente punitivi, che prevedevano ingenti riparazioni economiche e lo smembramento territoriale a favore di nuovi stati: Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia. In Austria, dopo la fine dell'impero, nei territori di lingua tedesca fu proclamata la repubblica. Molti austriaci, privati dell'identità imperiale, propendevano per l'unificazione con la Germania, sulla base della comune identità culturale e linguistica. Le potenze vincitrici si opposero a questa idea e fecero in modo di tenere i due paesi separati. La Germania divvene anch'essa repubblica, e dovette fronteggiare diversi disordini sociali provocati dagli estremisti di destra e di sinistra. Le economie dei due paesi soffrirono enormemente per le pesanti condizioni dei trattati di pace e per la situazione politica e sociale: in Austria la Corona che prima della guerra era una moneta d'argento, perse gran parte del suo valore, fino a dover essere sostituita da buoni emessi dai comuni o da altri enti locali, con corso limitato a determinate zone e per un certo periodo di tempo. Infine, quando nel 1924 venne riformata la valuta, isituendo lo Scellino austriaco, il valore di quest'ultimo sarà fissato a quota 10000 rispetto alla vecchia corona. In Germania la svalutazione assume proporzioni drammatiche nel 1923, le monete da 200 e da 500 marchi ebbero vita breve poichè ben presto furono necessari i milioni e i miliardi di marchi per comprare generi di prima necessità. continua
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  15. Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015 il Circolo Filatelico e Numismatico Massese organizza a Massa presso la ex colonia Comasca in Via Ronchi, 106 le XLI Giornate Filateliche e Numismatiche Massesi orario 9-19 Nell'occasione verrà distribuito gratuitamente agli interessati il secondo numero de I quaderni del Circolo filatelico e Numismatico Massese. La manifestazione si terrà' in concomitanza con la 34^ Mostra Micologica, la 5^ Mostra del peperoncino e, salvo imprevisti, sabato a cena e domenica a pranzo menù a base funghi a cura del Circolo Gustoso.
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  16. Da molto non vedo discussioni generaliste e allora proviamoci con questa.... I denari a stampo largo indubbiamente affascinano e incuriosiscono ....e allora vediamo cosa ne sappiamo ....sono una prerogativa delle emissioni dell' Italia settentrionale, databili nel periodo tra circa l'860 e l'896, c'è un aumento dei diametri dei denari scodellati da circa 24 mm. a 34 mm. pur mantenendo però il peso originale. La prima conseguenza di questo è che gli spessori diventano sottilissimi, la moneta è molto fragile, spesso si vede quello che è stato coniato sull'altra faccia. A Milano per esempio questa tipologia scompare con le emissioni di Lamberto del 896 e il ritorno a diametri più piccoli, consueti, di circa 22 mm. L'evidente fragilità della moneta portava a rotture, fessurazioni, a un uso difficile delle stesse e probabilmente il problema venne evidenziato presto con un ritorno a diametri tradizionali dei tondelli. A Milano abbiamo comunque diverse emissioni, a dir la verità tutte molto rare, a Pavia altrettante nel periodo, con attribuzioni a una zecca piuttosto che a un'altra in cui il MEC spiega le possibili differenziazioni e comunque alcune di incerta attribuzione. La domanda che mi pongo e che vi pongo è perché a un certo punto vennero fatti dei denari con queste caratteristiche ? Ho cercato qualche fonte, il Brambilla per Pavia pensa che siano monete per utilizzi particolari, per eventi, omaggi il che spiegherebbe l'appariscenza delle stesse, ma dobbiamo ricordare anche che il Brambilla attribuisce a Pavia solo quelle di Arnolfo e di Arnolfo e Berengario I, quindi con una visione decisamente circoscritta. Il MEC richiama invece i miliarensi bizantini, anche se differenti per metodo di coniazione e anche se appannaggio più del Sud Italia che del Nord. Il richiamo almeno alla forma potrebbe essere possibile, la moneta era usatissima nei commerci del Mediterraneo, affermata, anche se Bisanzio era in lento declino. Un'altra fonte tratta da internet , un sito dal nome " Moneta e civiltà " a cura dell'Università degli Studi di Roma " Tor Vergata " a tal proposito parla di denari sempre con forma più allargata forse per significare un apprezzamento del loro valore fino a Lamberto di Spoleto che riportò il diametro alle misure precedenti forse anche per una necessità di riequilibrio tra lega metallica e peso. Vediamo se qualcuno vuole dire la sua più che altro sulla motivazione della coniazione di questi denari di stampo largo....come puro esempio riporto un denaro di Pavia di Arnolfo e Berengario I ( 894 - 896 ) dell'Asta Ratto , 24-26/11/1960, lotto 197.
