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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/17/12 in tutte le aree
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Ragazzi, non per fare il pedante ma ci sono DECINE di discussioni che affrontano queste domande e le risposte date dagli esperti sono sempre le stesse. Basta leggersi un po' di discussioni vecchie in questa sezione, oppure lanciare una ricerca nella sezione utilizzando il form in alto a destra.3 punti
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Ringrazio il caro amico Skubydu, cittadino comasco, se ho avuto un paio di lavori del prof. De Marinis che permettono di gettare un po’ di luce sul famoso dracma (o didracma) etrusco trovato a Prestino e già accennato nell’altra discussione aperta da Magdi. Per fornire un quadro il più esaustivo possibile su tale importante ritrovamento e in attesa del noto lavoro di Vecchi, riporto quanto sotto. Da: Prof. Raffaele De Marinis (docente di Archeologia all’Università di Milano). La civiltà di Golasecca: i più antichi Celti d’Italia, 2007 Dattiloscritto (di 125 pagine) a diffusione ristretta, a uso esclusivo degli studenti che devono sostenere l’esame di Paleotnologia. Nota: Per una idea della civiltà di Golasecca, vedasi: http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_di_Golasecca La moneta etrusca di Prestino (foto tratta da R. De Marinis, Prestino, Via Isonzo, in: Como fra Etruschi e Celti, Società Archeologica Comense, 1986, p. 113-120) Nel 1981 nel corso degli scavi nell’abitato protostorico della zona di Prestino (via Isonzo, area I.A.C.P.) è stata rinvenuta una moneta etrusca della zecca di Populonia. Si tratta di una dracma d’argento con il Gorgoneion e il segno di valore X (= 10) sul diritto, e il rovescio completamente liscio. La moneta presenta una superficie usurata e non è ben conservata, il peso attuale è di gr. 7,3, leggermente inferiore a quello originario. Il rinvenimento è avvenuto alla base dello strato 3, nel q. B, in associazione con materiali del G. III A 2 (seconda metà del V secolo a.C.). La moneta di Prestino appartiene alla più antica serie argentea anepigrafa con Gorgoneion di Populonia, della quale si conoscono soltanto una trentina di esemplari sparsi in musei di una decina di città europee (fra cui Firenze, Roma, Milano, Londra, Oxford, Cambridge, Parigi, Berlino), ma sempre privi di un preciso contesto archeologico, trattandosi di vecchi ritrovamenti ottocenteschi o di acquisizioni dal mercato antiquario. La scoperta di Prestino riveste così un carattere eccezionale, innanzitutto perché permette di datare alla seconda metà del V secolo a.C. l’inizio della monetazione regolare di una zecca pubblica in Etruria, inizio che alcuni studiosi di numismatica, anche autorevoli, ponevano in età molto più recente. In secondo luogo per il fatto che la circolazione della moneta etrusca è limitata all’interno dell’Etruria. Quella di Prestino è l’unica moneta etrusca scoperta a nord dell’inizio delle valli appenniniche della Toscana e rappresenta il documento più concreto dell’arrivo a Como di mercanti etruschi. Le dracme con Gorgoneion e segno X hanno un peso medio oscillante tra 7,8 e 8,2 gr., con variazioni da 6,9 a 8,7. Si conoscono alcuni valori frazionari corrispondenti a ½, ¼ e 1/10 di dracma. Il sistema ponderale utilizzato sembra essere quello originario della Mesopotamia (un siclo = 8,3/8,4 gr., 60 sicli = 1 mina, ca. 498/504 gr.), diffusosi ampiamente in Grecia e nel mondo Mediterraneo. Successivamente, nel corso del IV secolo, vi fu una riforma con dimezzamento del valore, per cui sotto il mento del Gorgoneion compare il segno XX (= 20), mentre i pesi oscillano tra 7 e 9 gr., con valori medi intorno a 7,9-8,5 gr. e la dracma con segno X viene coniata con un peso di ca. 4,3 gr., corrispondente al peso della dracma attica. Di questa seconda serie della zecca di Populonia si conoscono quasi 700 esemplari, ritrovati oltre che a Populonia, Roselle, Vetulonia, lungo la costa maremmana, nell’area delle Colline Metallifere e a sud fino a Tarquinia. Le prime monete sono apparse verso il 600 a.C. nel regno di Lidia e dalla metà del VI secolo l’uso della moneta coniata d’oro e d’argento si diffuse rapidamente in gran parte del mondo greco. E’ la conclusione naturale di un processo di lunga durata, che aveva già visto l’uso monetale del metallo nelle civiltà del III e del II millennio a.C. della Mesopotamia, dell’Egitto, della Siria e Palestina. Come documentano i codici delle leggi ed altre fonti scritte, in Mesopotamia l’argento pesato era utilizzato come mezzo di pagamento di ammende, tassi di prestito, tasse, tributi e salari e come mezzo di computo del valore di differenti beni. Lo stesso fenomeno è ben documentato anche in Egitto, in cui all’argento si affiancano l’oro e soprattutto il rame. Determinate quantità di metallo erano usate come moneta per effettuare direttamente i pagamenti, ma ancora più spesso il metallo rappresentava soltanto il mezzo di computo del valore di tutta un’ampia gamma di beni nelle transazioni