Vai al contenuto

Classifica

  1. antvwaIa

    antvwaIa

    Utente Storico


    • Punti

      9

    • Numero contenuti

      3902


  2. dabbene

    dabbene

    Guru


    • Punti

      7

    • Numero contenuti

      20096


  3. Beard1961

    Beard1961

    Utente Senior


    • Punti

      6

    • Numero contenuti

      376


  4. 417sonia

    417sonia

    Utente Storico


    • Punti

      4

    • Numero contenuti

      11006


Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 06/12/15 in tutte le aree

  1. Queste due parole del titolo non sono a caso : l'interesse che possiamo avere a vario titolo per il collezionismo numismatico è comunque legato a queste due variabili. Per il collezionista il possesso dela moneta è ovvio e impriscindibile, il possesso è la base del collezionista, a volte questo è dettato anche da varie componenti, il possesso materiale fine a se stesso, l'accumulo di monete ,la speranza e la possibilità di avere una plusvalenza da queste e un giusto riconoscimento economico ; una volta il possesso ma parliamo di un tempo che fu, fu anche ostentazione, il voler mostrare, ora non più, i tempi sono cambiati e i comportamenti pure se addirittura non sono in questo senso opposti. Ma quanto oggi è spinto il collezionista dal possesso che può essere anche un puro piacere personale alla sera di rivedere belle e proprie monete e quanto incide oggi invece il desiderio nell'acquisto di far seguire un processo di conoscenza e studio ? L'interesse per la numismatica oggi è condizionato dal solo acquisto materiale di monete o questa può tranquillamente svilupparsi senza, con un continuo e costante processo di apprendimento ? Possesso e conoscenza, studio possono convivere o oggi uno è più preponderante dell'altro ? La società cambia, gli usi e costumi pure, la crisi economica pure incide sui nostri comportamenti anche nella numismatica, quello che una volta era ostentazione, poi puro possesso ora è studio e conoscenza ? Forse probabilmente si e lo si intuisce e vede realmente, c'è un processo di maturazione e cambiamento nel collezionista numismatico italiano in atto, che cerca sempre più di capire, studiare,vuole partecipare attivamente e collaborare con la ricerca ; questo, ma è un parere e un sentire puramente personale, lo ritengo molto positivo sia per la crescita personale dell'individuo, del sapere collettivo, del movimento numismatico italiano in genere. Certamente la conoscenza e lo studio sono componenti importanti, ma credo che alla fine altrettanto fondamentali siano la passione pura e anche il divertimento nel fare tutto questo, si proprio il divertimento, se piace tutto può funzionare e appagare l'uomo, questo è poi la base e l'essenza di tutti i comportamenti umani. Ovviamente le riflessioni possono essere tante e variegate, dipende molto anche dal sentire e dall'essere di ognuno di noi.
    5 punti
  2. La Germania. (La Repubblica di Weimar) 10 REICHSPFENNIG. 3 REICHSMARK (L'unione di Waldeck con la Prussia). 3 REICHSMARK (10 ° anniversario della Costituzione di Weimar). 5 REICHSMARK. 3 REICHSMARK (200 ° anniversario della nascita di Lessing). 5 REICHSMARK. 3 REICHSMARK (1000 ° anniversario del castello e la città di Meissen). 5 REICHSMARK.
    4 punti
  3. Condivido con coloro che vedono l'esistenza di una evoluzione dal collezionista che inizialmente è più che altro interessato al possesso, a colui che, infine, attribuisce crescente importanza alla conoscenza. Come in tutti i processi evolutivi, c'è chi evolve e chi, invece, rsta al palo. Chi resta al palo si penalizza enormemente con le sue stesse mai. Infatti il divertimento - perché il collezionismo dovrebbe sempre essere un divertimento e anche, perché no?, un gioco - per chi solo bada al possesso, termina con la catalogazione e, occasionalmente, si rinnova con l'ostensione quando mostra a un amico una monetina del cui possesso si sente orgoglioso. Invece per colui che evolve e che finalmente attribuisce alla conoscenza della moneta l'importanza che merita, il "gioco" non terminerà mai, perché ogni elemento conoscitivo que acquisiamo su una moneta ce ne suggerisce altri, e altri ancora. Nella conoscenza vedrei anche due fasi: la prima soprattutto descrittiva, ovvero volta a una conoscenza completa della moneta nel suo contetso storico; la seconda interpretativa, ovvero volta a comprendere le motivazioni poolitiche, sociali, artistiche all'origine di una scelta iconografica ed epigrafica e, più in generali, a rispondere alla domanda: "perché proprio quella moneta e non un'altra?". Credo che quando ormai prevale nel collezionista l'attenzione all'aspetto interpretativo, ormai sia anche molto venuto a meno il desiderio del possesso della moneta: ovvero da collezionista si sia convertito in numismatico. Questo tenendo presente che non credo che uno sia mai 100% solamente collezionista o 100% solamente numismatico, ma sempre vi sia un mix di entrambi. Antvwala PS. Non c'entra nulla con la discussione e se credono gli Amministratori potranno editare questo PS e non me ne adombrerò, ma vi invito a guardare il video che aggiungo, poiché questi sono i progetti che fanno credere che ci sono anche tante persone buone e generose: purtroppo quelli che fanno notizia sono i più marci e corrotti mentre coloro che davvero dovrebbero essere messi in luce, sono invece ignorati. Il Teatro Regio di Torino è stato davvero coerente realizzando ieri sera un concerto solidaristico per raccogliere fondi per ricostruire una scuola in Nepal. Coerente, perché lo ha fatto coinvolgendo il gruppo Pequeñas Huellas - International orchestra, costituita da bimbi e ragazzini tra i quali vi sono tanti che sono diversamente abili. Al podio si sono alternati un ragazzino di colore e una bimbetta di 8-9 anni. Delle due soliste, una è una ragazzina nepalese adottata da un artista del Teatro Regio. Un Bravissimo! al Teatro Regio Torino e un bravissimi! a tutti coloro che hanno voluto questa iniziativa e si sono impegnati per realizzarla. La piccola solista è una bimba nepalese adottata da un artista del Teatro Regio; a dirigere l'orchestra una "maestra" di soli 8-9 anni!
    4 punti