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  17. Ciao! Vi ho tirato, a te e a @@Ross14, una "goliardata" ... centellinandovi la risposta per non farvi vedere subito la mia moneta ... se non si scherza con gli Amici ... Indubbiamente quelle che avete postate voi sono strabelle (ed anche il prezzo ne consegue); se mettessi in vendita la mia, mi riderebbero in faccia ... ma la mia non è omologabile ai concetti di conservazione che valgono per quelle belle che avete messo voi; la mia, ormai, va oltre .... :blum: ma .... come si dice questi casi? Una moneta con tutta questa storia, non ha prezzo :rofl: A dire il vero non ho mai visto di queste monete con ancora la spilla attaccata, peccato :pardon: luciano
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  18. Grazie ak72, vedere le foto così vicine aiuta. Guardando e comparando le due foto di questo grosso nel libro di Bernardi, quella a pag. 27 e quella a pag.46, si vedono bene le similitudini e nel contempo si notano le differenze con l'esemplare in oggetto, e comparando la foto di questo con quella del Brunetti postata da Teofrasto se ne notano le similitudini. Ca ... volo, non ho mai pensato tanto ad una moneta come in questo periodo! Voglio sapere se è buona o no.
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  19. @@maxxi ti rispondo io visto che praticamente sono l'unico ad essere sceso sotto il qFDC ;)....non solo le "5 gemme" vedo un po basse ma anche i dettagli della parte orizzontale sia sotto che sopra la corona stessa ;)....poi lo ripeto la moneta rimane meravigliosa e noi la stiamo valutando da una foto :).
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  20. Rimetto in prima pagina questa discussione con un ottoniano che mi è appena apparso sotto gli occhi girando in rete. Passato su ebay a luglio: 0,8 gr. classificato come Ottone III (R chiuse effettivamente...)
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  21. Francia. Quarta Repubblica. 10 FRANC (Coniate a Beaumont-le-Roger). 10 FRANC (Coniate a Parigi). La Repubblica Cecoslovacca. 20 HALERU. 2 KORUNY. 50 KORUN (Il terzo anniversario della rivolta di Praga). 100 KORUN (Seicentesimo della Università di Praga). Repubblica democratica popolare la Cecoslovacchia 100 KORUN (Il trentesimo anniversario dell'indipendenza della Cecoslovacchia). Svizzera. 5 FRANCS (Il centenario della costituzione Svizzera).
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  22. Ciao a tutti. Vorrei sapere quanto potrebbe valere questo distintivo delle camicie nere del periodo fascista. Purtroppo non è in buone condizioni, manca la spilla sul retro. Grazie mille. Manuela
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  23. Questa è una moneta che non ha circolato... ovviamente :) Quindi è almeno SPL/FDC. Poi entrano in gioco tanti fattori, a volte anche personali di come uno considera le monete in alte conservazioni. Per me q.FDC ci sta tutto.