tra privati. Ad es. da un testo del villaggio degli operai della necropoli reale, a Deir el Medina, apprendiamo che un tale ha comprato un bue valutato 50 deben di rame, ma il pagamento è stato fatto con 5 deben di olio, 10 di abiti, 30 di grasso e solo 5 deben sono stati versati effettivamente in rame (un deben corrispondeva a 91 gr, quindi il bue valeva 4,55 kg di rame). Da questo esempio appare chiaramente che il metallo esprimeva l’unità di valore senza intervenire necessariamente nelle transazioni. La comparsa della moneta coniata, con forma e peso definiti, una iconografia e una legenda che permettono di identificare l’autorità che l’ha emessa e ne garantiscono il valore, semplifica enormemente il sistema delle transazioni, come aveva già scritto Aristotele (Politica, fr. 1257-a : si passa dai pezzi di argento pesato alla moneta per evitare di compiere ogni volta l’operazione della pesatura), e risponde alle esigenze di un intensificarsi degli scambi internazionali e ancor più di quelli interni alle singole comunità (le transazioni di piccola scala per la vita quotidiana). Altri fatti, tuttavia, hanno concorso alla nascita e alla diffusione della moneta, le esigenze delle autorità cittadine o statali di pagare il soldo di truppe o di ciurme delle navi diventate sempre più numerose con conseguente necessità di un sistema più semplificato che non la pesatura dei metalli. Inoltre, l’autorità poteva imporre una sopravvalutazione del valore della moneta coniata rispetto al metallo grezzo, ad es. l’argento, di cui controllava la produzione. Nel V secolo a.C. l’economia della maggior parte delle città greche, in particolare Atene, Corinto, le città della Sicilia e della Magna Grecia, utilizza comunemente lo strumento della moneta. Solo Sparta, la città conservatrice per eccellenza, continua a usare il metallo a peso (gli spiedi di ferro in questo caso) e inizierà a battere moneta soltanto nel III sec.a.C. Nella protostoria italiana è corrente l’uso del rame o del bronzo come moneta (aes rude). Secondo Timeo (apud Plinio, N.H., 33,43) Servio Tullio per primo marchiò il bronzo. Il passo si riferisce all’ aes signatum con il ramo secco, che era la nota pecudum (cioè il marchio per il bestiame), da cui la parola pecunia (da pecus, capo di bestiame). L’introduzione della moneta coniata avvenne gradualmente sotto l’influenza delle colonie greche, prima in Etruria e quindi a Roma. Nel V secolo a.C. l’Etruria Padana e i territori delle civiltà di Golasecca e di Este non conoscevano ancora la moneta coniata. Gli scambi avvenivano per mezzo dell’ aes signatum con il simbolo del ramo secco, e dell’ aes rude, frammenti di bronzo staccati da verghe o pani di forma definita ma privi di contrassegno, il cui valore era determinato unicamente dal peso. Nell’abitato protostorico dei dintorni di Como sono stati rinvenuti numerosi frammenti di aes rude. La funzione monetaria del bronzo pesato è ricordata dalle fonti antiche ed è riconoscibile nell’etimologia della parola stipendium (stips + pendo = pesare la moneta, in origine una verga di bronzo). Questo è quanto scritto dal prof. De Marinis (e credo che Italo Vecchi, nel suo prossimo lavoro, non sarà molto d'accordo....). Gli scavi archeologici di Prestino iniziarono nel novembre 1980 e durarono, con quattro campagne, fino al 1985 ed erano dettate dalla necessità di esplorare il sito a seguito dei lavori per la costruzione di un edificio destinato ad alloggi per la Guardia di Finanza. Gli scavi hanno chiarito che tale area fu frequentata solo durante le fasi G. III A1 e G. III A2 e non è stato trovato nessun reperto riferibile alla fase G. III A3 (l’ultima della civiltà Golasecca, che praticamente terminò nel 391-386 a.C. con le violente invasioni di Galli d’Oltralpe, che interruppe anche la proficua collaborazione tra i locali Galli italiani e gli Etruschi della pianura padana). Dopo la fase G. III A2 (per meglio comprendere le fasi della civiltà Golasecca, consultare il suddetto link con Wikipedia), apparentemente ci fu una fase data da un nuovo spianamento e livellamento dell’area con massicci materiali di riporto. Questa nuova fase archeologica è databile alla seconda metà del I secolo a.C. (e quindi in piena epoca romana) per la presenza di frammenti di anfore romane. Quindi in realtà gli interventi di epoca romana e in seguito i lavori agricoli hanno intaccato gli strati dell’età del Ferro e sono responsabili della non buona conservazione di molte delle strutture preromane. Non so ancora riuscito a capire bene, dai due lavori finora a me disponibili, le esatte circostanze del ritrovamento del dracma di Populonia, se in strato sufficientemente intatto oppure molto rovinato da successivi lavori di età romana. Resta comunque un ampio intervallo temporale sulla frequentazione del sito e in effetti appare molto più verosimile che il dracma etrusco sia contemporaneo alla fase G. III A2 e quindi risalente alla fine del V secolo piuttosto che magari perso in epoca già romana durante i lavori di ripianamento per uso agricolo.2 punti