  4. Un pezzo francese a 1929 20-franchi di ,680 argento, 35mm di diametro e peso 20.00g. Insieme a suo fratello di 10-franchi, questo 1929 20-franchi era moneta di circolazione d'argento prima di Francia dal seminatori di Roty del 1920. Questa moneta era argento dollaro-dimensioni primo di Francia ha colpito per la circolazione poiché i pezzi di 5-franchi 1878. Questo pezzo d'argento 1929 era la prima moneta di 20-franchi della Francia di qualsiasi tipo dall'oro "Rooster" era sparito con lo scoppio della prima guerra mondiale. Questa serie di 20-franchi argento troppo sarebbe caduta vittima di una guerra mondiale, che termina un decennio più tardi con la piccola tiratura del 1939. L'anno successivo, nel 1940, Parigi comincerebbe il suo periodo grigio. Una decade più sarebbero passati prima che la Francia aveva un'altra nuova moneta da 20-franchi, nel 1950, ma era una cosa molto ridotta, di alluminio-bronzo. Nel 1929 tuttavia... Una volta, l'introduzione (o ritorno) di una grande moneta d'argento in circolazione solitamente significava che un paese si sentiva abbastanza bene su se stessa. Certo che era il caso in Francia 1929, quando apparve questa grande moneta d'argento. Un paio di occasioni pubbliche per rivisitare la vittoria del 1918 si sono presentati nel 1929. Foch e Clemenceau entrambi morì quello stesso anno, e da qualche parte in mezzo le perdite ricordate e i trionfi ricordati, c'erano anche le probabilità di lasciare il passato alle spalle. "Spirito di Locarno" era vivo (riconciliazione europea... e su termini francesi). Il Patto Kellog-Briand—"Il Patto di Parigi," in alcuni luoghi—è entrato in vigore nel 1929. Guerra in sé aveva stato rinnegato, e alcuni gran parte di tale iniziativa aveva un'etichetta "Fatto in Francia" fissata ad esso. L'anno prima, troppo, il franco era stato fissato—era andato il vecchio franco Germinal e con esso circa l'80% del debito pubblico francese. Al suo posto è stato il nuovo franco Poincaré. Forse meglio di tutti, nel 1929 l'economia andava bene, e sarebbe stato per alcuni anni ancora. La grande depressione ha colpito Francia più lo ha fatto negli Stati Uniti o nel Regno Unito, e che ha dato molti francesi un'ulteriore sensazione di soddisfazione nel modo che avevano organizzate le cose tardi. Ma esso sarebbe evaporano molto rapidamente. 1932 e depressione.1933 e...beh, fforse è sufficiente per dire che questi pezzi d'argento 20-franchi furono demonetizzati 16 aprile 1945. :) v. --------------------------------------------------- A 1929 French 20-franc piece of .680 silver, 35mm in diameter and weighing 20.00g. Together with its 10-franc sibling, this 1929 20-franc was France’s first circulating silver coin since Roty’s Sowers of 1920. This coin was France’s first dollar-sized silver struck for circulation since the 1878 5-franc pieces. This 1929 silver piece was France’s first 20-franc coin of any kind since the gold “Rooster” had disappeared with the outbreak of WWI. This silver 20-franc series too would fall victim to a world war, ending a decade later with the tiny mintage of 1939. The next year, in 1940, Paris would begin her gray period. One decade more would pass before France had another new 20-franc coin, in 1950, but it was a much reduced thing, of aluminum-bronze. In 1929 however… Once upon a time, the introduction (or return) of a large circulating silver coin usually meant a country was feeling pretty good about itself. Certainly that was the case in 1929 France, when this big silver coin appeared. A pair of public occasions for revisiting the victory of 1918 presented themselves in 1929. Foch and Clemenceau both died that year, and somewhere amid the remembered losses and the remembered triumphs, there were also chances to leave the past behind. The “Spirit of Locarno” was alive (European reconciliation…and on French terms). The Kellog-Briand Pact—“The Pact of Paris,” in some places—came into force in 1929. War itself had been forsworn, and some large part of that initiative had a “Made in France” label affixed to it. The year before, too, the franc had been fixed—gone was the old franc Germinal, and with it about 80% of the French national debt. In its place was the new franc Poincaré. Perhaps best of all, in 1929 the economy was fine, and would be for a few years yet. The Great Depression hit France later than it did the U.S. or the UK, and that gave many Frenchmen an extra feeling of satisfaction in the way they had things arranged. But it would evaporate very quickly. 1932 and Depression. 1933 and…well, maybe it’s enough to just say that these silver 20-franc pieces were demonetized 16 April 1945. :) v.
    4 punti
  5. Per me la "conoscenza" è stata una scelta obbligata per non far morire una passione che stava affievolendosi, una "terza fase" intrapresa per ...necessità. La prima fase fu la scoperta delle monete di Genova, acquisto compulsivo di tutte le monete comuni e stracomuni che trovavo. La seconda fase la ricerca e studio della storia genovese, ahimè, fino ad allora totalmente sconosciuta. La terza fase, attuale, approfondimento delle singole monete all'interno della storia genovese (con la soddisfazione di far rivivere le cose buone o cattive dei primi acquisti). Perchè "necessità"? Ovvio, perchè, arrivato a questo punto della collezione, le monete che "mi piacerebbe" possedere ....sono quelle particolarmente rare, inarrivabili e troppe volte "impossibili". Quindi che fare? Semplice ed economico: andare alla ricerca di fotografie di quelle monete e così cercare di completare "la collezione" e, visto che la fotografia non è la stessa cosa dell'originale, cercare di colmare questo gap con l'anedottica, le curiosità, il contesto, le particolarità di ogni singolo pezzo. Così mi sento appagato e non sono frustrato dalla ricerca ad ogni costo il "pezzo che mi manca". Inoltre il portafoglio ringrazia.
    3 punti
  6. @@marco22 Come altri utenti hanno accennato abbiamo decine di discussioni dedicate al GK qui sul forum, ti rimando a queste, alcune anche recenti, leggendole puoi trovare tutte le risposte su valutazioni o altre indicazioni che cerchi su quella moneta. Volendo evitare l'ennesimo multiplo di discussione su questa moneta e per evitare possibili incomprensioni che sembrano emergere preferisco chiudere. Buon acquisto.
    3 punti
  7. La moneta antica è sempre un documento storico: di storia scritta! "Ex nummis Historia: Agonia e morte di un impero": questo è il titolo che demmo a un nostro libro, proprio perché partemmo dal presupposto che la moneta è un documento storico. Un documento che talvolta permette di far luce su episodi storici controversi e poco conosciuti, così come lo studio della storia permette di comprendere e collocare nel giusto luogo monete controverse e poco conosciute. http://www.classicadiana.it/libreria/content/trivero-gennari-ex-nummis-historia-agonia-e-morte-di-un-impero
    2 punti