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  24. Da uno dei miei venditori professionali inglesi di fiducia, ho acquistato qualche giorno fa un antoniniano di Postumo che va ad aggiungersi alla mia collezione di sovrani gallici. Un tipo che non transita di frequente sebbene non sia rarissimo. Si tratta di un rovescio introdotto nella romanità per la prima volta proprio da Postumo e che segna e sottolinea la crescente importanza che andava a rivestire nel III secolo l'esercito (non che prima fosse poco importante, sia chiaro!). D\ IMP C POSTVMVS P F AVG; busto radiato, drappeggiato e corazzato a destra. R\ SALVS EXERCITI; Aesculapius stante a destra con la testa girata a sinistra con un bastone con attorcigliato un serpente nella mano destra e un globo ai piedi in basso a destra. RIC 327 La "Salus" e l'esercito vengono accostati per la prima volta in questa moneta. A riguardo, vi riporto un breve passaggio, in lingua originale, tratto da un articolo intitolato: "THE COINAGE FROM COMMODUS TO CONSTANTINE: SOME TYPES THAT MIRROR THE TRANSITION FROM PRINCIPATE TO ABSOLUTE MONARCHY" di Rudolph H. Storch: [...] The third century also witnessed a change in the nature of Salus. Two new and revolutionary legends reflected the importance of the army for emperors whose reign depended upon sound military forces: SALUS MILITUM under Probus (RIC V/2. 28. no. 98) and SALUS EXERCITI under Postumus (RIC V/2. 363. no-327).There were tradition-breaking types and attributes as well. Subtle reference to the military came on coins of Gallienus when the legend SALUS ITAL(z'ae) bore a type of Salus offering health-giving fruits to the emperor who appears holding a spear (RIC V/l. 99, no. 400). Two additional salus issues of Gallienus depict a soldier holding a spear leaning on a shield to indicate that the emperor's health was dependent on his soldiers (RIC V/2. 425. 291) and Victoria was presented (RIC V/2. 410. no. 125). The full triumph of the connection between «health» and the military came under Constantine. On one issue the emperor in military dress is standing on a cuirass while receiving Victoria on a globe as he is crowned from behind by the same goddess (SALUS ET SPES REIPUBLICAE) to suggest that the empire depended on its ruler's military success for soundness and hope. Constantine's SALUS REIP' DANUBIUS message bore the type of a bridge with the emperor advancing and holding a spear and shield. Before him is Victoria portans tropaeum. A final outstanding type has Constantine with a trophy across his shoulder being crowned by Victoria with nine soldiers present (SALUS REIPUBLICAE) again reflecting dependence on the emperor's military success [...]. L'articolo lo potete leggere per intero qui: http://www.lamoneta.it/topic/141506-salvs-exerciti/?p=1617062 come sempre sono gradite osservazioni, integrazioni e commenti!
    1 punto
  25. il link all'articolo completo è questo: http://retro.seals.ch/cntmng?pid=smb-001:1973-1977:23-27::665 Quello insertio da Grigioviola è solo il percorso di download sul suo PC.
    1 punto
  26. Il monetiere fa parte della Gens Plaetoria, la stessa di Lucius Plaetorius Cestianus divenuto molto noto per aver firmato il denario delle idi di Marzo. Come mi aveva suggerito l'amico L. Licinio Lucullo in un altra occasione riguardo alla dicitura EX SC, Crawford suggerisce l'ipotesi che venisse apposta nei casi di emissioni ritardate, decise cioè ad anno finanziario già avviato per straordinarie esigenze politico-economiche.
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  27. Denario della Gens Plaetroria M. Plaetorius M.f. Cestianus. 57 d.C. D: Testa del Bonus Eventus a destra (Non capisco il simbolo di controllo dietro la testa) R: M. PLAETORI CEST. EX. S. C caduceo alato Crawford 405/5 http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G104/4
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  28. ciao claudio, spl-fdc per la sterlina di cinna mi sembra utopistico. bb-spl sembra oggettivamente il grading piu verosimile... ciao!)
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  29. aggiungo una scansione dal libro di Giulio Bernardi
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  30. Ho una certa curiosità riguardo papa Damaso: se non ho letto male altrove, Graziano fu il primo imperatore cristiano a rifiutarsi di assumere la carica di pontefice massimo, che da allora in poi fu attribuita al papa. Il primo pontefice cristiano sarebbe appunto Damaso. Mi chiedo: cosa ha spinto il papa ad assumere un titolo che alla'epoca non era né simbolico né generico, ma era riferito ad uno specifico ambito pagano? I cristiani si rifiutavano anche solo di assistere a sacrifici e si sono fatti martiri per non commettere infrazioni a volte quasi simboliche, e poi il papa assume un titolo che allora era riferito ad un culto considerato demoniaco e con ancora milioni di fedeli attivi? Sempre considerando che pur col rifiuto di un singolo imperatore, la cosa poteva essere ritenuta come la violazione di una prerogativa esclusivamente imperiale.