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Ciao a tutti. Vagando tra le discussioni del forum, mi è capitato spesso di leggere messaggi davvero "strani". Sperando di non offendere gli autori degli stessi, ho pensato di raccoglierne alcuni in questa discussione con l'intento di strappare un sorriso. Salve, ho una moneta iraniana datata 1909 in oro e vorrei sapere quanto vale ed eventualmente se ci fosse qualcuno interessato a comprarla sarei disposta a venderla. Ho provato a fotografarla ma la foto è venuta male!! Grazie Come si fa a distinguere tra magnetica e non? La cosa che mi stupisce invece è che non sapevo facessero tarocchi [inteso come falsi, n.d.a.] anche di monete vecchie. Vorrei sapere il valore delle seguenti monete: […] -papa ioannes paulus II valore di 200 lire la data è segnata in numeri romani....e io non li so leggere Come le lavo con l'acetone, basta che le tengo immerse per un paio d'ore o devo usare uno spazzolino? Le monete in argento e' molto più facile vedere se sono vere, perché pesano di più come il nickel o il rame... l'oro non so come si fa a capire!2 punti
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mi pare una bella ladrata! che senso ha far uscire queste coincard anni dopo l'emissione? ovviamente per fare soldi e specularci sopra2 punti
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Annia Aurelia Galeria Lucilla Era una dei 13 figli di Marco Aurelio e Faustina Minore - I suoi nonni materni erano Antonino Pio e Faustina Maggiore, i nonni paterni, invece, Marco Annio Vero e Domizia Lucilla. Nacque a Roma il 7 Marzo tra il 148 e il 150d.c. . Ricevette il titolo di Augusta nel 164 quando si sposò con Lucio Vero (fratello di adozione di Marco Aurelio e co-imperatore) a Efeso, dov'era impegnato assieme al fratello contro i Parti. Passava la maggior parte del tempo a roma anche quando il marito era nelle provincie. Da Lucio ebbe 3 figli. Alla morte di quest'ultimo Marco Aurelio la obbligò a sposare Tiberio Claudio Pompeiano Quintiliano, un cittadino romano nato in Siria due volte console e alleato politico del padre. Vi è da dire che, però, Lucilla e la madre erano contrarie a questo matrimonio, Lucilla stessa avrebbe preferito un'uomo più giovane. Nel 170 diede alla luce Pompeiano. Lucilla e il nuovo marito seguirono Marco Aurelio nella campagna militare nel Danubio fino a quando il padre morì e divenne imperatore Commodo, per lei ogni speranza di tornare nuovamente imperatrice era oramai svanita. Divenne gelosa del fratello e della cognata per via degli onori a loro tributati ed era preoccupata per il comportamento instabile del fratello (?). Nel 182 un gruppo composto da Lucilla, la figlia del primo matrimonio, un nipote, il proprio cugino paterno, il console Marco Numidio Quadrato e la sorella Numidia Cornificia Faustina pianificò l'assassinio di Commodo, Quintiliano fu fermato dalle guardie ma la fatidica frase da lui detta prima di colpirlo "Qui c'è il pugnale che ti spedisce il senato" fece sì che Commodo risalì ai mandanti: fece uccidere Quadrato, Lucilla, la figlia e la sorella del console vennero esiliate a Capri, dove Commodo manderà, l'anno successivo, un centurione per ucciderle. Lucilla aveva circa 32 anni. Vediamo Lucilla nelle monete. Sono visibili cambiamenti del volto sulle monete in quanto le prime monete a suo nome sono state coniate durante la sua giovinezza (sposò Lucio quando aveva 14-16 anni). Iniziamo con l'oro Argento Bronzo Spero sia una gradevole lettura. Saluti, ggpp The Top.2 punti
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Buon giorno a tutti... Dopo aver realizzato delle schede scaricabili per la raccolta di tutte le 500 Lire Caravelle, a gentile richiesta di @@prtgzn ho realizzato anche le schede per la raccolta di tutte le Commemorative in Argento dal 1974 al 2001... Consiglierei di stampare le pagine su cartoncino con formato Larghezza 20,2 cm x Altezza 25 cm...queste misure sono adatte a raccoglitori UNI della Masterphil e fogli correlati a 12 caselle... Spero di aver fatto cosa gradita e per qualsiasi domanda chiedete pure... Ciao Daniele P.S. Per salvare le schede basta cliccare con il tasto destro del mouse sul foglio interessato e cliccare su "Salva con nome"... Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us1 punto
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Sfogliando... MARIO LANFRANCO. Solerte funzionario; Direttore della R.Z. dal 1910 al 1929. Nella Direzione della R. Zecca. - L’ing. Mario Lanfranco ha lasciato per motivi di salute, nello scorso mese, la Direzione della R.Zecca. Il nome di Lanfranco rimane legato alla rinnovazione della nostra officina monetaria nazionale, ed al movimentato periodo di emissioni che hanno caratterizzato il regno attuale, anche a causa della grande guerra. Nominato nel 1910 direttore della R.Zecca, si recò all’estero per studiare gli ordinamenti e gli impianti tecnici delle migliori zecche,organizzando rapidamente le installazioni nel nuovo palazzo di via Principe Umberto, tanto che nei primi mesi del 1911, ricorrendo il cinquantenario nazionale, si