  8. Penso che conoscenza e possesso siano propedeutici l'uno all'altro, ripenso al mio battesimo numismatico quando avevo 8 anni... Mi affascinavano le monete della Città del Vaticano che mio nonno teneva in un raccoglitore insieme ad alcuni articoli di giornale sui papi che le avevano emesse. In seguito acquistai per una decina di euro ad un mercatino un 20 baiocchi di Pio IX ed iniziai ad interessarmi alle monete dello Stato Pontificio. Sempre più interessato alla materia, acquistai un'altra papale (questa volta più vecchia, del XVI secolo) e iniziai a leggere una storia dei papi che avevo trovato in casa....La vera svolta nel campo della conoscenza avvenne con l'acquisto del Muntoni, mi ricordo che a 13 anni me lo leggevo alla sera prima di andare a dormire :D ...quindi senza possesso forse almeno i primi tempi non si è invogliati più di tanto alla conoscenza, ma quest'ultima è necessaria per godere pienamente del primo citato.... Il tutto detto da uno che adesso appartiene alla scuola "prima i libri, poi le monete"
    2 punti
  9. Difficile stabilire quanto le incisioni sui piani dello scudo e lo stato del bordo incidano sul grado di conservazione. Basandomi solo sui rilievi direi moneta vicina allo SPL con segnalazione naturalmente dei problemi sopra citati Personalmente preferisco un esemplare di conservazione inferiore ma senza colpi e graffi o attendere l' occasione
    2 punti
  10. Io direi di lasciar perdere in assoluto le valutazioni dei cataloghi, quasi sempre inaffidabili anche solo come confronto tra moneta e moneta. Detto questo, la moneta oggetto della discussione è un BB pieno, che è già una discreta conservazione per il tipo. Tanto per dire, su ebay ci sono diversi esemplari scaduti/venduti, spesso dichiarati BB, ma che sono tutti inferiori (anche di parecchio) a questo. I valori di mercato per conservazioni come questa sono sempre abbastanza variabili, ad esempio se dai un'occhiata alle aste, un BB non lo trovi per meno di 30 Euro. Viceversa su ebay non è semplicissimo veder passare dei BB pieni, e questo non permette di avere una osservazione regolare del mercato. Personalmente ritengo che a 13, se è prezzo "finito", sia presa bene. E' moneta che in questa conservazione si può pagare tranquillamente 20 Euro. Poi, come sempre, in un eventuale smobilizzo è spesso complicato riprendere i propri soldi, anche comprando bene.... ma in ogni caso parliamo di cifre piuttosto modeste, se anche ci si perde 4 o 5 Euro non si va di certo in rovina.
    2 punti
  11. Questa a suo tempo mi è scappata. Sono d'accordo che la conoscenza e il possesso, in certi ambiti, sono concatenate: non ci può essere una se non c'è l'altra. Non m'interessa conoscere se non ho qualcosa di cui voglio sapere. Il campo dell'arte è fatto di queste due parole. Nel nostro caso avere una moneta e non conoscerne niente, è come avere aria fritta. Conoscere una moneta fin nei suoi infinitesimi particolari, e non averla mai vista dal vivo e non averla mai presa in mano, è solo conoscenza che non si concretizza. La mia esperienza personale? Devo dire che ho imparato più storia seguendo la monetazione, sia cartacea che metallica, che non sui libri di scuola. Ho scoperto periodi storici, anedotti e vicende che MAI avrei pensato fossero accadute. Lo studio della numismatica è lo studio del nostro essere, del nostro passato. La numismatica fa parte del nostro quotidiano, faccio un esempio banale: se non conosciamo l'euro, non possiamo accorgerci se ci rifilano denaro falso. Possedere tanti euro e poi non accorgersi che sono falsi, a cosa serve?
    2 punti
  12. Argomento vasto che meriterebbe tanti interventi, certamente il possesso può portare alla conoscenza, a volte magari invece no, ci sono anche collezionisti chiamiamoli raccoglitori, che magari guardano più il mordi e fuggi, la plusvalenza, a volte il collezionismo è anche compulsivo, accumulare, accumulare, senza poi pensarci molto a quello che hai.... Direi che oggi però , e il forum è un po' lo specchio di tutto questo, il collezionismo è portato verso l'approfondimento, la ricerca, la storia, i collegamenti, le fonti bibliografiche, va oltre....e questa è una crescita culturale importante per la società, si passa di massima dalla collezione ostentazione alla collezione conoscenza. A volte però il possesso materiale della moneta non è indispensabile per i soli studi, quanti magari partono con monete e poi proseguono con le fonti bibliografiche, i contributi digitali, i pezzi disponibili e visionabili nei musei, in questi casi la conoscenza è il fine ultimo.... Quello che poi conterebbe e sarebbe importante è se poi possesso privato, conoscenze private sfociassero nella divulgazione pubblica, il forum rappresenta uno dei modi di farlo....ma sono tanti gli studiosi ora che digitalizzano per tutti i loro contributi.... Ho parlato finora di possesso privato, conoscenza privata, divulgazione invece per tutti..... l'altro aspetto che dovrebbe concorrere a formare cultura e conoscenza è quello del pubblico, quando il possesso è pubblico, anche se la proprietà è poi di tutti e le conoscenze e la divulgazione non sempre sono comunicate e non sono disponibili alla comunità per tanti motivi.... Se sale la conoscenza e la fame di sapere, ma anche di divulgare del collezionismo privato, sarebbe indispensabile che anche il pubblico seguisse questa tendenza ed esigenza, e anche se qualche esempio virtuoso c'è stato e c'è, credo che molto si debba fare ancora per una numismatica aperta a tutti e non solo a una nicchia di addetti ai lavori.... Vediamo se si apre il dibattito e qualche riflessione....la tematica è talmente ampia che può portare a riflessioni veramente diverse e differenziate....ma appunto è da un forum che questo può forse partire.....
    2 punti
  13. Bellissima discussione, belle foto e monete fantastiche ! Contribuisco con 10 Centesimi di S. Marino, 1893
    2 punti