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  31. Thanks for this, luke. The old language is one of the reasons I didn't want to subject this to an online translator myself (some of it is quite jarring to a 21st century English-speaker); and there are other complications too, one of which is the sloppiness of the online translator where concerns quotation marks--critical to understanding who is saying what, when. Another potential problem concerns the personal observations the author includes in the book. From what I have seen already I think the guy is pretty fair-minded. Nevertheless, some of his opinions are problematic--the Swiss don't seem to come off particularly well, for one--and so I want to keep a tight grip on what I myself include here. (No telling what sort of trouble the online translator might get me into! I hope you'll stay close.... ;) v.
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  32. Riporto sull'argomento da " La monetazione del Regnum Italiae e l'evoluzione complessiva del sistema monetario europeo tra VIII secolo e XII secolo " di Andrea Saccocci che trovate anche in rete : " Un simile incremento del diametro a parità di peso, che trova paralleli nella monetazione aurea bizantina dello stesso periodo, nonché nei bratteati tedeschi di qualche secolo posteriori, rappresenta una complicazione tecnica tale che a nostro avviso non può essere giustificata soltanto da motivi estetici o soggettivi. Per questo abbiamo ritenuto e scritto che esso possa essere giustificato soltanto da una ragione importante, quale potrebbe essere la necessità di marcare in qualche modo il progressivo aumento di valore, cioè di potere d'acquisto, della moneta. Non a caso,infatti, questo aumento si presenta in modo progressivo e soprattutto precede di poco , sia in Italia che a Bisanzio, le prime svalutazioni nell'intrinseco della moneta. Evidentemente ci si trovava di fronte ad uno squilibrio fra domanda ed offerta di moneta coniata che portava quest'ultima ad apprezzarsi in modo sensibile. All'inizio si cercò di rimediare alla cosa dando un valore nominale sempre più alto alle monete via via prodotte, con il trucco di farle apparire soltanto più grandi ( una sorta di primitiva renovatio monetae, basata sulle dimensioni anziché sulla tipologia ), poi evidentemente ci si dovette rassegnare all'idea di ridurre la quantità di metallo presente in ogni singolo esemplare......" e continua...consiglio di leggerlo attentamente e poi , se riterrete, commentarlo....certo siamo sul pezzo, questo è sicuro....
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  33. Sembrerebbe uno SPL/FDC; segnettini e colpetti sono la regola per questa tipologia.
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  34. Grazie @@vwgolf @@417sonia @@fabry61 tutti invitati domenica mattina per aperitivo in Cordusio!
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  35. Dopo continuo con le tavole ma mi si permetta una digressione polemica (sia chiaro non nei confronti dell'ottimo teofrasto). Su google abbiamo la scansione di un libro che proviene da una biblioteca austriaca (se capisco bene il timbro). Questa è un'opera veramente a disposizione di tutti. Si può guardare online da differenti piattaforme, si può ricercare il testo (con questo libro in realtà funsiona male) e si può anche scaricare in differenti formati se vogliamo archiviarcelo se ce lo vogliamo consultare anche senza internet o per stamparlo. E lo può fare chiunque. Unico difetto è che la qualità della scansione non è il massimo. Comunque paga google... Dall'altro lato abbiamo la scansione di un libro proveniente da prestigiosa biblioteca italiana. Lo si può guardare solo online, niente ricerca testuale, assolutamente impossibile da scaricarsi e pure rovinato dal logo della biblioteca. Certo è veramente ad alta risoluzione. Naturalmente paghiamo noi italiani. Non ce l'ho con quelli della biblioteca italiana sia chiaro, so bene che si adeguano alle leggi. Ma la solfa dei beni che è meglio siano nei musei così tutti ne possono godere va un po' rivista ;)
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  36. Paesi Bassi. Wilhelmina (1880 — 1962). 1 СENT. 5 СENTS. 10 СENTS. 25 СENTS. Norvegia. Haakon VII (1872 — 1957). 50 ØRE. La Repubblica popolare romeno. 5 LEI. L'Unione Delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. 1 КОПЕЙКА. 3 КОПЕЙКИ.