potevano all’augusta presenza del Re iniziare le lavorazioni monetarie. E’ da rilevare che, impiantandosi la Zecca del Regno, il Lanfranco ebbe cura di introdurvi tutti i migliori meccanismi ed i più rigorosi ed economici metodi di lavoro in modo che fu possibile affrontare il grande problema della rinnovazione dei tipi monetari. Come è noto, i primi tipi rinnovati nel 1911 sono stati quelli dell’argento (modello I° e 2°, del Calandra) del bronzo (modello del Canonica) del nichel da 20 centesimi (modello del Bistolfi); i tipi invece dell’oro (modelli del Boninsegna) uscirono soltanto nel 1912. Nel 1917 essendosi dovuto sospendere prima le monetazioni d’argento perché il valore intrinseco di esso aveva raggiunto e superato il suo valore monetario, ed in seguito anche le altre monetazioni per la rarefazione dei metalli bronzo e nichel, occorrenti per usi bellici, la Zecca fece studi per una grande monetazione nel metallo ferro-nichel (lega di ferro col 25 per cento di nichel) che però non diede felice risultato. Questa monetazione era stata ordinata dal Ministro Nitti, mentre il Direttore della Zecca propendeva per una monetazione in nichel puro, della quale esponeva i vantaggi con una lunga relazione che non fu approvata. Nei primi mesi del 1918 la minuta circolazione erasi ridotta in tristissime condizioni perché il bronzo monetario veniva in larga scala incettato per essere esportato o preso come già era successo nel 1917 con l’argento per la parte che non erasi fatto in tempo a ritirare dalla circolazione. In tali frangenti urgevano provvedimenti efficaci ed immediati ed il Lanfranco propose alla Direzione Generale del Tesoro di rimettere in circolazione con nuove impronte le vecchie monete di nichel misto (cupro nichel) coniate nel 1894 col tipo Speranza, e poi ritirate dalla circolazione per essere sostituite colle monete di nichel puro, tipo Bistolfi. Siccome però una parte di queste monete già era stata alienata, così per rimettere in circolazione quella ancora accantonata dovevansi prima cambiare le impronte. A tutta prima sembrava che fosse necessario rifondere le vecchie monete ed utilizzare le paste per fabbricare i nuovi tondelli da coniare. Ma invece si ristamparono le vecchie monete direttamente, senza preventiva rifusione, assogettandole ad un trattamento tecnico molto semplice ed economico. Con questa geniale innovazione non solo l’Erario potè risparmiare parecchi milioni di lire come costo di fabbricazione dei tondelli, ma si potè immettere subito nella stremata circolazione della piccola moneta un rinsanguamento di monete d’appunto che valse a superare felicemente la grave crisi che colpì nel 1918 tutti gli stati belligeranti. Terminata la guerra, la Zecca era chiamata a provvedere al rinnovamento e alla sostituzione delle monete di bronzo con alzamento di valore cioè con variazione di peso, e di composizione chimica; ed alla sostituzione dei buoni di carta da 1 e 2 lire con valuta metallica. Qualche stato estero aveva adottato per la sostituzione dei suoi buoni di carta una lega di rame e alluminio di color giallo: da noi si prescelse il nichel puro utilizzando le forti scorte residuate dalla guerra. Però la lavorazione del nichel puro non era stata ancora trattata industrialmente su vasta scala in Italia e le difficoltà che si dovettero affrontare furono gravi, ma tenacemente e felicemente superate, ed ora la nostra grande industria metallurgica può contare al suo attivo anche la lavorazione in lastre e tondelli di nichel puro. Di questo torneremo a parlare prossimamente. Con le nuove monete di 1 e 2 lire, e col nuovo tipo da 50 centesimi di nichel puro, e con la sostituzione dei nominali di bronzo il poderoso macchinario della Zecca lavorò in pieno, raggiungendo una produzione veramente enorme. Infine, decisa dal Governo Nazionale la stabilizzazione della lira, dovendosi sostituire i vecchi biglietti da 5 e 10 lire con monete d’argento veniva affidata alla Società Metallurgica Italiana la fabbricazione dei tondelli d’argento; la vigilanza tecnica di questa grandiosa lavorazione (quasi mille tonnellate) fu affidata al Lanfranco che organizzò le officine della Zecca in modo da poter coniare più di un miliardo di lire in meno di due anni, lavoro questo veramente ingente che in altri tempi avrebbe assorbito l’opera della Zecca per un periodo di almeno dieci anni. Non vogliamo mancare, infine, di rilevare come il lavoro compiuto dal Lanfranco sia stato giustamente valutato dalle superiori gerarchie, ed apprezzato all’estero, dove si seguirono con interessamento le coniazioni delle nostre monete di nichel puro che presentano, come è noto, non comuni difficoltà per la durezza del metallo e per i forti rilievi delle impronte. Tutte le nuove monete coniate dal 1911 ad oggi sono state precedute da prove ed esperimenti di coniazione che per i numismatici presentano molto interesse perché servono a segnare il cammino percorso nella creazione della moneta. L’ing. Lanfranco ha raccolto i dati e gli elementi più interessanti sulla creazione di queste prove in un suo importante