  14. Una delle mie particolari aree numismatiche di interesse è exonumia; in particolare, conio gettone emessi dai paesi ai tempi di carenza di monetine taglio. Nel Regno Unito, l'epoca dal 1787 fino al 1804 è stato particolarmente noto per aver prodotto da migliaia private produzione di diversi gettoni penny, token mezzo penny, e gettoni Farthing. I disegni di questi gettoni vanno da pubblicità, alla politica, alla architettonici / storico, e molti altri argomenti. Ho raccolto questi token per circa 6 anni, e continuano a interessarmi. Negli Stati Uniti ci si riferisce a questi token come "Conder Tokens", perché il primo indice quasi completa delle varietà è stato scritto da James Conder nel 1798. Nel Regno Unito i segni di questa epoca sono generalmente indicati come "gettoni provinciali del 18 ° secolo ". Lo standard di riferimento per questi token è stato scritto da Dalton e Hamer 1910-1917. Così, questi token sono identificati dai loro numeri "DH". Si può leggere di più sulla loro storia su Wikipedia (English). ======================================================== One of my particular numismatic areas of interest is exonumia; in particular, token coinage issued by countries at the times of shortages of small denomination coins. In the United Kingdom, the era from 1787 up until 1804 was particularly known for having produced by private manufacture thousands of different penny tokens, half penny tokens, and farthing tokens. The designs of these tokens range from advertisement, to politics, to architectural/historical, and many more topics. I have been collecting these tokens for around 6 years, and they continue to interest me. In the United States we refer to these tokens as "Conder Tokens" because the first nearly complete index of the varieties was written by James Conder in 1798. In the United Kingdom the tokens of this era are generally referred to as "18th century provincial tokens". The standard reference for these tokens was written by Dalton and Hamer from 1910-1917. Thus, these tokens are identified by their "DH" numbers. You can read more about their history on Wikipedia. Saluti, Brandon 1799 Warwickshire Penny Token (DH-27a), Rare (Mintage/Tiratura 24 tokens)
    2 punti
  15. Concordo in pieno! Qui si sta veramente andando verso l'assurdità numismatica, sezione davvero in balia di se stessa. Ammesso e non concesso poi, che quelli al bordo siano colpetti... vi domando: ma vi passa per la testa che potrebbero essere i risultati degli incusi nel taglio? non dimentichiamoci che stiamo parlando di un nominale con problemi congeniti molto accentuati per il bordo, quindi, fino a prova contraria, sarebbe magari più esatto chiedere foto del taglio per esaminare la zona incriminata. A parte tutto, la moneta è chiaramente in conservazione interessante (sembrerebbe avere una notevole freschezza), nonostante il trattamento omicida che ha ricevuto. Scendere di un grado a colpetto / segnetto, mi pare cosa assolutamente fuori logica. Da queste foto, il R/ è ancora decisamente molto molto gradevole, che proprio a voler far pesare il tutto in una fredda sigla di tre lettere, non gli si può dar meno di SPL. Il D/ è chiaramente più esposto all'azione della "sevizia", per via dei campi aperti e senza rilievi che circondano l'effige sovrana. Vogliamo dargli un BB/qSPL per penalizzare questa oscenità di trattamento con eventuali colpetti annessi? e diamoglielo! BB/qSPL al D/, SPL al R/, secondo me un qSPL complessivo se lo merita, fermo restando, se si vedesse in mano, sono convinto che le foto enfatizzino in maniera eccessiva i graffi presenti, causato dal contrasto un po esasperato tra luci/ombre della foto.
    2 punti
  16. Non sono assolutamente d'accordo né sul tema né sui contenuti della discussione. Chi colleziona monete non le odia, mai, sia per chi raccoglie Euro che per chi colleziona qualunque altra tipologia di monete. Al massimo puoi provare un po' di fastidio per trovarti per le mani alcune monete molto più spesso di altre, il che è fisiologico, viste le tirature di alcune emissioni, ma "odiare" assolutamente non è accettabile (almeno IMHO). Inoltre ci sono monete che tu "odi", per le quali io invece provo un sentimento profondo e positivo ogni volta che le vedo e mi passano per le mani, in particolare quelle di Torino 2006, Olimpiade di cui ho fatto parte integrante e per la quale provo ancora oggi una forte e sincera emozione.
    2 punti
  17. Buona serata Premetto che a causa di impegni familiari che mi stanno sottraendo parecchio tempo, non mi sarà possibile condensare la richiesta in un unico messaggio; abbiate pazienza. Qualche giorno fa un Amico straniero, forista da oltre 5 anni e collezionista di gettoni, @@dimidov, conoscendo la mia passione per i conii veneziani, mi ha mandato una foto di un gettone che, su una faccia, riporta un bel leone di San Marco, sperando che potessi dargli qualche indicazione e confortarlo circa alcune sue teorie. Malauguratamente non sono un esperto di gettoni e quello che mi ha inviato non l'ho mai visto prima; non ho potuto quindi dargli quell'aiuto che si aspettava; però mi sono ripromesso di aiutarlo e di rivolgere al forum un appello ai collezionisti. Il gettone è questo: Ottone, gr. 6,14 – diam. mm. 26 – h. 13 Fu acquistato per poco da un collezionista di cose vecchie, pensando che si trattasse di una copia di qualche moneta, … però visitando nel 1982 il Gruuthuse Museum di Bruges, dove c'era una mostra di monete e gettoni in uso nelle Fiandre, vide nel catalogo curato da J. Taelman il medesimo gettone: + IETT xx DV xx MAIST xx DE * LA ** MONN 1479 (Gettone dello Zecchiere) che in quel momento era Marc le Bugneteur, indicando che il ritratto era quello dello stesso zecchiere che, tra l'altro, è conosciuto dai numismatici perché, abitualmente, inseriva una "rosetta" nelle sue creazioni. Dall'altro lato c'è il Leone di San Marco con: + PAX TIBI ** ** ** MARCE EWANGELISTA Un gettone simile è stato venduto a Zurigo (SBV Auktion 31, 1992, n° 3); il commento scritto metteva in dubbio sia l'attribuzione a Marc le Bugnetour, sia che il ritratto fosse il suo. D'altra parte, controllando i gettoni fiamminghi del periodo, mai è stato raffigurato il viso dello zecchiere, mentre quello del principe si. Prima domanda: Avete già visto gettoni uguali o simili provenienti dalla Borgogna/Fiandre e/o dal nord Europa (che non siano quelli di Norimberga)? Seconda domanda: E' possibile che il ritratto del gettone sia quello di Massimiliano I° d'Asburgo? Indicativo è il grosso naso aquilino, la bocca sempre aperta per via del labbro sporgente … tenuto conto che nel periodo in parola Massimiliano era Signore di Borgogna e spesso con la sua corte risiedeva a Bruges. Terza domanda: E' possibile che il gettone sia stato fatto da Giovanni Filangièri di Candida (noto anche come Giovanni Di Candida e Jean de Candida) da Benevento, considerato che: la fattura del gettone, nel suo insieme, è poco riconducibile ai gettoni fiamminghi del periodo e a quelli nordici in genere; la qualità pare più italiana; Giovanni Di Candida, oltre che artista e medaglista operò alla corte di Borgogna insieme a Niccolò Fiorentino; Il Di Candida fu anche un diplomatico al servizio di Massimiliano I° e gli furono affidate molte missioni in Italia, in particolare anche a Venezia nel 1478 come ambasciatore; Per il momento vi ringrazio (anche a nome del nostro Amico); ogni vostra considerazione o suggerimento sono benvenuti. saluti lluciano