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  37. Ciao a tutti! Trovata!!! Ricevuta qualche mese fa al posto di 10 centesimi di euro Saluti
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  38. Penso che questa moneta si riferisca a i "VOTA SUSCEPTA" di Costantino (e di conseguenza di Licinio) per i XX di regno presi nell'anno XV del suo regno stesso. In quel periodo i due augusti erano ancora "alleati" (dopo la pace stipulata nel 317) e si facevano coincidere le celebrazioni dei VOTA dei due Augusti. @@profausto è corretto quanto ho scritto?
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  39. Scusate, ma io ho bisogno della traduzione, anche se maccheronica :D Con le scuse, a causa della materia complessa, in questo thread io di solito pubblicherò in solo in inglese. Ma, per favore, qualsiasi e tutti i contributi sono benvenuti, non importa quanto espresso. Come monete effettivamente lavorate è un aspetto di questo hobby che interessa davvero un sacco di noi. Per me, personalmente, guide di viaggio sono stati una fonte speciale di buone informazioni su come monete moderne abituarsi. In un negozio di seconda mano qualche tempo fa ho trovato un vecchio libro che era in condizioni terribili. Ma il ragazzo è utile a chiunque curioso di prezzi (e quindi l'utilizzo della moneta) in Europa circa 1885 o giù di lì: UN VIAGGIO TRAMP (Come vedere l'Europa in cinquanta centesimi al giorno), scritto nel 1886 da Lee Meriwether e pubblicati nel 1887 da Harper & Brothers di New York. Sto solo cominciando a leggerlo attentamente. Un rapido sguardo, tuttavia, rivela un itinerario di massima: Italia, Svizzera, Austria, Baviera, Bulgaria, Turchia, Russia, Prussia, Francia, Inghilterra. Non tutti questi luoghi sono stati destinazioni, e non c'è molto particolare su alcuni di essi. Per gli altri, anche se ... Italia è stata una destinazione di autore Meriwether, quindi inizierò con questo primo estratto, il che è utile anche perché si inietta un po 'di mondo reale avanti e indietro nella questione dei prezzi attuali. Cioè, prezzi-e così coin-utilizzo, spesso sono molto diversi a seconda della persona, etc. A proposito di quanto segue, che ha lo scopo di dare al lettore un'idea di come "la contrattazione" ha lavorato in Italia: 1) "soldo" e il suo plurale "soldi" erano monete obsolete nel regno italiano, ma il cui uso colloquiale è stata tuttavia continuato, e applicati alla denominazione di 5 centesimi per molti anni successivi. 2) "cent" e "centesimi" qui si riferiscono alla valuta americana, che al momento scambiato a 20 centesimi = 1 lira. Mr. Meriwether, a Napoli, al momento: Questo sistema è fastidioso, ma con l'esperienza arriva la saggezza. E poi i trucchi dei negozianti roguish sono piuttosto divertente che altrimenti. Ho fatto un passo un giorno ad uno dei numerosi stand limonata che adornano il piazze delle città italiane, e disse al venditore, 'Quanto vuoi per limonata?' Sapevo molto bene il prezzo regolare era un centesimo per il vetro, ma ho voluto giocare con i compagni. Mi guardò bruscamente, calcolando come verde ero e quanto potevo sopportare. 'Cinque soldi' (cinque centesimi), ha detto. 'Cinque soldi,' ho ripetuto, come se quasi di una mente di acquistare; poi, tirandosi indietro: 'No, signore, troppo cara, non posso pagare.' 'Troppo cara? Non molto a buon mercato. È limonata bene. Vieni, cinque soldi. ' 'No; troppo cara '. 'Ah, sainted Maria, che cosa vuoi? Quattro soldi? ' 'Ancora troppo cara.' 'Tre?' 'Nessuno. Vi darò un soldo '. 'Che cosa, un soldo? Un soldo? Mio Dio in cielo! Non è niente; ma prenderlo, signore, prenderlo. Perdo, ma la faccio ', e ha proceduto a versare la limonata. In questo il lettore ha un quadro della contrattazione in Italia. Che circola in Italia, al momento sarebbe stato questo 1861m 5 centesimi ("soldo"). E 'stato coniato a Milano a nord, ma nel 1885 potrebbe facilmente aver lavorato la sua strada fino a Napoli molti anni prima. Dove potrebbe aver comprato il signor Meriwether suo bicchiere di limonata ....