lavoro, illustrando anche le prove e i progetti di monete coniate dai suoi predecessori a partire dalla proclamazione del Regno. Siamo lieti di annunziare che la Rassegna Numismatica avrà il privilegio di pubblicare nei suoi fascicoli, a cominciare fra qualche mese, tale importante lavoro che per la sua documentazione di primo ordine resterà assolutamente definitivo. Il lavoro sarà pubblicato a puntate, nel 1929 e per alcuni mesi del 1930. Nel rivolgere al benemerito funzionario, al valentissimo tecnico il nostro saluto cordiale, esprimiamo il desiderio che, dopo un periodo di riposo necessario alla sua salute, egli possa, anche in un altro ramo della amministrazione, essere chiamato dal Governo fascista a rendere a lungo i suoi servigi al Paese. (tratto da Rassegna Numismatica 1929 pp. 145-146-147 visibile on-line grazie a Rongom) Saluti, N.1 punto
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Ricevo questa segnalazione dall'amico Sergio, roth37, che, probabilmente a causa dei lavori in corso, ha difficoltà a inviare messaggi. Un nuovo lavoro, curato da Sergio Rossi (Roth37) e Massimo Giacomazzo (Lepanto2011), e dedicato a Matilde di Canossa, è stato pubblicato sul sito www.roth37.it. Ecco quanto ricevuto da Sergio Buona lettura a tutti e complimenti agli autori. petronius :)1 punto
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Salve a tutti. Scrivo questo post a nome del CGN per spiegare un po' cosa è ed in cosa consiste questo nuovo Premio, che risulta abbastanza recente nella sua formazione. Il Circolo Giovani Numismatici ha deciso di affidare al nostro Forum "Lamoneta.it" una piccola targa di riconoscimento per aver posto particolare attenzione alla diffusione della Numismatica tra i giovani, insieme ad altri Enti che hanno ricevuto lo stesso riconoscimento. Ci è sembrato giusto motivare questo gesto, che è innanzi tutto di ringraziamento verso coloro che hanno portato avanti queste iniziative e che ci hanno incentivato, e renderlo anche pubblico partendo da questa piccola discussione che vuole essere solamente un preambolo per ciò che verrà effettivamente recapitato al Forum da parte di tutto il CGN. Era stata scritta una lettera introduttiva a detto premio che spiegava le motivazioni più nel dettaglio e che riassume un po' anche lo spirito del Circolo nel porsi nei confronti di questa prima edizione. Ne approfitto per lasciare qui di seguito una copia della lettera che accompagnerà la targa di premiazione dove si possono leggere in dettaglio tutte le motivazioni che il CGN riconosce al Forum. Spero che l'iniziativa sia gradita all'intera, grande comunità di Lamoneta.it. Un grazie di cuore dal CGN.1 punto
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al sud,vedevano il golfo,con giu,un posto dove chi era un campamento genovese in bordo di mare........!! :) ........per ricevere marcenzia,e esportare roba.......malgratto li uruli del vento,e il mare smontato,giu,a quel posto,le saete potevanno arrimarssi,e cosi anche messe al secco su la rena.....1 punto
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Il fatto che tu l'abbia pagato 500 euro taglierebbe abbastanza la testa al toro, nel senso che o il venditore e' un completo incompetente (difficile) oppura aveva anch'egli molti dubbi e non e' stato quindi onesto con te. La moneta infatti se autentica in quelle condizioni e' un pezzo da circa 10000 euro. Detto cio' e' comunque un ottimo falso, abbastanza inquietante, non tanto per te, che alla fine l'hai pagato poco per il pezzo che dovrebbe essere... ma per qualcun altro.... Infatti e' stato abbastanza facile rintracciare la probabile matrice da cui potrebbe essere partito il tutto per il fatto che questo ritratto di Ottaviano e' diverso da tutti gli altri visti su questa emissione. E' un ritratto in stile molto fine ma con dei capelli molto particolari, strani, un ritratto che alla fine non sembra neanche Ottaviano. Esiste solo un altra moneta con questo conio, almeno per quanto disponibile su internet, ed e' l'esemplare NAC52, di cui allego una foto. Aggiudicato a ben 19000 CHF. Da notare come le legende sfumino esattamente negli stessi punti (notate la S di IVLIUS come sfumi in modo identico) per cui per me siamo di fronte con buona probabilita' a un clone. Considerato pero' la particolarita' del ritratto di Ottaviano e il fatto che non ci sono altre monete con questi conii, molto elaborati considerando un emissione solitamente un po' rozza e dall'aspetto provinciale, non sarei tranquillissimo neanche se fossi l'acquirente del pezzo NAC da 19000 CHF. O per lo meno lo farei controllare moolto bene ora...1 punto
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tienitela bella stretta... se realmente si tratta di un errore di stampa, ma la banconota è originale vale un bel pò a livello collezionistico e varrà ancora di più col passare del tempo1 punto