    1 punto
  18. Vi presento la numero uno della serie Sabauda : Denaro di Aiguebelle - Oddone (1048?-1060)
    1 punto
  19. Carissimi, condivido con voi il nuovo acquisto, un pierreale del terzo tipo di Federico il semplice (1355-1377) Il pierreale del terzo tipo si differenzia dalle precedenti tipologie per i caratteri della legenda, in questa emissione pienamente gotici, al contrario delle emissioni precedenti. Il periodo in cui si conia questa moneta è un periodo di enorme debolezza del potere centrale in Sicilia. I feudatari, in particolare le famiglie dei Ventimiglia, Palizzi, Peralta, Alagona, Chiaramonte assumono sempre maggiore potere. Il re è costretto a causa a lasciare Palermo per rifugiarsi nel castello di Paternò (Catania) a causa dei chiaramonte di Palermo, Messina si ribella al re per un certo periodo passando dalla parte angioina (siamo ancora durante la guerra del vespro). Nonostante tutte le tipologie di pierreali siano assegnati a Messina, per quanto brevemente riassunto, è quantomeno ragionevole supporre che molte di queste monete siano state coniati più o meno abusivamente sia a Palermo che Catania, anche se non è ancora perfettamente chiaro quali vadano assegnati ad una piuttosto che ad un altra zecca. E' assodato che anche il Peralta di Sciacca battè denari per conto di Federico. A complicare la faccenda, anche il fatto che molto probabilmente anche dopo la morte del re, nel periodo del vicariato, in cui le tre famiglie più importanti divisero in tre la sicilia, la coniazione abusiva continuò. La moneta in questione è a mio avviso con qualche dubbio attribuibile alla città di Catania, in quanto i caratteri gotici si riscontrano anche nella moneta da un denaro con l'elefante, attribuita con certezza a Catania. attendo con piacere i vostri contributi, buon fine settimana
    1 punto
  20. Perché è quadrato? E' normale. I chiodi allora erano quadrati o rettangolari (come ad esempio i chiodi per ferrare cavali e buoi). E' il foro tondo che fa pensare ad un punteruolo e non a un chiodo.
    1 punto
  21. Buonasera a tutti, volevo segnalare che per la prima volta dopo circa 7 anni di continue ricerche in siti on line è finalmente apparsa una medaglia uguale a quella mia che potete "ammirare" ai post 223, 224 e 225 di questa discussione. Ho scritto "ammirare" tra virgolette perchè, come scrisse @@francesco77 e poi concordarono tutti gli altri partecipanti alla discussione, si trattava di una volgare copia della rarissima medaglia dell' assedio di Gaeta. Però grazie alla dettagliata inserzione del del venditore (se veritiera) si evince che la medaglia in oggetto non è una una copia, bensi di una medaglia coniata (o fusa) in occasione del del Congresso Nazionale di Studi "Da Caserta ad Arco" (Caserta, Gaeta, Arco, 6-9 giugno 1988), a cura della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro. Naturalmente ho contattato il venditore telefonicamente, il quale ha confermato di aver ricevuto anche un libro (mai apparso nelle aste) con la medaglia in occasione del Congresso. Il valore economico chiaramente è molto basso, ma almeno adesso so cosa posseggo e potrebbe essere l' inizio per altre persone a collezionare questo tipo di medaglie "commemorative". Di seguito i link. http://www.subito.it/hobby-collezionismo/medaglia-commemorativa-della-fortezza-di-gaeta-napoli-123853758.htm?last=1 http://www.subito.it/hobby-collezionismo/medaglia-commemorativa-della-fortezza-di-gaeta-napoli-123853758.htm?last=1 Grazie per l' attenzione, Sergio.
    1 punto
  22. La passione numismatica non solo mi ha spronato a studiare la Storia in modo sempre più attento (e critico), ma mi ha riportato a riprendere in mano (dopo cinquant'anni!) la grammatica e il dizionario latino e a cercare di imparare anche qualcosina di greco :)
    1 punto
  23. A proposito dell'importanza della moneta quale documento storico e della capacità che a volte possiede di far comprendere episodi storici mal conosciuti, vi propongo questo esempio. Tutti i testi di storia che hanno più di 50 anni (e anche molti che sono più recenti, dipingono Giusta Grata Onoria, la sorella di Valentiniano III che inviò ad Attila la famosa missiva che lo invitava a venire in Occidente, come un'adolescente ninfomane irresponsabile che appena adolescente si solazzava nel talamo di un cortigiano. Questo in quanto un importante storico del VI secolo scrisse: “Ind. II, Ariobindo et Aspar coss. Honoria Valentiniani imperatoris soror ab Eugenio procuratore suo stuprata concepit, palatioque expulsa, Theodosio principi de Italia transmissa, male enim contra occidentalem rempubblicam concitabat”, Marcellini, Chronicon, a. 434". (Onoria, sorella dell'imperatore Valentiniano, avendo avuto una relazione con Eugenio, maggiordomo di Corte, partorì, fu espulsa dalla Corte inviata dall'Italia presso il principeTeodosio, dove si pose a complottare contro la repubblica". La II indizione con Ariobindo e Aspar consoli corrisponde all'anno 434 (allora si usava collocare il numero di indizione e il nome dei consoli per indicare la data e le indizioni si contavano in cicli di 15 anni), Purtroppo gli altri storici copiarono tutti da Marcellino e quindi continuarono a riportare la data errata. Per esempio, Giordane "Ἧκε γάρ τις ἀγγέλλων, τὸν Ἀττήλαν τοῖς κατὰ τὴν Ῥώμην ἐπιθέσθαι βασιλείοις, Ὀνωρίας τῆς Βαλεντινιανοῦ ἀδελφῆς ἐς ἐπικουρίαν ἐπικαλεσαμένης αὐτόν. Ἡ γὰρ Ὀνωρία τῶν βασιλικῶν καὶ αὐτὴ ἐχομένη σκήπτρων, Εὐγενίῳ τινὶ, τὴν ἐπιμέλειαν τῶν αὐτῆς ἔχοντι πραγμάτων, ἥλω ἐς λαθραῖον ἐρχομένη λέχος, καὶ ἐπὶ τῷ ἁμαρτήματι ἀνῃρέθη μὲν ἐκεῖνος, ἡ δὲ τῶν βασιλείων ἐλαθεῖσα, Ἑρκουλάνῳ κατεγγυᾶται, ἀνδρὶ ὑπατικῷ καὶ τρόπων εὖ ἔχοντι, ὡς μήτε πρὸς βασιλείαν μήτε πρὸς νεωτερισμὸν ὑποτοπεῖσθαι”. Giovanni d’Antiochia, Historia Kronike, fr. 199". E così sino ai tempi moderni. Peccato che la data è errata! Se ne rese conto un grande numismatico, autore di ottimi testi di storia antica, John Bagnall Bury, nel 1919, proprio analizzando le monete emesse in suo nome e accertando che continuarono a emettersi ben oltre il 434, e prcisamente sino al 449, ciò che dimostrava che in quegli anni Onoria era a Corte e tutt'altro che vittima di ostracismo! La relazione di Onoria è veridica, ma avvenne non quando aveva 14 o 15 anni, ma quando ne aveva 30! E non fu per prudore vaginale, ma, d'intesa con Teodosio, per dare all'impero un pargoletto che potesse ereditare la corona di Valentiniano III, che godeva di assai poco prestigio a Costantinopoli. Dunque si trattava sì della II indizione, ma di quella del ciclo successivo di indizioni, ovvero dell'anno 449 e non 434! Ecco un esempio di come lo studio della moneta può far luce sulla Storia!