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  40. @cesare: Sinceramente so poco dato che non mi sono mai interessato di qesto periodo. Comunque, al museo di Fuzhou (dove abitavo fino all'anno scorso) ho trovato qualche informazione. Dai pochi reperti esposti pare che gli Indiani e Cinesi si scambiavano seta e zucchero, lo zucchero essendo originario dell'India e la seta della Cina, ed esistevano dei pesi o lunghezze per determinarne la quantita' e quindi il valore. Un tot di lunghezza di seta valeva un tot di kg di zucchero raffinato. In antichita' la seta veniva spesso usata per pagare transazioni o tributi di grande valore a re, imperatori, principi, sacerdoti, tanto che le primissime "banconote" (se si possono definire cosi') erano appunto drappi di seta finemente dipinti. Da notare che secondo quanto detto dal Museo, gli Indiani usavano anche coltelli, pugnali, spade o oggetti simili a machete in alcuni scambi, ma piu' che altro per merce preziosa e molto rara destinata soltanto alle alte caste o ai capi religiosi. Questo potrebbe in parte giustificare o aver ispirato l'introduzione delle monete a forma di coltello in Cina, anche se queste erano diffuse molto piu' a nord, e appunto in regioni "selvagge" dove coltelli e pugnali avevano una grande importanza pratica, sociale, religiosa e propiziatoria (soprattutto tra i guerrieri e i cacciatori). Quello che non riesco a spiegarmi infatti e' come queste monete coltello siano esposte a Fuzhou (che si trova molto a sud del fiume Giallo) mentre le monete-coltello sono state usate e trovate prevalentemente piu' a nord del Fiume Giallo, ovvero in regioni a prevalenza nomade e non-Han (il Fujian invece si trova al centro della zona Han). E mi sembra strano che gli Indiani siano arrivati cosi' a nord coi loro scambi. Puo' darsi che il museo si sia procurato questi pezzi recentemente, o che tramite scambi commerciali antichi all'interno della Cina siano arrivate dal nord al sud. Fatto sta che il museo non spiega come mai queste monete coltello siano arrivate a Fuzhou. Sono esposte anche alcune conchiglie (vere), le shell money, ma il museo dice che furono importate dall'Oceano Indiano in Cina. Effettivamente dalle foto comparative che ho visto pare che siano davvero conchiglie che si trovano nel sud dell'Oceano Indiano (Ceylon, Maldive ecc..). da notare che questo tipo di conchiglie fu usato in India anche per divinare il futuro (un po' come gli ossi da oracolo o gusci di tartaruga cinesi). Tornando all'ipotesi precedente, si puo' suppore che siano diventate moneta anche a causa del loro grande valore religioso, e infatti pare che queste conchiglie monete (almeno da quanto dice il museo) furono usate quasi esclusivamente per tributi a principi e regnanti, e per comprare o pagare sacrifici propiziatori o per riti funebri, insomma, per un uso piuttosto ristretto e limitato a offerte simboliche, tributarie e religiose. Pero', le imitazioni piu' tarde in bronzo esposte al museo furono invece usate come monete vere anche per transazioni piu' pragmatiche e pratiche. Pezzi di giada sagomata esposti e di varie dimensioni -secondo il museo- sono stati usati in scambi con l'India e il sud est. Le varie pezzature potrebbero far pensare a un sistema di suddivisione e di misurazione, ma non c'e' per ora nessuna evidenza concreta. Per le "barchette" o "xisi" (in guangdonghua, mentre in putonghua sono dette "yuanbao") anche qui la storia e' un po' complessa. E' vero che la Cina in antichita' ha usato rarissimamente l'oro per la monetazione, preferendo l'argento (che si collegava ai culti lunari) e il bronzo. Non e' vero pero' che gli xisi/yuanbao erano sempre di argento finissimo, o a forma di barchetta. Ce ne erano anche a forma di conchiglia (toh, guarda la'), e piu' spesso di lingotti piu' o meno regolari. Durante la lunga dominazione Qing furono "stronzati" spesso (ovvero mescolati con metalli meno puri per fregare sul peso dell'argento). Esistono termini tecnici per descrivere queste cose, ma a me interessano piu' le banconote che le monete quindi scusate l'ignoranza. Secondo qualcuno, il termnine xisi deriva da "seta pura" dato che l'argento puro di queste