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Per poter mettere un annuncio devi avere al tuo attivo 5 messaggi. Ora hai raggiunto la tua quota e dovresti poterlo aprire. Vai in alto nel Home Page, vedrai un pulsante dove c'è scritto "Annunci", cliccaci e segui la procedura che è semplice ed intuitiva. Se troverai difficoltà scrivimi, cercherò di aiutarti meglio che potrò. Ciao, Giò1 punto
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Eccola, in tutta la sua splendida regalità. PS: cliccate per ingrandire.1 punto
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No,non ti lascio solo caro amico mio,hai detto bene è anche un esperimento questa discussione, ma questa sfida il collezionista la deve vincere, non abbiamo nulla da temere, rivendichiamo il diritto e il piacere a collezionare e anche mostrare agli altri, alla fine è un servizio civico, per tutti : Ma veniamo alla moneta, la moneta è simbolica, perchè l'ultima emessa dalla zecca di Milano, fu battuta negli anni 1890-1891 per la Colonia Eritrea : 50 centesimi, 1890, argento, gr. 2,50 D/ Semibusto coronato e in uniforme R/ Valore in italiano, amarico e arabo, sotto due rami di alloro Provenienza ASTA CRONOS 6 - Primavera 2012 - lotto 5861 punto
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Oh che bel topic ! Beh il mio acquisto è un pezzo che ha una storia da raccontare (non siamo macchine), forse non tanto un "affare" economico, ma.. Questo è un solido del 464 d.C ca. che raffigura l'imperatore Leo I, sul rovescio la vittoria tiene una spada la cui elsa è una croce. L'ho preso recentissimamente per il primo Natale di mio figlio Leonardo e lo regalerò a sua madre*... Tra l'altro Kunker è stato gentilissimo a spedirmelo in gran fretta (una settimana e già l'avevo) dopo aver loro spiegato che mi sarebbe servito per confezionare un gioiello monetale da regalare questo Natale :) * P.S. speriamo non preferisca un profumo!!! :D1 punto
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Un concetto giusto. Un esempio lampante lo vediamo nelle monete arcaiche incuse della Magna Grecia. Non erano tutte dello stesso piede ponderale e grosso modo possiamo identificare un piede attico e un piede focese (vado a memoria e posso sbagliarmi). Un elemento unificante era la comune origine della stirpe greca che ha fondato la città, per cui effettivamente alcune città avevano uno stesso piede metrologico e altre, magari alcune più vicine, ne avevano diverso. Solo col tempo e progressivamente, per ragioni principalmente economiche, ci fu una confluenza verso un più comune piede metrologico, ancora maggiore con la dominazione romana....1 punto
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Nella sezione dei bollettini del CNN http://www.ilportaledelsud.org/bollettini.htm nel sito www.ilportaledelsud.org è stata pubblicata on line una ricerca d'archvio interessantissima del 1967 a firma Renato Gaudioso relativa alla rara medaglia del 1862 per la visita alla zecca di Napoli dei principe di Piemonte e del duca d'aosta. http://www.ilportaledelsud.org/bcnn1966_3.pdf . Buona lettura a tutti. Francesco1 punto
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Eppure quando assalgono o rubano qualcosa in qualche luogo istituzionale statale o alle banche li prendono quasi sempre... Forse li é più semplice ?1 punto
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Il primo problema è l'incursione in quello che è uno spazio privatissimo e dovrebbe essere inviolabile; il danno si verifica anche se non asportano niente. Cassettiere aperte, abbigliamento per terra. Poi i ladri sanno benessimo che la maggioranza della gente nasconde i bei più cari nella camera da letto o nel bagno. La conseguenza è un senso di violazione che rende insicuri per molto tempo. Il secondo problema è che in caso di furto (ed a me è successo) comprendiamo che esiste anche la "superproprietà". Voglio dire che ci sono beni ai quali sono "attaccati" ricordi: ad esempio l'orologio che ti hanno regalato per la tua prima comunione. Beni che non puoi ricomprare. Polemarco1 punto
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Ciao, come non possono fare niente? Prendere impronte? Se rintracciano la refurtiva risalire ai rei? Intrecciare dati con altri reati analoghi? Bisogna ASSOLUTAMENTE dare evidenza denunciando l'accaduto. Se vengono denunciati meno reati allora le statistiche (che sottostimano sicuramente il fenomeno) che tanto interessano ai papaveri non riflettono la gravità del problema! Slavo sguazzarci i giornali con i titoloni quando ci scappa il morto... E' chiaro che non possono garantire di trovare quanto sottratto o i rei ma quantomeno ricavano dati per archivio e hanno evidenza dell'aumento del fenomeno! Ciao Illyricum :)1 punto
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Molte monete vengono coniate anche oggi con un foro al centro : risultano più leggere e si ottiene un rispamio di metallo(i). Questo foro praticato su di un lato è stato fatto successivamente : un uso anche questo assai comune per usare la moneta come ciondolo, ornamento, talismano.1 punto