    1 punto
  24. Buon pomeriggio a tutte/i voi Apporto il mio umile contributo con foto del grosso in mio possesso a 4 globetti
    1 punto
  25. Credo che sia solo un riferimento incrociato (un dato statistico) visto che nei passaggi Marcianopoli (1) è la prima tra le zecche provinciali seguita da (2) Nicopoli, (3) Viminacium, (4)Tessalonica, (5) Berytus e (6) Alessandria. Perciò ritengo siano stati riportati anche riferimenti non direttamente riconducibili alla sola sfera imperiale ma anche in alcuni sporadici casi alla sfera provinciale.
    1 punto
  26. Qui mi pare che appaia una differenza quando l'interessa della conoscenza prevalga sul sentire proprio del collezionista. Infatti quando quell'evoluzione cui prima accennavo si è compiuta, e quindi in una moneta cerchiamo di ricavarne conoscenza, il fatto che il pezzo sia in bassa o alta conservazione diventa marginale, purché anche in bassa conservazione non "neghi" conoscenza (ovvero non sia mutilato di aspetti iconografici significativvi) e anche la riccerca di altre monete non è più indirizzata alla ricerca di quel pezzo che ci manca (per completare una serie, una tipologia, un nominativo, ...) ma verso quelle monete che forniranno una conoscenza diversa: la variante o la moneta inedita. E quando ormai la conoscenza è diventata il fattore primario, ecco che allora ai nostri occhi perde tantissimo interesse una moneta, anche se ben conservata e rara, quando è decontestualizzata: al contrario, una moneta bruttina e comune ma contestualizzata diventa interessante comunque. Se poi il contesto dal quale proviene è inatteso (per esempio, un centennionale costantiniano comunissimo trovato in un antico ripostiglio monetario in Irlanda, oppure in un deposito monetario costituito da monete del XIII-XIV secolo) ecco alloora che quella monetina ai nostri occhi diventa una testimonianza straordinariamente interessante e diventa cosa ambita poterla studiare. Ma in tale fase dell'evoluzione individuale da collezionista a numismatico, sarà anche avvenuto che la moneta fisica non sarà più indispensabile per il nostro piacere, ma lo sarà sempre e comunque la conoscenza che quella moneta fisica proporziona: allora cominceremo a diventare grandi collezionisti di dati e immagini, compilatori di data-base. Numismatici, insomma! :)
    1 punto
  27. Qui un altro "Conder token" 1796 Herefordshire, Penny token (DH-4) Buon weekend! Best, Brandon
    1 punto
  28. Buongiorno a tutti, ci troviamo di fronte ad una autentica bellezza deturpata, come un graffio su una tela di un bel quadro, un vero peccato! Premettendo che nelle mie corde valuto FDC una moneta con profili perfetti, usura zero, ove sono però ammessi solo i graffi dovuti al contatto tra monete appena coniate nella zecca. Purtroppo non è questo il caso in questione, ma scendere fino a BB è un po' esagerato per un pezzo come questo. Prima di vedere il bordo, che, ahinoi, presenta addirittura mancanza di materiale (ma cosa è successo a questa povera moneta?) la avrei valutata SPL pieno, ora opterei per un qSPL, dato il fatto che questa moneta non ha comunque circolato quasi mai. Diciamo che un pezzo che sarebbe potuto essere (dal punto di vista della circolazione) qFDC, dato le deturpazioni presenti, è stato trasformato in un qSPL. Comprendo che difficile, certo, sia valutare in un caso simile, in cui non è stato il comune contatto dovuto alla circolazione nel tempo ad avere asportato quantità minime e ripetute superficiali di materiale, appiattendo i profili come solitamente accade; bensì ignote cause meccaniche "impulsive" dovute ad una pessima conservazione ad avere apportato le incisioni e le mancanze di materiali che risultano dal corredo fotografico. Sono sicuro che ad occhio sia ancora più intrigante ed affascinante! Un caro saluto a tutti e complimenti al fortunato custode della moneta!
    1 punto
  29. Ciao @@gpittini, grazie per aver condiviso la tua moneta. Si può sempre contare su un tuo contributo, di qualsiasi cosa si parli :D Al British c'era un esposizione molto interessante, che raccontava una sorta di storia della moneta. In una parete, quindi, a fianco delle monete Lido-milesi e creseidi erano presenti le prime monete cinesi a forma di vanga. Una scelta decisamente suggestiva. Altre due foto dal British:
    1 punto
  30. Jacopo92, complimenti un pezzo davvero splendido!
    1 punto
  31. Ciao Alcatraz, L'importante è che piacciano a te. Con il tempo diventerai più preparato e consapevole e forse queste monete non ti susciteranno più lo stesso interesse ed entusiasmo. Ma non è un problema, leggi il forum, documentati e vedrai che in breve tempo le cose cambieranno. È un percorso che tutti hanno affrontato ma noi principianti di oggi, abbiamo un vantaggio notevole. Con un click possiamo accedere a migliaia di informazioni e di commenti che accelerano il nostro percorso di maturazione. Leggi leggi leggi Saluti Silver
    1 punto
  32. Moneta da esaminare in mano. Comunque ha ottimi rilievi e freschezza del metallo. Per me in mano arriva a Spl.
    1 punto
  33. Quando ebbi da mia madre il cofanetto di nonno Armando, la prima moneta che tirai fuori fu' un 4 quattrini 1791 per i reali presidii di toscana,ricordo che mi colpi' molto e in un certo senso me ne innamorai,ma la riposi là dove l' avevo presa e li rimase per una ventina di anni,anche se ogni tanto tornavo a sbirciare,qualcosa di virulento era in incubazione dentro di me.All'epoca non sapevo neanche cosa fossero i reali presidii ne tanto meno che porto longone(porto azzurro)ne facesse parte,per quanto la passione per la storia fosse latente,la conoscenza di questa arrivo' a piccoli passi sotto forma di allegato ad ogni nuova moneta che acquistavo o scambiavo.il possesso di una moneta scatena la naturale curiosità per la storia che racconta,e quindi genera conoscenza.ho seguito con ammirazione la rapidissima crescita di alcuni utenti,io purtroppo non ho moltissimo tempo quindi saro' un po tardivo nella maturazione ma spero di arrivarci,anche se piu mi addentro e piu capisco quanto sia vasta la materia e quando credo di essere a buon punto in realtà mi accorgo di essere ancora al "tomo primo,paragrafo 1, prefazione"buona notte.
    1 punto
  34. la riscrivo educatamente : la moneta non è BB ma MB e ripeto MB . I motivi sono i seguenti : - pulizia, pesante ed evidente - usura pesante , sui rilievi più esposti . - piumaggio ed aquila , corona e congeneri usurati . - punta del bavero e decorazione usurata . - colpo presente ad ore 11 La moneta aggiungo : E' BUONA .