barchette/lingotti/forme risplendeva come seta pura e proprio come per la seta veniva applicato un sigillo per garantirne la purezza. In realta' pare che c'era una corrispondenza di valori tra un determinato peso di seta pura e una barchetta/lingotto d'argento puro, che e' variato enormemmente nel corso dei secoli. I vari orafi o banchieri applicavano i sigilli dopo averne verificato la corrispondenza di peso e purezza tra un xisi e un determinato ammontare di seta. Se lo xisi era regolare in peso e purezza, allora veniva sigillato. Fatto sta che furono usate gia' dalla dinastia Qin (da non confondersi con quella QinG) un 200-300 anni prima di Cristo. ma erano delle specie di emissioni private e spesso a diffusione soltanto locale, e non emesse da un'autorita' centrale, quindi pesi, suddivisioni e purezza potevano variare enormemente da posto a posto, da orafo a orafo e da moneto storico a momento storico. Oggigiorno vengono emessi in oro e argento dalla Bank of China o altre banche, ma solo per investimento o per regali per il capodanno cinese. Forme, pesi e purezza stavolta sono strettamente standardizzati. Tra l'altro nel sud della Cina riproduzioni in carta stagnola argentata o dorata vengono offerte a templi per "comprare" i favori degli dei o bruciati insieme alle "banconote Infernali" ai funerali. Circolano parecchi falsi ai variu mercatini, roba da pochi euro ovviamente, argentati in superficie e piombati all'interno, ma di falsi in Cina ce ne sono tantissimi. Per il discorso falsi: bah, gia' sulle banconote di epoca Yuan (quella mongola, Gengis Khan per intenderci) c'erano riportate in 4 lingue: mongolo, mancese, tibetano e cinese (proprio in questo ordine gerarchico) l'avvertenza che i falsificatori sarebbero stati condannati a morte. Come le banconote attuali, solo che la condanna era allora piu' severa. Il discorso di creare falsi in Cina non lo vedo come un discorso di continuita' artistica o salvaguardia del partimonio artistico numismatico, quindi "moralmente" giustificabile. E' solo un discorso di profitto: emettere o creare falsi per fare soldi illicitamente alle spalle dei polli. Tutto qui. Condanna a morte? tieni conto che gia' dall'antichita' infrangere le regole dello stato era punibile con la morte. Lo stato, l'autorita' sono tutto in Cina. Infrangere una legge significa infrangere l'ordine naturale e immutabile delle cose. Infrangere una legge che mette in difficolta' un grande numero di individui, come la falsificazione di monete o la creazione di falsi (monete false, notizie false, autorita' false, idee false..), sconvolge anche l'ordine sociale perche' potrebbe portare a dubitare il potere e la legittimita' dell'autorita' statale. E in Cina, dove ci sono un milardo e rotti di persone, non devono esistere dubbi sull'autorita' statale altrimenti sarebbe il caos. Chi falsifica monete storiche (non piu' circolanti) potrebbe benissimo falsificare anche quelle circolanti. Un pericolo potenziale per la societa' quindi, e se pensi che ci sono ancora larghe sacche di poverta', il falsificare denaro metterebbe potenzialmente a repentaglio i risparmi di milioni di persone, creando potenziali "bombe" sociali. Purtroppo questa e' la mentalita' cinese. sei un criminale? bene anche i tuoi figli molto probabilmenbte lo saranno. Sei un criminale pentito? Molto probabilmente ricommetterai un crimine. Crei monete false? Bene, molto probabilmente passerai anche a quelle vere. Il solo fatto di creare un falso, qualunque sia, e' esecrabile perche' moralmente pericoloso, soprattutto in una societa' dove la morale e la rettitudine sono necessarie per tenere cementate cosi' tante persone sotto una sola autorita'. Questo e' tutto quello che so sulle monete antiche, che e' poco perche' piu che alle monete sono interessato alle banconote o cose simili a banconote. E inoltre il mio cinese e' ancora poco buono quindi per trovare informazioni e tradurle mi ci vuole tempo. Come ho detto lo studio di queste cose e' limitatissimo anche in Cina e le pubblicazioni in merito sono poche e scarsamente diffuse. Bocconi? Macche' Bocconi.. mica serve la Bocconi per collezionare monete.. Io ho studiato (male) fino alla terza media e via...