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Sempre molto belli questi medaglione che ultimamente ci mostri (anche se un pò barocchi e ridondanti per il mio gusto) : sono veri e propri piccoli bassorilievi che denotano una abilità non certo comune nei loro autori. Le figure e gli sfondi si stagliano a vari livelli, dando un senso di profondità,in alcuni casi di tridimensionalità. Belli !1 punto
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Credo che non si sappia con esattezza. Era un modo per identificare una certa fase del processo di coniatura (il lotto? gli operai? il giorno?) con il (probabile) fine di controllarla, ma di più credo che non sia possibile supporre1 punto
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...bello il reale!! ho provato a cercarne uno bellino a verona ....ma nulla!! tutte conservazioni bassissime!! questo è decisamente apprezzabile! complimenti! renato1 punto
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E' una bella monetina. Conservazione o meno è comunque un pezzo collezionabile.1 punto
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Il Vecchi in realtà non ha posizioni proprie. Il suo é un lavoro di sintesi. Il riferimento al Catalli, ed al Medagliere di Firenze, mi ha fatto scattare una bizzarra idea: un referendum! E' tardi ma non dovrei impiegarci molto tempo: vediamo che dicono le SNG a proposito della Gorgone. Non tutte le SNG, ovviamente, solo quelle che ho per le mani. Ogni integrazione é la benvenuta. La datazione riportata si riferisce alla serie da X unità, salvo specificazione contraria. SNG v. IV Fitzwilliam Museum Leake and General Collections, I, 1940 - Non sono presenti gorgoni da X. Alcune da XX. Nessuna datazione proposta. SNG American Numismatic Society, Etruria-Calabria, 1969 - Nessuna datazione proposta. SNG Deutschland, Muenchen, 2, 1970 - Non sono presenti gorgoni da X. Due da XX: Etwa 350-265 v. SNG Danish National Museum, Italy, 1981 - Non sono presenti gorgoni da X. Solo una da XX: c. 350-265 B.C. SNG Italia Milano, vol. II, Catalogo a cura di N. Vismara, 1990 - Seconda metà V secolo a.C. - fine III secolo a.C. SNG France 6.1, Bibliotéque Nationale, Catalogo a cura di A.R. Parente, 2003 - Milieu du Ve s. av. J.-C. SNG Italia Firenze, vol. II, Catalogo a cura di F. Catalli, senza data - Ca. 400 a.C (HN Italy); ca. 215-211 a.C. (Vecchi) Insomma, sembra quasi una caricatura, ma ti pare che la datazione bassa, per quanto in alternativa, venga data solo dalle SNG "italiane"? (é una provocazione, lo so, e me ne scuso :) )1 punto
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Caro Francesco,è la prima medaglia( di queste dimensioni)che vedo di questo santo,è concordo con te che sia della prima metà del XIX sec.(secondo quarto),la medaglia dovrebbe essere di tipo propagandistico-devozionale perchè fa esplicito riferimento alla Congregazione del SS Redentore(Redentoristi)e al suo fondatore,lo stile dei soggetti non è dei migliori,semplice e regolare,la sua produzione molto probabilmente è campana,ma non si puo escludere una eventuale produzione romana?La questione è aperta!!Comunque la ritengo abbastanza rara. Ciao Giovanni.1 punto
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Il citato lavoro di De Marinis era già noto al Vecchi nel momento in cui redigeva il primo articolo della serie "The coinage of the Rasna: a study in etruscan numismatics" sulla Schweizerische numismatische Rundschau. Tant'é che lo cita. Ma non prende minimamente in considerazione il dato, né d'altro canto ne mette in dubbio la veridicità. Si limita a questa frase: "The find of a 10-as gorgon type stater in the Prestino, via Isonzo excavation, presents problems of chronology. The stratum in which the coin was found has been attributed to 5th century B.C. and this led to a very early date for this type in the archaeological report." SNR, 67(1988), p.57 Tutto qua. Oggettivamente un po' poco. Nell'articolo successivo, dedicato specificatamante alla monetazione di Populonia, non va molto meglio: "The Populonia stater of the value of 10 units from the Prestino find has led to a very early date for this type as archaeologically reported." SNR, 69(1990), p.2 Ancora più laconico. Per chi fosse interessato i 5 articoli del Vecchi citati sopra sono tutti disponibili in rete. Il primo ha il merito di contenere una sintesi "storica" degli studi molto ben fatta. Part 1 SNR, 67(1988) http://dx.doi.org/10.5169/seals-175117 Part 2 SNR, 69(1990) http://dx.doi.org/10.5169/seals-175228 Part 3 SNR, 71(1992) http://dx.doi.org/10.5169/seals-175332 Part 4 SNR, 72(1993) http://dx.doi.org/10.5169/seals-175379 Part 5 SNR, 78(1999) http://dx.doi.org/10.5169/seals-1756621 punto
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Mi sembra proprio di si,era un annuncio adesso non più presente...Io ho ancora le mail salvate,se vuoi posso dirti l'email del venditore e il nome,così posso dirti con certezza se è lo stesso che dici tu1 punto
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@@dmitriy ciao, questo potrebbe esserti utile........... http://numismatica-italiana.lamoneta.it/docs/201212/EUROCOLLEZIONE.pdf1 punto