    1 punto
  35. DE GREGE EPICURI @@Matteo91: ciao, mi inserisco perchè anch'io, anni fa, mi ero interessato alle monete cinesi antiche, grazie ad un amico francese che ha acquisito una certa competenza. Ecco una moneta della dinastia Han (mi pare del 1° secolo a.C.), di cui purtroppo non ricordo altro...In effetti, non mi pare che al momento i cinesi si occupino particolarmente della monetazione antica di questo genere; non parlo di "vanghe" e "coltelli", che sono molto più rare.
    1 punto
  36. Ah, ok, grazie, non ci avevo pensato. Allora cambia tutto: la manifattura non perfetta diventa problema secondario. Anzi, per essere un bollo plumbeo è particolarmente curato. E dal punto di vista araldico è molto interessante.
    1 punto
  37. Poiché si è arrivati a identificare il perito, lo staff ritiene che il forum non sia il luogo adatto per discutere della serietà professionale delle persone, quindi, di comune accordo, siamo giunti alla decisione di chiudere la discussione.
    1 punto
  38. E' un tema molto complesso e credo che tutta la Cultura dovrà prenderlo in considerazione. Io ho parecchie idee in merito. E queste idee sono in continua evoluzione. Ne lancio qui una, poi vediamo come evolve la discussione... Sicuramente è vera una questione. Nel caso dei collezionisti non c'è conoscenza senza possesso. O meglio il possesso è il motorino di avviamento della conoscenza. Arka
    1 punto
  39. partendo da un mio presupposto...io definisco FDC una moneta perfetta...senza segni ne colpi di nessun genere...altrimenti la definirei NON CIRCOLATA..( ma non FDC)... e ad oggi....non ho ancora visto uno scudo di Vitt. Em.II in VERO FDC..... la moneta mi sembrebbe non circolata , o circolata pochissimo, con dei difetti sicuramente dovuti alla cattiva "CONSERVAZIONE"...intendendo come conservazione...scusate il gioco di parole..il reale metodo di conservare la moneta...magari in una scatola assieme ad altre monete..causa dei graffi e segni di contatto; la classificazione che quindi vogliamo attribuirgli forse e' solo per avvicinargli un valore commerciale...ma che oggi come oggi penso che non vada di pari passo alla valutazione/ prezzo che riportano cataloghi o manuali io la reputo una bellissima moneta, che non sfigurerebbe in una collezione di monete, in una collezione cioe' che raccoglie delle testimonianze della vita passata..e ci ricorda per cosa e' nata la moneta stessa
    1 punto
  40. Fossi in te, aspetterei di trovarlo in circolazione :D http://www.lamoneta.it/topic/138377-trovato-in-circolazione-il-2-euro-grace-kelly/ Quello che voglio dire, è che monete come questa, che rappresenta, dal punto di vista economico (lasciando perdere per un attimo tutti i discorsi sul valore reale e la speculazione) il top delle monete in euro (oro escluso), costituiscono in genere un punto di arrivo per un collezionista, mentre tu vorresti partire da qui per una collezione ancora tutta da costruire, a quel che mi sembra di capire (dici che sarebbe il tuo primo acquisto). Naturalmente ognuno è libero di impostare la propria collezione come meglio crede, ma io ho sempre pensato che sia meglio farsi le ossa su monete comuni, per poi passare, gradualmente, alle più impegnative. Questo anche per l'euro, sebbene sia considerata una collezione "facile", e snobbata da molti. Se poi quello che più ti interessa è che "salgono sempre più di valore", anche questo è un punto su cui ci andrei molto cauto. Il valore di questa moneta, è gonfiato dalla speculazione (20.000 pezzi non sono poi così pochi, le monete davvero rare si contano nell'ordine delle decine), ma il giorno che la speculazione finirà (prima o poi finisce sempre), qualcuno resterà col cerino acceso in mano :rolleyes: petronius oo)
    1 punto
  41. Moneta con un appeal pazzesco, consiglio a tutti di mettere nel monetiere un pezzo del genere. Di deturpante c'è solo il segno grande a ore 3 del D/, tutto il resto per me conta in modo marginale.... @@Pendragon67 complimenti
    1 punto
  42. @@claudioc47 Avevi chiesto fotografie di un FDC? Queste sono le mie 2 lire del '42 secondo me in conservazione FDC. Ciao. Vince.
    1 punto
  43. quattrino Ferdinando Gonzaga - Duca VI periodo postcardinalizio per Mantova con Virgilio http://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-FR2/3
    1 punto
  44. DE GREGE EPICURI Sentite tante cose nuove. Lo sapevate perchè Augusto, già nel 42 a.C., cominciò a comperare vari terreni sul Palatino, e proprio in quella zona, per poi costruirsi la casa, oggi di nuovo visitabile? - perchè era una zona chic, dove già abitavano molti personaggi illustri; - perchè si diceva che lì sotto, nell'area palustre, si fosse arenata la cesta coi due gemelli, poi allattati dalla lupa; - perchè si credeva che poco sotto ci fosse il "lupercale", grotta che era la dimora della lupa amica ( e in effetti alcuni recenti carotaggi, non ancora seguiti da veri scavi, hanno individuato la presenza di una grotta). -perchè sono stati individuati resti di antichi insediamenti dell' VIII-VII secolo a.C., quindi del primo periodo di vita organizzata locale (la "capanna di Romolo" secondo il mito). -perchè si diceva addirittura che Eracle, recuperata la mandria di buoi di Gerione, l'avesse portata in quella zona, ospite di Evandro (Eu-andròs, la brava persona), ma fosse stato assalito da Caco (Kakòs, il malvagio), che però riuscì ad uccidere. Insomma Augusto, accorto come sempre, aveva scelto per la sua casa un concentrato di mitologia e di storia mitica di Roma!
    1 punto
  45. Questa moneta mi farebbe pensare più a Giulia Domna (o comunque ad un'augusta dei Severi) che non a Faustina II per due motivi: - Acconciatura senza la classica crocchia di Faustina II - Sul diritto si legge "CEΠTI", legenda che si trova generalmente sulle monete dei Severi. Cosa ne pensate? A parte questo per il momento non ho trovato su internet una moneta che corrisponda a quella postata...
    1 punto
  46. Buongiorno In un piccolo lotto di minuti acquistato di recente ho trovato questo... Il diametro è 1,2 il peso 0,39. Non vi sembra anomalo ?
    1 punto
  47. Buona serata EX NUMMIS HISTORIA ha titolato un suo libro un Amico presente nel forum; proprio dalle monete si arriva alla storia. Personalmente non vedo come si possa scindere le due cose; anzi, allargherei il concetto di storia; non solo quella relativa agli avvenimenti politici e sociali, ma anche a quelli economici di un dato stato e area geografica. Certamente non è così per tutti; c'è chi colleziona le monete per la loro iconografia e non gli interessa né di che nazione siano, né del periodo nel quale sono state emesse; altri per le dimensioni o per il metallo nel quale sono fatte .... insomma, c'è di tutto e più di tutto. Ognuno va dove lo porta il cuore, con le proprie priorità, capacità, gusto e fantasia. Saluti luciano