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  41. Nella medaglistica antica del 1600 la predisposizione di due coni è abbastanza ricorrente. Per La sequenza dei coni in papa Urbano VIII è di grande aiuto l'approfondito studio della Simionato, dal quale sono attinte le note nel catalogo del forum. Proprio per la medaglistica di Urbano VIII è noto che il Mazio acquistò sia i coni ex Hamerani, sia quelli conservati dalla famiglia Barberini, diversi tra loro e spesso riferiti alla stessa emissione. Per la medaglia annuale anno XIV Bartolotti e Modesti ritengono che la medaglia originaria sia la prima(Veridio); il conio del diritto ebbe una elaborazione rapida aggiungendo una asta alla medaglia dell'anno XIII. Il rovescio riporta in esergo la scritta ROMAE con legatura AE. Il conio del diritto si è mantenuto fino a Mazio; quello del rovescio fu invece dismesso nel corso delle coniazioni. Coevo è ritenuto il conio della seconda medaglia (Attila): nel diritto troviamo il ritratto del papa con piviale con girali; nel rovescio la scritta ROMAE in esergo non ha il dittongo AE con legatura. La medaglia è considerata dagli autori una variante della annuale o una medaglia straordinaria. Per questa medaglia sia i coni del diritto che del rovescio, negli inventari di vendita a Mazio, risultano inservibili o dismessi. Probabilmente verso la fine del 1700 fu rifatto dagli HAMERANI il conio del rovescio. Si segue il tipo con il dittongo AE senza legatura, ma il nuovo conio è ben riconoscibile perchè ha l'interpunzione nella scritta che circonda il battistero. Le riconiazioni Mazio utilizzano il diritto della medaglia 1 (Veridio) e il riconio settecentesco del rovescio.
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  42. green in questo caso vuol dire acerbo-credulone-neofita-fesso e si usa molto in inglese.
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  43. e per finire, alcuni esempi (bruttini anzicheno') di emissioni locali di buoni per diversi tipi di merce: verdure, zucchero, farina, cereali... con le quantita' espresse in numeri arabi o in caratteri cinesi tradizionali (mentre il resto delle scritte e' in caratteri semplificati). le emissioni locali sono numerosissime e finora poco studiate e soltanto in piccolissima parte classificate e catalogate. Gli esemplari degli anni 50 e primi anni 60 sono difficli da trovare in FDS dato che la carta era molto porosa e di qualita' scadente che col passare del tempo tende a sbriciolarsi o a far scomparire l'inchiostro di stampa.
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  44. Ancora una riflessione poi lascio veramente agli altri.....l'impressione che ho avuto personalmente in questi ultimi anni e' che per avere numeri agli eventi e convegni, il che attenzione non e' equivalente a vendite di monete necessariamente, e' che si debbano fare degli eventi con tante componenti che possano interessare e portare più frequentatori e appassionati, offrire delle kermesse numismatiche, con anche conferenze, presentazione di libri, iniziative per i giovani, piccole mostre, ognuna di queste richiamerà persone, certamente servirà per la divulgazione numismatica, per le vendite non so, ma sono poi in fondo eventi anche vetrina per diffondere la numismatica e si presume che poi alcuni siano o saranno poi anche collezionisti. Se mi permettete un ulteriore consiglio spassionato , promuovete sempre iniziative rivolte verso i giovani, di vario genere e tipologia, il collezionismo , lo studio, la passione passa e passerà di qui....su questo non ci sono dubbi....
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  46. Salve a tutti, oggi ho preso questa moneta per 13 euro, secondo voi è un prezzo giusto? 5 Reichsmark 1938 E Paul von Hindenburg Terzo Reich Germania.
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  47. Taglio: 2 euro Nazione: Germania F Anno: 2006 Tiratura: solo in divisionale Città: Milano Condizioni: BB
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  48. Taglio: 1 euro Nazione: Austria Anno: 2003 Tiratura: solo in divisionale (150.000) Città: Milano Condizioni: BB
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  49. Aggiungo qui per ricordarlo l'immagine che Topgun ha inviato al forum per la vittoria nell'Oscar Euro 2012
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