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ognuno di noi la pensa a modo suo...l'importante è che te sia contento. mi spiego:se hai disponibilità economiche limitate(come la maggioranza della gente) e vuoi completare tutte le date devi scendere a compromesso,soprattutto se per te l'alta conservazione non è una fissa come per molti.....se invece hai solo soddisfazione con le monete dallo spl in su e non hai fretta puoi anche pensare di completare la collezione in alta conservazione,magari pagando a rate quando possibile le monete più costose....risparmiando anche 6 mesi per prender una moneta. ci metterai una vita...ma se non hai fretta e vuoi collezionare solo regno puoi provarci. io personalmente non ce la faccio a non comprare niente e a metter via dei soldi per le monete...è un mio limite :D marco1 punto
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Grazie a tutti per i commenti preziosi! Molto bene, allora archivio questa monetina e la classifico come BB+, sono proprio soddisfatto di questo pezzo e me lo tengo carissimo. Concordo, il consumo c'è ma è molto omogeneo, la moneta appare davvero fascinosa e i rilievi sono comunque davvero godibilissimi. La rigatura della Giarrettiera è intatta, confermo, i volti dei leoni di Normandia sono consumati e se ne sono persi i dettagli, con le loro criniere paiono avere delle sciarpe di pelliccia attorno al collo, ma fanno in ogni caso un bellissimo effetto. I soggetti dell'iconografia di queste monete vittoriane sono a mio avviso straordinari, sanno davvero trasmettere la potenza e la gloria della Regina e del suo casato ma con sobrietà... mi piacciono assai. Ma questa moneta è davvero ricchissima di dettagli, sono d'accordo sul carisma della combinazione dei leoni di Normandia, del leone rampante di Scozia e dell'arpa irlandese. Mi affascina moltissimo anche San Giorgio che uccide il drago fra le cifre della data, lampante richiamo al soggetto delle Crown, l'armonioso circolo di rose e nodi incatenati, la giarrettiera con la sua fibbia e il motto dell'ordine.... c'è un mondo intero in quei 32 centimetri di diametro! Prima di metterla via ho voluto fare altre foto alla moneta, utilizzando le mie tecniche sempre in evoluzione. Utilizzando nuovi materiali a costo zero mi pare di essere riuscito ad ottenere un buon risultato. Cercavo di superare il problema dell'ombra sul supporto attorno alla moneta, e direi che usando un fondo in plastica opaca sotto al quale (a circa 7 cm) ho messo un foglio di cartoncino nero mi sto avvicinando al risultato sperato. Questo supporto è trasparente ma non riflette luci e macchina fotografica come farebbe un vetro.... non male, sono soddisfatto ma non è ancora la soluzione definitiva... ci lavoro1 punto
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Taglio: 2 euro Nazione: Monaco Anno: 2011 Tiratura: 1.032.052 Condizioni: qSPL Città: Milano note: l'ennesima moneta di Monca 2011, disponibile per scambio1 punto
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Taglio: 1 cent Nazione: Estonia Anno: 2011 Tiratura: 32.000.000 Condizioni: BB Città: Milano1 punto
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Ma non è che l'ho presa a male, è che noi ma soprattutto Skater , si è fatto un mazzo tanto per creare quel file che credimi è qualcosa di complesso davvero, per far in modo che utenti come me che amano le statistiche o altro possano capire istantaneamente o farsi un'idea di cosa e come circola.. Ci rendiamo pienamente conto di quanta inutilità c'è però a me piace e ne sono fiero.. Altri diranno che collezionare monete è inutile, oppure forse il cuginetto di Messi gli diceva che era inutile stare li e prendere a calci un pallone, chissà.. C'è sempre un filo sottile tra inutilità e piacere, rispetto la tua opinione ma ripeto chi vuole un pò di pappa di numeri può perdersi nella nostra tabella ..1 punto
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due belle monete, mi piace il Reale, ottimo acquisto.1 punto
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bella. io non ne possiedo ma mi affascinano. il fatto che nei denari repubblicani questo fenomeno non fosse così raro come in tutte le altre monetazioni (o perlomeno non fosse così importante dal ritirare i tondelli "sbagliati") mi ha sempre incuriosito. per chi ancora non lo sapesse - ed ero tra loro fino a pochi anni fa - questo accadeva quando nella coniazione un tondello rimaneva adeso al conio di staffa e quindi il successivo, nel martellamento, subiva l'immagine del conio di incudine ovviamente incuso.1 punto
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Il fatto che NON sia illegale è troppo semplice come risposta...? Arka1 punto
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Medaglia per lo stesso avvenimento, di dimensione più piccola e incisa da Manfredini. Argento, mm.30,8 - Autore LUIGI MANFREDINI - Rif. Turricchia N.51 punto
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Non posso che ringraziarvi per il contributo che state mettendo a disposizione di tutti. Ma del meridione non c'è nulla??? :D grazie1 punto
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