    1 punto
  48. sono d'accordo. Ma dietro la forma "libri mastri dei debiti/drediti in fiamme" c'era - a quei tempi - una sostanza . Ovvero venivano fuori le coperture finanziarie - in questo caso dalla Corona - per poter fare fronte a tale azione. Oggi si darebbe fuoco all'Erario senza avere né coperture né pensare alle conseguenze di tale gesto. Nel 1600/1700/1800 i Papi hanno governato lo Stato della Chiesa e soprattutto Roma esigendo imposte, facendo pagare diritti e imponendo un certo controllo , in compenso hanno fatto a gara ad abbellire la città Eterna (ma non solo) costruendo ponti, strade, fontane, acquedotti , piazze, palazzi , financo ferrovie (tra le prime in Europa). La Comunità pagava imposte ma al tempo stesso si arricchiva di investimenti che non solo rappresentavano delle infrastrutture importanti utilizzate ancora oggi ma generavano un ritorno economico perché impiegavano maestranze cui veniva dato lavoro e compensi che poi tornavano nel circolo economico dell'epoca. La maggior parte dei palazzi romani occupati dalle istituzioni piu' importanti sono - qualcuno se ne sorprenderà - fatti fare dai Papi. Sul forntone dell'ingresso al Quirinale c'è un insegna scolpita nel marmo , che per fortuna non è stata fatta tirare giu' né dai Savoia, né dalla Repubblica , e porta scritto : PAVLVS V PONT. MAX. FECIT Anche il palazzo dell Consulta - accanto al Quirinale - era un palazzo dei Papi. All'epoca ci sarà stato anche un po' di sfruttamento e le imposte le pagavano tutti , ma che gestione della città... I papi saranno certamente stati dei privilegiati con tutta la loro corte .. ma tutta la città ne traeva beneficio.. C'era sicuramente la piaga del nepotismo , ma ben venga rispetto alle miserie luride di quello che trafficanti di infima lega - che purtroppo sono stati lasciati fare e tollerati da politicanti indegni della loro funzione - che ci tocca sopportare oggi, quando du secoli di storia dopo, con tutta il sapere e la tecnologia e il progresso che questo tempo ci avrebbe dovuto dare, ci ritroviamo ad essere gestiti ben peggio che sotto quello che viene ritenuta la gestione oscurantista del papato...(o dei Borboni.... sigh..)
    1 punto
  49. Ciao @@ART e ben ritrovato.Sul fatto dell'importanza di questo avvenimento io non discuto. Non riesco a quotare il tuo intervento precedente ma e' su quello che ti dico alcune mie impressioni. Il fatto che NESSUN paese uscira' dall'Euro non e' ben chiaro a molti,putroppo. Io so benissimo,e pure tu lo sai perche' hai conoscenze in materia,che ne la Grecia ne il Portogallo ne nessun altra nazione usciranno mai dall'Euro. Le motivazioni sono chiarissime soprattutto per chi ci capisce qualcosa(sarebbe un fallimento palese della moneta unica,la stessa Grecia si troverebbe a dover affrontare grossissime spese sia per il riconio sia per lo spread dei tassi d'interesse tra le due valute e poi tantissimi altri motivi a me chiarissimi) Detto questo,quoto in toto il tuo intervento,mettendo l'accento sull'ultima parte dove parlavi del bisogno di riformare la BCE. Cosi' com'e' non funziona o comunque funziona molto male. Lo sai benissimo anche te. Prenderei a calci(in modo figurato sia chiaro)tutti i giornalisti che continuano a marciare sulla fragilita' dell'Euro e sulla fragilita' dei paesi che lo hanno adottato,attribuendo allo stesso Euro la colpa dei problemi che molti paesi hanno. Vorrei chiarire che: 1)se la Grecia dentro l'Euro ha problemi,sicuramente se avesse avuto ancora la Dracma sarebbe gia' stra-stra fallita. 2)l'Euro e' una valuta debole??Ma ne siamo sicuri?? Ma andate a vedere le riserve sempre piu' cospicue di Euro che tanti paesi in via di sviluppo(mercato asiatico in primis)cominciano,ormai da anni,ad avere di Euro. La stessa Russia dopo l'embargo per la questione con l'Ucraina che ha causato una pesante svalutazione del Rublo,ha comunciato a rifornirsi di Euro. Non di Dollari o Sterline. Se la moneta fosse cosi' debole non credo che nessuno lo farebbe o lo avrebbe fatto. 3)l'Euro rappresenta l'Unione Europea nei mercati finanziari.Bene,dovete sapere che l'unione Europea ha il piu' alto PIL al mondo.I Paesi dell'UE insieme rappresentano la prima forza al mondo in quanto a potere economico e finanziario. Siamo ancora sicuro che sia una valuta cosi' "stupida"? Boh..io qualche domanda me la farei. La mia non vuol'essere una sentenza sia chiaro. Ma non e' neanche un parere personale. Sono dati,chiari e obiettivi accessibili a chiunque abbia voglia si informarsi bene prima di parlare. Poi che siano stati fatti degli errori questo e' chiaro.E' palese,e' scontato e pure ovvio. Cari giornalisti allarmisti mettetevi l'anima in pace:nessuno stato uscira' dall'Euro. E anzi:presto ne avremmo dei nuovi. Un saluto
    1 punto
  50. Sto seguendo con molto interesse tutta la discussione e vi risparmio la mia indignazione che non porterebbe nulla di costruttivo alla stessa. Ho solo una considerazione da fare, Mi pare di capire che normalmente chi si trova inguaiato in queste faccende si affida al proprio legale di fiducia che praticamente parte da zero, non essendosi mai imbattuto in casi del genere. Succede quindi che ogni legale sviluppa una propria strategia di difesa che può portare al successo ma anche all'insuccesso se la strategia non è corretta. Non c'è un legale che sia anche un numismatico (e quindi a conoscenza di tutte le sfumature di questo nostro hobby) che ci possa difendere in caso di sequestro? Io penso che se avessimo 4 o 5 nomi (o anche di più) distribuiti sul territorio nazionale di avvocati numismatici ai quali affidarci risparmieremo sicuramente tempo (conoscendo loro già le procedure da adottare evitando di sbattersi la testa di quà e di là) e forse anche denaro in virtù della loro preparazione specifica rinforzata dall'esperienza acquisita in casi analoghi già risolti. Il forum potrebbe farsi carico di acquisire i nominativi di questi legali in una sorta di elenco inserito da qualche parte E' chiaro a tutti ormai che se hai un buon legale in Italia hai già praticamente vinto! Maurizio
    1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00
×
  • Crea Nuovo...

Avviso Importante

Il presente sito fa uso di cookie. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie, dei Terms of Use e della Privacy Policy.